Lunedì 30 Novembre 2020
Tre sindaci e un ex, tecnici e gestore sono a processo per i reati meno gravi


Depuratore di Nizza, fissato l'appello contro le assoluzioni parziali decise dal Gup

di Andrea Rifatto | 18/11/2020 | CRONACA

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L'impianto di depurazione

Si aprirà il 14 dicembre il procedimento di appello contro la sentenza emessa lo scorso 27 febbraio nell’udienza preliminare sulla gestione del depuratore intercomunale di Nizza di Sicilia, in cui il gup Monica Marino ha prosciolto dalle accuse di abuso d’ufficio e omissione d’atti d’ufficio (perché il fatto non sussiste) i sindaci Piero Briguglio (Nizza), Giovanni De Luca (Fiumedinisi) e Carlo Giaquinta (Alì Terme), l'ex sindaco di Alì Terme Giuseppe Marino, due funzionari dell'Ufficio tecnico di Nizza, Rosario Porto e Umberto Valerini, e il titolare della ditta che gestiva l’impianto, Agatino Mantarro, mentre Valerini è stato prosciolto anche dall’accusa di getto pericoloso di cose e violazioni ambientali per non aver commesso il fatto. Il processo di primo grado, iniziato a maggio, sta infatti proseguendo solo per le contestazioni meno gravi di getto pericoloso di cose, violazioni ambientali e gestione rifiuti non autorizzata, contestate a vario titolo agli imputati, e la prossima udienza si terrà il 2 dicembre davanti al giudice monocratico Adriana Sciglio. Subito dopo quella decisione, però, il sostituto procuratore Rosanna Casabona, titolare dell’inchiesta, ha chiesto alla Corte d’appello del Tribunale di Messina di impugnare la sentenza nella parte relativa alle assoluzioni e di rinviare a giudizio gli imputati per tutti i campi d’accusa. Secondo il pm Casabona, il gup “ha proceduto ad una ricostruzione dei fatti alternativa al fine di dimostrare la non colpevolezza degli imputati” e ha effettuato “una valutazione di merito che non gli competeva perché spettante al giudice del dibattimento”, decidendo “sulla base dell’elemento soggettivo del reato, rinviando a giudizio per le contravvenzioni (per cui è sufficiente la colpa) e prosciogliendo per i delitti (per cui è richiesto il dolo)”, mentre “tale distinzione non poteva essere fatta in udienza preliminare”. I sette sono difesi dagli avvocati Giovanni Calamoneri, Giovanni Mannuccia, Massimo Brigandì, Giovambattista Freni, Antonio Scarcella, Carmelo Lombardo e Giancarlo Padiglione. La vicenda riguarda la gestione del depuratore di Nizza, utilizzato anche dai comuni di Alì Terme e Fiumedinisi, nel periodo tra gennaio 2018 e febbraio 2019: nel maggio dello scorso anno, contestualmente alla notifica degli avvisi di garanzia, scattò anche il sequestro dell’impianto da parte dei Carabinieri. 


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