Martedì 03 Febbraio 2026
Il Consiglio discute le conseguenze del ciclone: il vicesindaco contesta alcuni lavori


I danni di Harry a Sant'Alessio: "Ecco perché la barriera ha ceduto, lo denunciai anni fa"

di Andrea Rifatto | oggi | ATTUALITÀ

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I danni nella zona nord del lungomare

Senza le opere di salvaguardia della costa, costruite sin dal 1997, la cittadina del Capo sarebbe stata semidistrutta dalla mareggiata innescata dal ciclone Harry. Fortunatamente, invece, i danni sono stati limitati, con il crollo degli ultimi 140 metri di marciapiede all’estremità nord in seguito alla rottura della barriera radente e all’effetto sifonamento provocato dai marosi. Le conseguenze del maltempo a Sant’Alessio siculo sono state discusse domenica 1 febbraio in Consiglio comunale. «La zona nord del lungomare è crollata come conseguenza del cedimento strutturale della barriera soffolta - ha spiegato il sindaco Domenico Aliberti - siamo in contatto con il Commissario di governo per il contrasto del dissesto idrogeologico e abbiamo chiesto una verifica strutturale di tutta l’opera e il monitoraggio costante della barriera soffolta». Sulla scogliera sommersa, però, la minoranza ha rilevato anomalie: «Ha ceduto a nord in zona Sena perché c’erano massi più piccoli della pezzatura prevista in progetto, pari a nemmeno un terzo di quelli stabiliti - ha detto il consigliere Giuseppe Riggio - il caso è stato denunciato in passato ma nessuno ha preso provvedimenti». Sulla questione è intervenuto il vicesindaco con delega a Lavori pubblici e Salvaguardia della costa, Giovanni Foti: «Quel tratto di barriera è stata realizzata con il primo stralcio del terzo lotto (lavori tra 2014 e 2018 finanziati con 3,5 milioni di euro, ndc) e la direzione lavori è stata curata dal prof. ing. Giuseppe Mallandrino, incaricato dalla Struttura commissariale che non ha consentito di dare il mandato all’ing. Francesco Giordano. I lavori sono stati eseguiti durante l’Amministrazione comunale guidata dalla sindaca Rosanna Fichera e prevedevano anche un ulteriore prolungamento della barriera soffolta lato nord - ha proseguito Foti - e oggi la rottura è avvenuta in mezzo a quel tratto, realizzato durante la direzione lavori del prof. Mallandrino, che si vede a occhio come sia costituito da pietre più piccole, tant’è che i marosi in quei 70 metri sono riusciti a spostare la barriera verso terra e addirittura e sovrapporla. Perciò c’è un difetto di costruzione».

«Io intervenni in Consiglio comunale dal pubblico (era il 2015, ndc) - ha ricordato l’ex sindaco - chiedendo al prof. Mallandrino come fosse possibile che un camion trasportasse cinque massi quando al massimo ne portava due, massi che erano palesemente più piccoli, e come mai non venissero pesati visto che erano sempre stati pesati singolarmente - ha ricordato il vicesindaco - e mi rispose che i massi venivano pesati con il dinamometro tramite il ragno che li caricava dalla spiaggia al motopontone. Ma chi vedeva se venivano prelevati uno o più massi per la pesatura?». Il vicesindaco ha ricordato di aver denunciato la circostanza alla Struttura commissariale, alla quale sono state mandate anche delle fotografie scattate dai subacquei che hanno misurato i massi: «La Struttura commissariale poteva intervenire, così come l’Amministrazione comunale e il direttore dei lavori, ma e nessuno si è mosso - ha concluso Giovanni Foti - adesso con il monitoraggio della barriera, che ha chiesto la Comunità Europea per capire se i soldi sono stati spesi bene o male, si vedrà specificatamente come e perchè si è spostata. Negli anni, sulla costruzione di queste opere, c’è stata gente più attenta e gente meno attenta».


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