Barriera soffolta ceduta a Sant'Alessio, il direttore dei lavori respinge tutte le accuse
di Andrea Rifatto | oggi | ATTUALITÀ
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La barriera soffolta nel tratto danneggiato
Respinge al mittente tutte le accuse il prof. ing. Giuseppe Mallandrino, tirato in ballo dal vicesindaco di Sant’Alessio Siculo con deleghe ai Lavori pubblici e Salvaguardia della costa, Giovanni Foti, nella seduta di Consiglio comunale dell’1 febbraio, nel corso della quale ha giustificato la rottura di un tratto di barriera soffolta in mare durante la mareggiata del 20 e 21 gennaio con difetti costruttivi nei lavori eseguiti con il primo stralcio del terzo lotto, sotto la direzione del professionista messinese, legati al presunto utilizzo di massi lavici di dimensioni ridotte per costruire la scogliera in zona nord. «Quanto affermato dal vicesindaco Foti è falso e offensivo dell’onorabilità professionale dell’ing. Mallandrino - si legge in una nota firmata dall’avv. Corrado Rizzo inviata al presidente del Consiglio comunale - le modalità di esecuzione del contratto d’appalto da parte del direttore dei lavori, con specifico riferimento all’impiego di procedure elettronico-automatiche di controllo per la pesatura dei massi e la loro posa in opera, hanno formato oggetto di rigoroso accertamento nell’ambito di un procedimento penale (conclusosi con decreto di archiviazione), dove si è dimostrata la piena liceità dell’operato dell’ing. Mallandrino, nonché la maggiore sicurezza dell’opera così realizzata». Dopo esposti e segnalazioni, infatti, negli anni scorsi la magistratura ha aperto un’inchiesta delegando le indagini alla Guardia di Finanza: «In particolare si è accertato che l’ing. Mallandrino, prima di iniziare i lavori - prosegue l’avv. Rizzo - ha proceduto a dei rilievi sull’opera realizzata nel secondo lotto rilevando che la stessa risultava danneggiata a causa delle procedure utilizzate per la pesatura dei massi; per questo, dapprima inviava alla stazione appaltante una relazione in cui rappresentava le criticità della suddetta procedura, poi redigeva una perizia di variante in cui proponeva l’impiego di un sistema di pesatura e di posa in mare molto più sicuro ed efficiente. Infatti, il sistema proposto e approvato dalla stazione appaltante prevedeva l’utilizzo di tecnologie che consentivano di pesare il masso nel momento stesso della posa in acqua e di posizionarlo avvalendosi di un sistema Gps che, oltre ad evitare i rischi per l’incolumità dei sommozzatori, garantiva maggiore precisione essendo memorizzate nel sistema la conformazione dei fondali e la forma dell’opera». Quanto al numero dei massi da posare in mare, viene fatto presente che «nel corso del medesimo procedimento penale si è pure accertato che l’ing. Mallandrino è stato costretto a interrompere i lavori e a chiedere l’approvazione di una variante al progetto originario, proprio a causa di un difetto di quest’ultimo, che fissava in capitolato un numero di massi non sufficiente a coprire l’intera barriera. Pertanto la posatura di un numero maggiore di massi è dipesa unicamente dall’iniziativa dell’ing. Giuseppe Mallandrino, limitatamente ai lavori da lui diretti, di chiedere l’approvazione di una variante al progetto originario». Successivamente sono state realizzate ulteriori opere (stralcio di completamento), interferenti e sovrapposte a quelle di cui sopra dirette dall’ing. Mallandrino, con connesse manipolazioni e modifica di quelle relative al primo stralcio, e su queste ulteriori opere al momento manca un rigoroso accertamento come quello (Guardia di Finanza e Ctu) precedentemente accennato circa i lavori dello stralcio condotto dall’ing. Mallandrino, stante che lo stato dei luoghi risulta alterato rispetto alla configurazione presente alla data di ultimazione (3 luglio 2018) dei lavori diretti dallo stesso. Alla luce di quanto sopra - conclude l'avvocato Rizzo - non risultano corrispondenti al verole asserzioni del vicesindaco ed assessore ai Lavori Pubblici e Salvaguardia della Costa, Giovanni Foti, nei cui confronti ci si riserva di assumere ogni iniziativa più opportuna a tutela della onorabilità professionale dell’ing. Giuseppe Mallandrino».













