Discoteca e fuochi pirotecnici al Palacongressi: "Amministratori presenti, diano risposte"
di Andrea Rifatto | 05/01/2026 | ATTUALITÀ
di Andrea Rifatto | 05/01/2026 | ATTUALITÀ
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Ballo in sala e spettacolo pirotecnico all'esterno
Quis custodiet ipsos custodes? (Chi sorveglierà i sorveglianti stessi?) si chiedeva Giovenale nelle sue Satire. Perchè se al Palazzo dei Congressi di Taormina sono state violate le prescrizioni imposte dal Comune nel corso della cena-spettacolo di Capodanno, qualcuno avrebbe potuto sottolinearlo visto che alla serata erano presenti anche amministratori pubblici. Sulla carta doveva essere una cena con intrattenimento musicale finalizzata alla raccolta fondi per il sostegno delle attività sportive dell’Asd Football Club Taormina, realtà nata pochi mesi fa, secondo quanto riportato nella richiesta giunta il 15 dicembre a Palazzo dei Giurati per ottenere la concessione all’utilizzo del Palazzo del Congresso. Ma la serata si è conclusa con una serata danzante, con la sala al quarto piano trasformata in discoteca con tanto di dj set, come raccontato ieri dal nostro giornale, nonostante il decreto sindacale n. 43 del 30 dicembre autorizzasse l’intrattenimento musicale con musica dal vivo, ai sensi degli articoli 68, 69 e 80 del Tulps, ad esclusione del ballo. Dopo il nostro articolo, il gruppo Progetto Ricostruzione Taormina è tornato a farsi sentire sulla vicenda. «Quanto avvenuto nella notte tra il 31 dicembre e l’1 gennaio al Palacongressi rappresenta un precedente grave - esordisce il consigliere di minoranza Luca Manuli - dopo la nostra segnalazione sull’uso improprio dell’immobile, l’assessore Sferra aveva liquidato la vicenda con la frase “Abbiamo seguito quello che è l’iter”. Ma si tratta di propaganda e mistificazione. Il messaggio che ne deriva è di tracotanza politica e amministrativa - sottolinea - la cosa pubblica e le sue regole si piegano alle esigenze di pochi. Questo metodo non è accettabile». L’esponente di opposizione ricorda come la licenza di pubblico spettacolo, oltre a vietare il ballo, fissava il limite massimo a 150 partecipanti: «Eppure, come documentano i video circolati e le ricostruzioni raccolte in città, al Palazzo dei Congressi si è ballato e, consentendo l’ingresso dopo cena, si è verosimilmente superato il limite di partecipanti prescritto - prosegue Manuli - tra i presenti, circostanza che, se confermata, aggraverebbe il messaggio veicolato, figuravano l’assessore Sferra e altri amministratori e consiglieri di maggioranza». Cena, discoteca e fuochi d’artificio
Da altre immagini pubblicate sui social emerge anche come siano stati esplosi fuochi d’artificio, probabilmente allo scoccare della mezzanotte, proprio in corrispondenza del Palazzo dei Congressi. Ma all’albo pretorio del Comune non risulta nessuna licenza rilasciata dal sindaco ai sensi dell’articolo 50 del Tulps, che stabilisce come “senza licenza dell'autorità locale di pubblica sicurezza non possono spararsi armi da fuoco né lanciarsi razzi, accendersi fuochi di artificio, innalzarsi aerostati con fiamme, o in genere farsi esplosioni o accensioni pericolose in un luogo abitato o nelle sue adiacenze o lungo una via pubblica o in direzione di essa”. Le uniche attività autorizzate, da quanto emerge dallo Sportello unico attività produttive del Comune, risultano quelle della società “Start Up Srl” di Taormina di Giuseppe Maria Galeano per l’attività di beverage e dell’impresa individuale “Prima in cucina” di Maria Anna Gialdi di San Gregorio di Catania per il servizio catering. Per Alessio Bonesoli, membro del gruppo Progetto Ricostruzione Taormina, «come si può chiedere il rispetto delle regole ai cittadini se chi rappresenta le istituzioni sembra fare orecchie da marcante alle richieste di chiarimento effettivo? Questa vicenda è una cartina di tornasole del metodo di governo vigente: affermazioni pubbliche che attenuano o deformano i fatti, comunicazione propagandistica, applicazione delle regole a geometria variabile. Il sindaco, correttamente, richiama spesso il concetto di legalità - evidenzia - tuttavia, la mancata osservanza di un decreto sindacale svilisce e depotenzia questo messaggio. Emerge uno scostamento fra narrazione e realtà e si indebolisce la credibilità con cui si pretende di parlare di “buona amministrazione”, soprattutto quando sembrerebbe che siano gli stessi membri dell’Amministrazione comunale a non dare l’esempio e a rispettare le regole». Prt chiede che sia chiarito perché le prescrizioni del sindaco non siano state osservate e ribadisce che la città ha il diritto di sapere se consiglieri di maggioranza e assessori ritengano di poter disattendere quanto decretato dal primo cittadino. «Una risposta netta è indispensabile - conclude il gruppo - per tutelare la credibilità delle istituzioni e per ribadire che le stesse regole valgono per tutti».











