Bullismo in gita, i genitori: “Grazie agli studenti conosciamo la verità su nostro figlio"
di Redazione | oggi | ATTUALITÀ
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L'invito ai ragazzi a riflettere
Dopo giorni di riflessione, i genitori dello studente dell’Istituto “Pugliatti” di Furci Siculo vittima di gravi fatti di bullismo, commessi da tre compagni durante una gita in Campania, hanno deciso di parlare, alla luce anche de i tanti commenti esternati nel comprensorio dopo la pubblicazione della notizia. Il loro pensiero è stato affidato ad una nota diffusa dall’avvocato Cettina La Torre, legale di fiducia. «Prendiamo le distanze - esordiscono - non solo dalle affermazioni che condannano in blocco tutti i giovani d'oggi come “senza valori e senza limiti” e tutti gli studenti dell’istituto, ma anche dalla condanna indiscriminata di tutte le famiglie. Riconosciamo che, pur fornendo un’educazione esemplare, le azioni dei nostri figli possono a volte sfuggire al nostro controllo diretto. La differenza cruciale risiede nella reazione successiva: nel momento in cui si prende atto del disagio o dell'errore commesso dal proprio figlio, è fondamentale intervenire per aiutarlo e supportarlo, facendogli comprendere dove ha sbagliato, senza minimizzare o giustificare il suo comportamento. Ciò che ha subìto nostro figlio è il frutto dell'incoscienza di un gruppo molto ristretto di ragazzi, diviso tra chi ha compiuto il gesto e chi lo ha spettacolarizzato su Instagram. Riteniamo fondamentale sottolineare che questa non è la realtà della scuola». I genitori evidenziano come «la stragrande maggioranza degli studenti dell’istituto ha dimostrato una maturità e un senso critico esemplari: si è stretta attorno a nostro figlio, offrendogli sostegno per superare il trauma e l'ingiusto imbarazzo. Se oggi conosciamo la verità e siamo venuti a capo dei video postati, è unicamente grazie al loro coraggio. Senza l'intervento di questi ragazzi, nostro figlio avrebbe continuato a portare dentro un ingiusto senso di vergogna e disagio, e noi non avremmo avuto la possibilità di proteggerlo e aiutarlo a superare il trauma subito». L’augurio è che «questa vicenda possa servire da monito e da esempio per tanti ragazzi che giornalmente subiscono angherie dai coetanei, ma che non trovano la forza di parlare e denunciare: non siete soli, rompere il silenzio è il primo, fondamentale passo per riprendere il controllo della propria vita. In questa difficile circostanza, i giovani hanno saputo dare una vera lezione di vita e di solidarietà a molti adulti. Grazie di cuore a ognuno di voi per quello che avete fatto e per la vicinanza che continuate a dimostrare a nostro figlio».













