Martedì 26 Settembre 2017
Le ricerche dell'architetto Salvatore Coglitore condotte su un antico volume dell'Ircac


Forza d'Agrò: le attività artigianali e commerciali di fine '800

di Salvatore Coglitore | 16/02/2016 | STORIA

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Questa pagina di “storia minore” riguarda la comunità di Forza d’Agrò, territorio incastonato nella Val d’Agrò già conosciuto ai tempi antichi come Vicum Agrillae. Riportiamo delle brevi notizie relative alle attività artigianali e commerciali presenti alla fine dell' ‘800, come risultano dal corposo volume “L’economia siciliana a fine ‘800” redatto nel 1896 dall’Ircac (Istituto Regionale per il Credito e la Cooperazione di Palermo). Le strutture artigianali presenti erano per lo più dei piccoli esercizi gestiti da pochi lavoratori, se non dal solo proprietario, che spesso, invece di moderni macchinari, si accontentavano di qualche modesto macchinario artigianale per delle attività che difficilmente impegnavano tutto l’anno. L’attività commerciale che più di altre dava lavoro era la produzione dell’olio: risultano infatti presenti ben 11 frantoi, in siciliano “trappiti”, (nello stesso anno a Mandanici ne erano presenti solo 3) col metodo a “vite” e l’olio prodotto era principalmente per uso locale; se si verificava una buona produzione veniva generalmente venduto ai negozianti di  Messina, i quali poi lo esportavano. In questi 11 frantoi vi lavoravano ben 55 persone per circa 45 giorni l‘anno.

La Soprintendenza ai Beni Culturali e Ambientali di Messina ha vincolato nel Comune di Forza d’Agrò, come beni di interesse etno-antropologico, un magazzino e due frantoi, di cui uno di questi si trova adiacente al settecentesco Palazzo Mauro. Sempre nel libro dell’Ircac sono riportate altre notizie riguardo l’attività artigianale di Forza d’Agrò: Cave minerarie di calcare e in minima parte dei solfuri (come pure a Savoca, S. Teresa di Riva (a Calcare oggi frazione di Furci Siculo) Roccalumera e Nizza di Sicilia); Fornaci per la produzione di calce, dislocate lungo il costone di Capo S.Alessio, dove ancora oggi sono visibili alcuni resti, così come a Calcare, (che andrebbero vincolate e salvaguardate); n° 2 Fabbriche di pasta da minestra (era una pasta di qualità inferiore venduta al ceto popolare) dove vi lavoravano 4 persone per circa 200 giorni l’anno; n° 2 Fabbriche di botti e barili, dove lavoravano 4 persone. Inoltre, come in molti altri comuni della provincia di Messina, anche a Forza d’Agrò veniva esercitata la tessitura casalinga del lino e della canapa, con la presenza di ben 30 telai che impegnavano per circa 200 giornate lavorative.

 

Riportiamo altre notizie sulle attività commerciali e artigianali dei commercianti nativi di Forza che avevano attività commerciali a Messina, così come risulta dall’ “Elenco degli elettori commerciali di Messina” del 1888: tra parentesi l’attività di vendita che svolgevano. (Vino) Carnabuci Giuseppe fu Francesco, Dejoannun Paolo fu Giuseppe, Falcone Giovanni fu Domenico, Miano Giuseppe fu Santi, Miano Concetto fu Giovanni, Muscolino Pasquale di Filippo; (Pasta e farina) Carullo Antonino fu Pasquale, Crisafulli Giuseppe fu Antonino; (Pane e pasta) La Manna Francesco di Antonino (Scarpellino); Lombardo Antonino di Nunzio; (Vino e pasta) Manfredi Luca fu Giovanni Battista; (Agrumi) Micali Pietro di Giuseppe; (Generi diversi) Puglisi Antonino fu Natale; (Muratore) Puglisi Leonardo di Nicolò; (Tabacchi) Oliveri Nicolò fu Domenico.



Altre brevi notizie sulle attività commerciali di Forza d’Agrò si riscontrano nell’Annuario Galàtola del 1910-11 per la Sicilia Orientale, (Crescenzio Galàtola tipografo - editore che ha operato a Catania dal 1843 al 1929). Ecco in sintesi alcune notizie generali e le attività commerciali presenti, con i relativi nomi dei titolari. POSIZIONE: In ameno colle sorgente sul Capo Sant’Alessio, in saluberrimo clima. I piccoli navigli trovano sicuro asilo. FRAZIONE DI FORZA D’AGRO’: Sant’Alessio Etneo. SINDACO: Pagano Scaldara Nic.; SEGRETARIO: Lombardo Carmelo; ESATTORE: Mortella Filippo; PRODOTTI: Gelsi, viti, olivi, agrumi, frutta, biade, legumi, grano turco, ghiande, suini; FIERE: 16 e 17 luglio (bestiame); AGENTI D’ASSICURAZIONI: Carnabuci C.; ASSOCIAZIONI e CIRCOLI: Associazione Operaia di M.S.; ALBERGATORI: Bartolomeo G.; APPALTATORI DAZIO: Suriano Antonino di Sebastiano; CALZOLAI: Bianca P.e A.; CAVE DI PIETRA CALCAREA (esercenti): D’Arrigo Filippo, Villarà Giuseppe, Quagliata Giuseppe; FALEGNAMI: Colosi Giovanni di Ant.; FARMACISTI: Cammareri Nicolò fu Giuseppe; FORNACE CALCE GRASSA (esercenti): Fichera Pasquale, Carnazza Giovanni; LEVATRICI: La Maestra Carmelo; MEDICI-CHIRURGHI: Rostaing Cesare; MERCIAI: Pizzolo Giuseppe, Raineri B., Colosi Sebastiano; MOLINI (esercenti): Cacciola S., Pizzolo Paolo; NOTAI: Salvadore Carmelo; OLIO D’OLIVA (Produttori e negozianti): Miano Concetto, Barone Meli, Garufi Onofrio; OLIO E VINO (Produttori): Miano C., Mauro G., Scaldara G.; PIZZICAGNOLI: Bianca A., Raneci Gius., Pizzolo G.; SARTE: Agrisani Sofia; SARTI: Olivieri N.; TABACCHI: Olivieri N.,Bartolone Pasquale (S.Alessio). 

 

Completiamo questa breve ricerca sulle attività artigianali e commerciali di Forza d’Agrò di fine ‘800, con la notizia dell’esistenza a Forza di una delegazione di porto di 4° classe (come pure c’erano a Scaletta Zanclea, a Nizza di Sicilia, a Gallodoro, a Giardini e a Taormina), che era strettamente legata al commercio marittimo di piccole e modeste imbarcazioni. Quella di forza d’Agrò venne soppressa a seguito del R. D. 7019 del 20 luglio 1890 (pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del Regno il 9 agosto 1890) che nel contempo istituiva una nuova delegazione di porto a Santa Teresa di Riva con competenze sanitarie.


COMMENTI

nino carnabuci | il 16/02/2016 alle 20:23:52

bellissima ricerca. complimenti Architetto!

Moschella, Sandra | il 17/02/2016 alle 02:26:21

La storia; sempre importante. Grazie

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