Cicala rassegna le dimissioni da Equità Urbana, De Luca lo difende: “Le ho già strappate”
di Andrea Rifatto | oggi | ATTUALITÀ
di Andrea Rifatto | oggi | ATTUALITÀ
405 Lettori unici
De Luca e Cicala
«So quanto è bravo Roberto Cicala, con lui lavoro e continuerò a lavorare». Il sindaco di Taormina, Cateno De Luca, è intervenuto ieri sera sul caso del maxi-pignoramento da 439mila euro notificato al presidente di Equità Urbana Spa, con una diretta social alla quale ha partecipato lo stesso ex assessore comunale di Messina, che il leader di Sud chiama Nord ha difeso parlando di un attacco politico legato alle elezioni amministrative nel capoluogo. De Luca ha annunciato che Cicala ha presentato le dimissioni da presidente della società partecipata taorminese che si occupa di accertamento e riscossione dei tributi e contrasto all’evasione, spiegando che le respingerà: «Le ho già strappate - ha detto in diretta - facciano le interrogazioni che vogliono, noi rispondiamo della professionalità e dei risultati». Secondo il leader di Sud chiama Nord si tratta di «dinamiche private che non c’entrano con l’attività politica - ha esordito nel suo intervento - Roberto Cicala non è candidato a Messina, c’è una strategia di intimidazione e mistificazione visto che questa cartella è stata notificata al Comune di Messina un anno fa e viene fuori ora che ci sono le elezioni a Messina. Da qualche ufficio escono questi pizzini - ha contestato il sindaco di Taormina - è come se io cominciassi a dire che Tizio, Caio e Sempronio si facevano cancellare la Tari fino al 2017. Cicala è in tanti libri neri, fa un lavoro delicato che noi abbiamo messo a sistema dove amministriamo e con lui hanno pagato certi santuari che prima non pagavano a Messina». Un debito legato all'attività imrpenditoriale privata che però permane ancora oggi, mentre Cicala ricopre incarichi pubblici e in particolare nel campo della lotta all'evasione ed elusione fiscale, e che per questioni di opportunità dovrebbe portarlo ad attendere la regolarizzazione della sua posizione prima di assumere ruoli legati alla politica. La spiegazione di Cicala La difesa di De Luca
«La mia è una situazione di cartelle iscritte a ruolo per debiti da partita Iva - ha spiegato il presidente di Equità Urbana Spa - che sono nati nel 2010-2012-2014 per difficoltà ad incassare crediti, come era noto per le partite Iva delle piccole aziende che operano nei piccoli comuni. La nostra era una tipologia di lavoro di assistenza e programmazione, il mercato c’era ma non era così florido come ci si poteva aspettare. Nei piccoli comuni ovviamente si ha anche difficoltà ad incassare e poi quando ci sono situazioni in cui uno vuole cambiare tipologia di attività e sistema, e quindi si avvicina ad altri mercati, poi possibilmente si ritrova a cercare di chiudere la ditta individuale (“Swift”, fondata nel 1998 e cancellata nel 2021, ndr) e i crediti vanno a morire perché è difficoltoso prenderli mentre i debiti, specialmente quelli con l’Erario prima o poi arrivano. Niente è stato mai nascosto. È una situazione che non è come potrebbe essere un’elusione su quello che doveva essere. Da un’analisi che ho fatto - ha aggiunto Cicala - la base di iscrizione è di 130-140 mila euro di attività e situazioni di dichiarazioni degli anni passati, che poi diventano più del doppio con interessi e sanzioni. Col tempo gli interessi maturano, sia quelli originari sia quelli dell’Agenzia delle Entrate giornalmente. Sono state fatte della rateizzazioni, anche pagate. Non c’è niente da nascondere. Al Comune è stato notificato un pignoramento sul quinto dell’indennità, che è stato applicato subito. Ho chiesto la rateizzazione per alcuni debiti, richiesto la rottamazione per altri e la dismissione per altri che non sono correttamente iscritti a ruolo in quanto creati dopo la chiusura della partita Iva. Situazioni che il tributarista sta verificando».
«Questa dinamica è e quella di qualunque normale cittadino-imprenditore che ha i suoi contenziosi con il Fisco e che non afferiscono ai tributi municipali - ha poi commentato Cateno De Luca - non sono questioni che riguardano il suo mandato di assessore a Messina. “C’è stato sciacallaggio su una persona che ha messo a sistema delle strategie, come il Tax Gap, che hanno salvato i Comuni. Conosco la sua professionalità e la continuo a valorizzare. Per quanto riguarda i rapporti di Cicala con il Fisco, come il pignoramento sul quale continua a pagare e altre cose per le quali ha dei contenziosi, a me non interessa, sono aspetti che dovrà definire lui una volta per tutte. Io di fronte ad una violazione delle norme contabili sul conferimento di incarichi, accetto le dimissioni, ma diversamente dico che è stato nominato presidente per la sua professionalità e gli auguro di sistemare le sue dinamiche. Menomale che gli elettori conoscono la nostra storia. Se non ci fosse stata la campagna elettorale a Messina, la vicenda privata di Cicala sarebbe rimasta tale, com’è giusto che fosse. Esprimo solidarietà a Cicala, le dimissioni che ha presentato le ho già strappate».













