Lunedì 20 Novembre 2017
Al Taormina Film Fest i film non hanno importanza. Tanto varrebbe abolirli


"Ma è un festival o una sagra?"

di Marco Vanelli* | 27/10/2014 | OPINIONI

1370 Lettori unici | Commenti 4

Erano anni che non tornavo a Taormina, così ho approfittato di una settimana senza impegni e sono andato. Non ho chiesto la tessera stampa proprio per essere più libero di godermi la vacanza: mare, arancini, amici siciliani e, perché no, qualche buon film. E qui comincia la prima nota dolente, in quanto di film quest’anno a Taormina ce n’erano davvero pochi: in certe giornate si passava da una proiezione mattutina direttamente a quella delle ore 20. E non solo: anche quelle in programma spesso saltavano. È successo così che il film previsto per domenica 15 giugno, The Silent Mountain, è stato rimandato al martedì 17. A chi chiedeva perché in sostituzione non dessero qualcos’altro (per esempio quello del martedì), la risposta al banco informazioni era: «Rivolgetevi alla Direzione artistica: noi non ne sappiamo nulla». Arrivati al martedì non hanno proiettato né The Silent Mountain né quello previsto. Sabato 21, alle 9,15 era in programma La madre, di Angelo Maresca (che sono poi riuscito a vedere a casa grazie alla disponibilità di Microcinema, così da poterne qui scrivere in Cineforum). Siamo in sala e il film non parte; alle 10 esce una signora dello staff per dirci che il film è rimandato alle 14,30 per problemi tecnici. Alle comprensibili rimostranze dei presenti, ella risponde un po’ piccata che anche a Venezia e Cannes possono accadere gli stessi incidenti... Sarà, ma a Venezia e Cannes se mi salta un film ho almeno altre sei sale a disposizione dove vedere qualcosa, qui no. E sorvoliamo sul fatto che il film russo Kto ya? è stato presentato in una copia non solo sottotitolata in inglese, ma con le sovrascritte tipiche dei dvd destinati alla stampa: Not for commercial use. Ma è un Festival o una sagra?
L’aspetto peggiore, però, è stata la maleducazione imperante degli studenti superiori chiamati a far parte di qualche improvvisata giuria. Ora, a questi adolescenti allettati solo da qualche credito formativo, dei film non poteva interessare di meno. Si comportavano in sala o al Teatro Greco così come, evidentemente, li lasciano comportare a casa: urlando, schiamazzando, mandandosi sms. Il culmine si è raggiunto durante la proiezione di Dans la cour: un racconto intimista, fatto di silenzi disturbati in continuazione da coloro che Michele Serra definirebbe gli “sdraiati”; i quali, dai gradoni più alti del Teatro Greco, si chiamavano da un lato all’altro del tutto indifferenti al fatto che lì ci fosse una collettività intenzionata ad assistere a un film. Soltanto un signore si è alzato e dal mezzo delle gradinate li ha redarguiti richiamandoli a un po’ di civiltà. Per cinque minuti si è fatto silenzio, poi hanno ricominciato peggio di prima. E allora lo stesso spettatore si è alzato di nuovo e li ha rimproverati con maggiore veemenza, prendendosi questa volta anche dei fischi e dei boati. Ma quel punto gli “sdraiati”, forse grazie all’intervento tardivo di qualcuno dell’organizzazione, sono usciti. In platea, comunque, lo schiamazzo non arrivava, per il semplice fatto che era vuota: come ogni sera, dopo la premiazione del divo di turno, tutti uscivano all’abbassarsi delle luci. I film, al Festival di Taormina, evidentemente sono una variabile di poca importanza. Tanto varrebbe abolirli.

P.S. Il signore che, unico tra i presenti, ha fatto valere le sue e le altrui ragioni ero io.


*Direttore di "Cabiria - Studi di cinema" e vicepresidente nazionale del Cinit-Cineforum Italiano. Ha da poco pubblicato con Marco Bellano e Giovanni Ricci "Animazione in 100 film" (Le Mani) e da solo "Chi è Dio? Storia del catechismo cinematografico di Mario Soldati, Diego Fabbri e Cesare Zavattini" (Le Mani, con dvd). L'intervento qui riportato e gentilmente concessoci è il suo editoriale pubblicato sul numero 177 di "Cabiria"

Più informazioni: taormina film fest  


COMMENTI

Alessio Leo | il 28/10/2014 alle 12:57:05

Classica e usuale incinvilta' e ignoranza prettamente Siciliana, sottolineando che io sono Siciliano, non piu' fiero di esserlo. Meritiamo di restare senza turisti e visitatori.

Giuseppe Lombardo | il 28/10/2014 alle 17:23:04

E chi ha scritto questo articolo non conosce tutti i retroscena che ci sono dietro l’affidamento della gestione del Festival a Tiziana Rocca o come ospitare De Niro qualche anno addietro sia costato solo di volo privato oltre 200 mila euro.

roberto maria moschella | il 28/10/2014 alle 17:48:22

NE FESTIVAL NE SAGRA, solo SCONCIO, MARCIUME e TRUFFA. In estate del 2012 ho portato i bambini al teatro greco per la prima di un cartoon della Disney programmato alle 21, orario confermato sui biglietti pagati. Una volta in platea ho capito di essere stato ingannato sul programma.Erano passate le 21,30,invece della proiezione del cartoon per bambini, vi era sul palco, fra gli altri, un noto attore-regista ad indugiare con le solite amenita' per fare pubblicita' al suo nuovo film. Sono rimasto alquanto perplesso ed infastidito perche’ si proiettava un backstage con sequenze di violenza, turpiloqui, simboli fallici e scena con autopsia. Erano le 22,30 e malcontento diffuso; ho ritenuto mio diritto di protestare con la forza pubblica presente all'ingresso (tempo perso). Colmata la misura io e i miei bambini abbiamo gridato a gran voce BASTA!. Tale attore-regista maleducato, in palese stato di ubriachezza ha iniziato ad inveire pubblicamente con pesanti parolacce rivolte a vanvera, - una versione edulcorata e' stata riportata dagli organi di stampa. Il film legittimo e' partito alle 23,10 dopo il saluto stemperante del direttore della Disney.

renata mattina | il 30/04/2015 alle 00:32:32

Vado al Festival di Taormina da quando ero piccola ,al seguito di mia madre che non mancava mai , elegantissima e bellissima , più di un'attrice. Parlo degli anni 55/60, dei tempi d'oro...dei vestiti d'alta moda, dei grandi divi americani etc...Si respirava un'aria da sogno e favola ! Oggi , sopratutto da qualche anno , da quando la gestione è stata affidata alla Rocca, o meglio da quando se l'è accaparrata la bionda accentratrice di potere , gli inviti sono diventati quasi un fatto privato Qualche attore..inevitabilmente ....ma sopratutto amici ed amici degli amici, invitati a cene sontuose che iniziano subito dopo la premiazione del divo di turno ma prima della presentazione del film più importante, quello delle 21 che , come dice molto opportunamente Marco Vanelli potrebbe anche non esserci !!... Spente le luci si assiste ad uno squallido sfilare nel buio delle dame nei loro pepli e dei tronfi e spesso arroganti cavalieri !!!!Una vera e propria fiera delle vanità...in compenso una rassegna di films che sembrano scelti non si sa con quale criterio! Per i giornalisti ed i fotografi non c'è più nemmeno la vecchia tradizione del coktail al Timeo x svolgere il loro lavoro !!!!!

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