Lunedì 25 Maggio 2020
Sopralluoghi del Comune nella struttura, già al centro di una vicenda giudiziaria


Letojanni, maxi ordine di demolizione per un campeggio: contestati 50 anni di abusi

di Andrea Rifatto | 17/12/2019 | ATTUALITÀ

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Il camping Paradise visto dall'alto

Una miriade di abusi edilizi, difformità rispetto a quanto autorizzato e strutture rappresentate nei progetti in modo distorto rispetto a quanto realmente esistente. È quanto contesta il Comune di Letojanni al “Paradise International Camping” di contrada Milianò, struttura la cui costruzione è stata iniziata nel 1967 con successivi ampliamenti e modifiche fino ai nostri giorni. Il complesso è già finito al centro di una querelle giudiziaria per via della chiusura della strada di accesso lungo il torrente Pietrabianca (LEGGI QUI), che secondo una sentenza del Tribunale superiore delle Acque emessa nell'ottobre del 2018 non può essere utilizzata come strada in quanto si tratta di un alveo torrentizio; via di accesso sottoposta a sequestro anche dal Tribunale di Messina dal maggio scorso, provvedimento confermato dalla Cassazione (LEGGI QUI). Adesso, a seguito di una segnalazione con richiesta di accertamento legata alla sentenza del Tribunale delle Acque e ad una segnalazione di abusi edilizi, entrambe pervenute in municipio tra maggio e luglio, il Comune si è mosso e dopo tre sopralluoghi nel campeggio eseguiti dai funzionari dell’Ufficio tecnico e dagli agenti della Polizia municipale, sono state contestate 17 irregolarità messe nere su bianco in una corposa ordinanza di demolizione di 14 pagine firmata dall’architetto Carmelo Campailla, dirigente dell’Ufficio tecnico, da cui emerge come non sarebbe autorizzato neanche l’accesso pedonale. Il provvedimento ordina l’abbattimento delle opere abusive entro 90 giorni con il ripristino dello stato dei luoghi e anche l’immediata sospensione dei lavori relativi al permesso di costruire rilasciato a luglio del 2018 per la costruzione di 15 bungalow, che sarebbe avvenuto in difformità a quanto autorizzato. In caso di inottemperanza tutte le aree verranno acquisite al patrimonio del Comune. L’ordinanza di demolizione è stata notificata al proprietario del “Paradise International Camping”, l’ingegnere Pietro Leo, alla Polizia Municipale, alla Stazione dei Carabinieri di Letojanni, al Genio civile di Messina, alla Procura della Repubblica, alla Soprintendenza di Messina, a Rete Ferroviaria Italiana e all’Assessorato regionale Territorio e Ambiente. Contro l'ordinanza potrà essere presentato ricorso al Tar.

Il Comune ha ricostruito tutta la storia del campeggio partendo dalle pratiche edilizie presenti in municipio, rilasciate tra il 1967 e il 2018, ossia un’istanza di sanatoria, sette tra licenze, concessioni edilizie e permessi di costruzione, 7 autorizzazioni edilizie, un nulla osta alla sdemanializzazione, una concessione edilizia in sanatoria, 2 denunce di inizio attività e un certificato di abitabilità e agibilità. Documenti alla mano, nei tre verbali di accertamento sono state quindi riscontrate 17 irregolarità, al punto tale che il complesso turistico non sarebbe accessibile neanche a piedi in quanto l’utilizzo del sottopasso ferroviario adibito a tale scopo sarebbe “in contrasto con l’utilizzo dello stesso quale canale di scolo delle acque e le variazioni di utilizzo di detto sottopasso debbano essere autorizzate sia dal Genio civile di Messina che da Rfi – si legge nell’ordinanza – e il contemporaneo utilizzo del sottopasso quale canale di scolo e accesso ai bungalow e al campeggio, in assenza di regolare autorizzazione, anche ai fini idraulici, da parte di Genio civile e RFI è abusivo”. Le irregolarità riguardano un varco pedonale sul torrente Pietrabianca non autorizzato; muri di contenimento e rampe di scale senza titolo abilitativo per attraversare il sottopasso ferroviario; l’area parcheggio senza alcun titolo edilizio con immobili (tettoie e piccoli depositi) ritenuti abusivi e senza autorizzazione; un immobile ad una elevazione fuori terra con istanza di sanatoria non evasa, nessuna concessione edilizia e difforme anche alla stessa istanza di sanatoria; il corpo di fabbrica “direzione, casa direttore e custode” con difformità interne ed esterne; il corpo “servizi igienici principali” con difformità e parti realizzare abusivamente; immobile bar-pizzeria-ristorante realizzato senza autorizzazione/concessione edilizia; difformità e opere abusive nei bungalow di recente costruzione; ricostruzione di bungalow senza concessione edilizia e parere della Soprintendenza; magazzino e pergotenda non autorizzati; scivola, di accesso alla spiaggia senza autorizzazione/concessione edilizia comunale e nulla osta demaniale; piscina difforme rispetto all’autorizzazione; zona campo bocce e campo tennis tavolo senza titoli abilitativi, pareri o autorizzazioni; un corpo di fabbrica a due elevazioni fuori terra con opere realizzate abusivamente, in difformità al titolo edilizio rilasciato e senza i pareri/autorizzazioni degli Enti competenti.


COMMENTI

Silverio Bambara | il 17/12/2019 alle 21:03:46

Perbacco!....E solo oggi si son accorti delle irregolarità!!!

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