Santa Teresa e il commercio in crisi: "Ecco cosa può fare il Comune, serve collaborazione"
di Andrea Rifatto | ieri | ATTUALITÀ
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Solo al centro 25 locali sfitti
La concorrenza dei centri commerciali e la nascita del commercio online, poi la pandemia e il caro bollette. Santa Teresa di Riva sta perdendo la sua storica vocazione commerciale e come abbiamo raccontato il mese scorso solo al centro del paese sono 25 i locali chiusi, saracinesche che non si alzano da anni o riaperte per nuove attività durate un anno o poco più. L’assenza di interventi da parte della politica, che si è dedicata solo al turismo dimenticando la vocazione originaria, si è unita ai tentativi falliti di unire i commercianti. Cosa può fare l’Amministrazione comunale? «È una domanda che mi pongo spesso - commenta il sindaco Danilo Lo Giudice - qualcosa può fare ma non può essere determinante. Nel 2012 abbiamo fatto un’operazione meravigliosa, il concorso “Compra e Vinci a Santa Teresa di Riva”, con 110 commercianti coinvolti e incentivi ad acquistare nei negozi, ma ci siamo riusciti solo una volta, perché l’anno dopo c’è stata la disponibilità di soli 20-30 negozianti. Sarei disponibile a riprovarci e fare un investimento - afferma - ma se da un lato dobbiamo sicuramente essere più attenti, è altrettanto vero che i commercianti non possono aspettare che solo aprendo la porta la gente entri, purtroppo non funziona così, c’è un mondo che corre, investe, fa pubblicità, c’è l’assalto delle vendite online, prezzi fuori dal mercato della concorrenza e i centri commerciali che ci aggrediscono». Una politica di riduzioni e sgravi sulle imposte, con incentivi ad avviare nuove attività, potrebbe comunque aiutare il settore ed evitare un tracollo. L’Amministrazione si aspetta collaborazione dagli esercenti: «Sono stato e continuo ad essere a disposizione con iniziative come le isole pedonali e la Notte Bianca - prosegue il primo cittadino - che saranno pure “spot” ma quando si ha la possibilità di avere 20-30mila persone che passano davanti la propria vetrina, l’occasione va sfruttata in prospettiva. Le isole pedonali, ad esempio, vengono organizzate solo due volte nel periodo natalizio, al centro, per scelta dei commercianti che non ne vogliono altre e magari qualcuno rimane pure chiuso. Noi ne faremmo anche di più». Per Lo Giudice l’esperienza fallimentare del Centro commerciale naturale non ha aiutato ma c’è la disponibilità della politica a sedersi ad un tavolo e discutere: «Ho in mente un’idea e voglio capire se possiamo attuarla - anticipa - per venire incontro alle esigenze del tessuto commerciale. Sicuramente dal punto di vista economico è attuabile, benché una parte degli investimenti del bilancio riguardano il settore turistico-ricettivo. Serve anche un confronto con i commercianti e mi aspetto una visione di insieme complessiva per attuare logiche giuste - conclude il sindaco - ci confrontiamo spesso con situazioni difficili e antipatiche che non sono determinate dall’Amministrazione, come i canoni di locazione degli immobili locali e i prezzi di vendita dei prodotti, né la diminuzione dell’Imu può rappresentare la situazione dei problemi. I commercianti devono comprendere che va condiviso un percorso comune per trovare una soluzione che possa andare bene: serve una corrispondenza con l’Amministrazione e saremo ben lieti di attuare proposte serie e concrete».











