Giovedì 24 Agosto 2017
Un episodio del 1904 dopo l'autonomia da Savoca e le incomprensioni tra borgate


S. Teresa, quando le beghe elettorali si risolvevano con un duello a colpi di pistola

di Salvatore Coglitore | 05/06/2017 | STORIA

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Michele Crisafulli Mondio e Francesco Paolo Caminiti

Dopo la tanto sospirata autonomia ottenuta nel 1854 da Savoca, a S. Teresa sorsero problemi e incomprensioni insormontabili tra le borgate di Bucalo, Barracca-Portosalvo da un lato e Furci dall’altro, che portarono nel 1868 al trasferimento della sede municipale da Furci a Bucalo. Le famiglie aristocratiche savocesi, dopo l’istituzione del nuovo comune cominciarono a stabilirsi nella “loro” marina dove c’erano tutte le comodità. Così si dislocarono all’incirca le famiglie: i Trimarchi nella sponda sinistra del torrente Portosalvo e a Grotte, i Pugliatti nella zona di Cantidati alta, i Fleres tra il torrente Portosalvo e la via Franca, i Prestipino sulla sponda destra del torrentello di Portosalvo, i Salvadore a Cantidati, gli Scarcella a San Gaetano e presso l’odierna via del Gambero, i Crisafulli presso la via delle Colline sulla via Francesco Crispi con ampi possedimenti a Sparagonà. Mentre nella borgata Furci si stabilirono i Trischitta, i Nicita, i Gregorio, i Coglitore, parte dei Trimarchi a Grotte, dei Fleres adiacente la sponda del torrente Savoca, dei Crisafulli, dei Chillemi e così via. Nel censimento della popolazione del 1861, la borgata Furci contava 1.158 abitanti, mentre quelle di Bucalo e Portosalvo-Barracca, assieme, contavano 1.307, anche se di poco, ma in pochi anni avevano avuto un maggior incremento di residenti di Furci. Così i bucaloti e i barraccoti si coalizzarono contro i furcioti, per chiedere l’ubicazione nel quartiere Bucalo della sede municipale.

Il trasferimento della sede municipale da Furci a Bucalo, nel 1868, creò malcontento tra i furcesi e così nel tempo si instaurò un tacito accordo tra le famiglie dei nobili savocesi e i cittadini della borgata di Furci, che si coalizzarono fino a bloccare l’attività del Consiglio comunale. Infatti dal 1867 al 1875 ci furono soltanto sindaci provvisori, creando ancora più malcontenti e asti tra le due comunità. Dal 1875 al 1889 furono eletti soltanto sindaci originari di Furci e questo comportò altri disagi e incomprensioni tra i vari quartieri. Ma le popolazioni della val d’Agrò, che si stabilivano alla Marina (migrazione che continua ancora oggi), in massima parte non andarono a stabilirsi a Furci, ma a Barracca e Bucalo e anche loro avevano dei vecchi rancori contro i nobili savocesi per via dell’ottenimento dell’autonomia. Così, grazie anche ai voti dei nuovi residenti, nel 1889 venne eletto sindaco Francesco Paolo Caminiti, figlio di don Giuseppe, padre dell’Autonomia santateresina. L’elezione a sindaco di Caminiti creò malcontenti tra i furcesi. Nel 1899, infatti, in occasione della festa della Madonna del Rosario, il neo sindaco venne schiaffeggiato pubblicamente dai furcesi durante la processione.

Il suo principale antagonista politico, il giovane Michele Crisafulli Mondio, figlio di una nobile e rinomata famiglia savocese, creava col suo temperamento focoso problemi politici al Caminiti. Tant’è che tra i due, durante un comizio del 1904, scoppiò una lite verbale che sfociò in una sfida a duello con la pistola, come era in uso fare allora quando c’erano dei problemi personali tra gentiluomini. Il duello si svolse a Messina e il giovane Crisafulli, che aveva l’appoggio dei nobili savocesi e della massoneria, fu ferito ad una gamba e rimase per un certo periodo claudicante. Ma da quel momento in avanti la gestione della cosa pubblica per il Caminiti fu impossibile, tant’è che il 17 maggio 1905 si dimise dalla carica di sindaco di S. Teresa di Riva. Dopo due anni di sindaci provvisori nel 1907 fu eletto sindaco Michele Crisafulli Mondio, che ricoprì la carica fino al 1915, e tutti i consiglieri comunali eletti erano originari di Furci. Durante la sua sindacatura tante furono le opere e le iniziative del Crisafulli per la borgata di Furci, anche la richiesta di ottenimento autonomia nei confronti di S. Teresa, che ottenne con decreto del 1919. Nel 1926 il Consiglio comunale di Furci, riconoscente di quanto aveva fatto il Crisafulli per la loro comunità, lo nominò cittadino onorario.


COMMENTI

franco | il 06/06/2017 alle 01:20:17

Ho letto con molta curiosità ed interesse l'articolo che racconta fatti che non conoscevo per nulla

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