Mercoledì 08 Luglio 2020
Dopo l'ordinanza di demolizione arriva il no al rinnovo per gestire le strutture


Letojanni, il Comune revoca l'autorizzazione al camping Paradise: "Troppi abusi edilizi"

di Andrea Rifatto | 27/06/2020 | ATTUALITÀ

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Il camping Paradise visto dall'alto

Sono sempre più ai ferri corti i rapporti tra il Comune di Letojanni e il camping Paradise. Tra l’Ente e i titolari della struttura ricettiva di contrada Milianò è in corso un contenzioso davanti al Tar dopo la maxi ordinanza di demolizione emanata lo scorso novembre dall’Ufficio tecnico comunale, che contesta numerosi abusi edilizi commessi nel corso degli ultimi 50 anni, e adesso è arrivata anche la revoca dell’autorizzazione a gestire l’attività. A siglare il provvedimento è stato il Settore Amministrativo del municipio in quanto - si legge nel documento - “le disposizioni di settore implicano uno stretto collegamento tra la programmazione commerciale e la pianificazione urbanistica, con la conseguenza che il rilascio e/o rinnovo di titoli autorizzativi all’esercizio di attività ricreative/commerciali presuppongono la conformità dei relativi locali alle prescrizioni urbanistiche” e che “la normativa di settore prescrive, quanto ai requisiti oggettivi che devono sussistere per il rilascio delle relative autorizzazioni, che le attività devono essere esercitate, tra l'altro, nel rispetto delle vigenti norme, prescrizioni e autorizzazioni in materia edilizia e urbanistica, nonché di quelle sulla destinazione d'uso dei locali e degli edifici”. Dunque visto che esistono, secondo il Comune, numerose strutture abusive, non può esercitarsi l’attività di campeggio perchè sono venuti meno i presupposti oggettivi per il rilascio dell’autorizzazione ed è anzi necessario procedere alla revoca di quella esistente. 

Revoca che è arrivata dopo che la società “Rapida Sas”, che dal 2002 detiene l’autorizzazione (per sub ingresso) per complessi ricettivi all’aria aperta in seguito al contratto d’affitto d’azienda stipulato fra l’ing. Pietro Leo, titolare degli edifici di Milianò, e la società intestata ai suoi familiari, ha chiesto al Comune il rinnovo dell’autorizzazione, scaduta l’1 marzo di quest’anno dopo un primo rinnovo del 2013. L’Ente ha fatto presente che l’autorizzazione, così come previsto dal Decreto legge “Cura Italia” di aprile sulla pandemia da coronavirus, conserva la sua validità per i 90 giorni successivi alla dichiarazione di cessazione dello stato di emergenza, ma ha negato il successivo rinnovo e anzi revocato quella precedente. Secondo il municipio di Letojanni, “stante la necessaria relazione di conformità tra l’autorizzazione commerciale e disciplina urbanistica, deve assumersi che l'indagine sulla conformità dell'immobile alla disciplina urbanistico-edilizia rappresenta un momento istruttorio necessario, in quanto diretto ad accertare l'esistenza di un presupposto espressamente previsto dalla legge, ai fini del perfezionamento del titolo” e dunque alla luce dell’ordinanza di demolizione con il ripristino dello stato dei luoghi del 4 novembre non può essere rilasciato il permesso ad esercitare l’attività. Ordinanza che è efficace, perchè l’ing. Leo non ne ha chiesto la sospensione al Tar ma si attende il pronunciamento nel giudizio di merito, e il 4 giugno i funzionari dell’Ufficio tecnico e la Polizia municipale hanno preso atto dell’inottemperanza alla demolizione. Quindi “dato atto che presupposto giuridico fattuale per il rinnovo dell’autorizzazione è l'indagine sulla conformità dell'immobile alla disciplina urbanistico-edilizia”, il Comune ha deciso di revocare l’autorizzazione per la gestione del camping Paradise rilasciata nel 2013 “per mancata conformità dei luoghi alla disciplina urbanistico-edilizia”.

Più informazioni: camping paradise  


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