Venerdì 28 Febbraio 2020
L'esponente di minoranza evidenzia ritardi e contesta le procedure adottate


Sant'Alessio, Bartorilla "smonta" Foti sul "miracolo" stabilizzazione. E sul Cst...

di Andrea Rifatto | 03/01/2020 | POLITICA

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Giuseppe Bartorilla

Archiviata la pratica stabilizzazione, a Sant’Alessio non si spegne il dibattito politico sulle procedure adottate dall’Amministrazione comunale per arrivare alla firma dei contratti di assunzione a tempo indeterminato per 15 dipendenti. A commentare l’iter è il consigliere di minoranza Giuseppe Bartorilla, che ha voluto replicare al sindaco Giovanni Foti che nelle dichiarazioni rilasciateci nei giorni scorsi ha parlato di “miracolo” in merito al via libera alla stabilizzazione ricevuto in extremis il 20 dicembre dal Ministero dell’Interno, richiesto in quanto Sant’Alessio è un comune con Piano di riequilibrio finanziario. “Il diritto soggettivo alla stabilizzazione degli ex precari non è frutto di miracoli ma risultato del loro onesto lavoro e di sacrifici – esordisce Bartorilla, ex assessore al Bilancio - la stabilizzazione, scioccamente, è stata messa a rischio esclusivamente a causa dei ritardi dell’Amministrazione Foti e ricordo che solo dopo le sollecitazioni del Consiglio comunale del 20 settembre e dei sindacati, che hanno anche intimato lo sciopero, l’Amministrazione Foti si è svegliata e si è ricordata della problematica precari, avendo sostenuto fino al quel momento, in maniera illogica e scorretta, l’impossibilità di poterli stabilizzare”. Bartorilla, ex assessore al Bilancio, evidenzia poi “enormi ritardi accumulati da Foti e dalla sua Amministrazione che ha approvato il Rendiconto 2018, atto propedeutico alla stabilizzazione, soltanto il 22 ottobre con deliberazione del Consiglio” ed evidenzia come “il Comune ha esercitato la facoltà di rinviare l’adozione del bilancio consolidato e della contabilità economico-patrimoniale, ultimo atto propedeutico alla stabilizzazione, solo il 30 novembre, con una seduta di Consiglio dove il numero legale è stato garantito dal sottoscritto”.

Il consigliere prosegue evidenziando che la pratica inviata al Ministero il 17 settembre (“guarda caso il giorno dopo a quello in cui la minoranza depositava la mozione sui precari approvata nella seduta consiliare del 20 settembre) era notevolmente carente: “Il Ministero ha richiesto più volte integrazioni e chiarimenti al fine di evitarne la bocciatura, nonostante si trattasse di un’istruttoria alquanto semplice, poiché il Piano di riequilibrio approvato dal Consiglio comunale nel gennaio 2017 e confermato integralmente dall’attuale Amministrazione Foti non prevede l’accesso al fondo di rotazione e ciò significa che questo Ente, con riferimento alla dotazione organica, non è tenuto a rispettare i parametri ministeriali. In altre parole questo Comune, in caso di accesso al citato fondo o di dissesto finanziario, avrebbe dovuto rispettare il rapporto dipendenti/popolazione, pari a 1/128 e pertanto avrebbe dovuto rimodulare la propria dotazione organica, prevedendo massimo 12 posti. Vincolo non trova applicazione per il Comune di Sant’Alessio Siculo, il cui piano di riequilibrio ha evitato il baratro del dissesto (a causa dei debiti generati, principalmente, dall’Amministrazione Foti tra 2002 e 2012) e la conseguente reale impossibilità di stabilizzare”. Ciò per amor di verità, – conclude Bartorilla –  in attesa che il pasticcio scaturente dall’obbrobrioso Cst Messenia, per cui incombe la revoca del finanziamento da un milione di euro, produca effetti e nella tenue speranza che non siano prodotti ulteriori atti a dir poco inquietanti, fra cui spicca la folle, contraddittoria e aleatoria proroga della concessione”.


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