Mercoledì 22 Luglio 2026
Il commento di Stefania De Marco, segretaria del Circolo jonico, al dossier di Legambiente


Erosione costiera e opere milionarie, Prc: "La politica ha fallito e continua a farlo
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di Redazione | oggi | ATTUALITÀ

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Contestata l'emergenza come metodo di governo

«Leggere il dossier “Coste siciliane alla deriva” di Goletta Verde-Legambiente Sicilia dà la misura di come la riviera jonica messinese sia diventata il manifesto di una gestione politica miope, autoreferenziale e incapace di imparare dai propri errori». A dirlo è Stefania De Marco, segretaria del Circolo del Partito della Rifondazione Comunista “Lidia Menapace” della zona jonica, commentando l’analisi dell’associazione ambientalista secondo la quale i costi della “guerra al mare” su 10 chilometri, pari a circa 72,4 milioni di euro, non hanno rimosso alcuna causa dell’erosione costiera e oggi è necessario un cambio di paradigma nella gestione della fascia costiera, dove la priorità non è più la ricostruzione continua delle opere danneggiate, ma la riduzione della vulnerabilità del sistema. «Non è il mare a divorare le spiagge - commenta De Marco - è la politica che, da quarant’anni, continua a finanziare opere inutili, rigide, costose, che aggravano i problemi invece di risolverli. È un fallimento annunciato, documentato, ripetuto. E soprattutto pagato con soldi pubblici. Da decenni si racconta che “il mare avanza”: è una narrazione comoda, perché assolve chi ha costruito troppo, troppo vicino, troppo male. Ma la verità è scritta nero su bianco nei documenti tecnici ignorati per trent’anni: nessuno ha ascoltato, la politica locale ha scelto la difesa passiva, l’opera rigida, la ricostruzione immediata. Ha scelto la foto dell’inaugurazione, non la sicurezza del territorio. Ha scelto l’emergenza come metodo di governo. È la prova che manca una visione, manca un coordinamento, manca la politica». 

Secondo la segretaria del Prc jonico la responsabilità politica è evidente e non si tratta di errori tecnici ma di scelte politiche: «La politica locale ha preferito l’opera visibile alla soluzione efficace, la spesa alla pianificazione, ha preferito ignorare la scienza, ignorare gli esperti. La riviera jonica merita una politica che non si nasconda dietro il mare - conclude Stefania De Marco - il mare non è colpevole, lo è chi continua a costruire dove non si deve, a spendere dove non serve, a ignorare ciò che la scienza ripete da decenni. La riviera jonica non ha bisogno di nuove opere rigide, ma di una politica che smetta di difendere l’indifendibile. Finché non si cambia modello, ogni euro speso sarà un euro sprecato. E ogni mareggiata sarà solo l’ennesima conferma di un fallimento che non è naturale, è politico».


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