Lunedì 24 Luglio 2017
L'esperienza non ha insegnato nulla. Il vero disastro è la 'politica dei politicanti'


L'ondata di maltempo nella riviera jonica

di Santo Trimarchi | 25/11/2016 | OPINIONI

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La pioggia continua e martellante di queste ore sta mettendo in ginocchio ancora una volta la riviera jonica e sta destando preoccupazioni tra gli amministratori e la popolazione perchè sono a rischio di isolamento i paesi collinari, di allagamento i territori marini, di interruzione le strade a causa di frane e smottamenti, di infiltrazione le abitazioni private e pubbliche. Ancora una volta è venuta meno l'azione di prevenzione perchè non sono stati svuotati i torrenti, non sono stati ripuliti a dovere e resi funzionanti i tombini, non sono stati realizzati gli interventi necessari a sostegno del dissesto idrogeologico del comprensorio jonico, soprattutto nell'ambito delle vie di comunicazione. Ancora una volta l'esperienza non ha aiutato l'impegno della "politica" per l'attenzione e la cura dell'ambiente, per la rimozione dei pericoli che minacciano il nostro territorio jonico, per la visione del servizio e la protezione della cittadinanza.
Tra la gente subentra la paura, scatta l'allarme e l'apprensione per tutto quello che può accadere, si evita di uscire di casa, si chiamano i parenti, si ricercano notizie aggiornate e si mantiene lo stato di allerta, che suscita l'ansia, facendo temere danni gravi per i luoghi in cui si vive.
"La politica dei politicanti", negli anni, è divenuta il vero disastro che colpisce inesorabilmente i cittadini ogni volta che si prospettano calamità di ordine ambientale. Questa politica che non serve i cittadini, che non si mette nella logica della previsione, che non presta competenze e volontà per il bene comune, ma si perde nelle miserie delle fazioni, degli interessi privati, delle ambizioni, delle lotte per il potere. Questa politica che vive di contraddizioni, di confusione e di miopia perchè non ha chiara la situazione dei comuni amministrati e procede nell'ottica del mantenimento ordinario, non conosce le risorse ed i vincoli dei paesi, non osa andare oltre, investire e ricercare possibilità di miglioramento a vantaggio di tutti. E' la ripetizione di una storia già vissuta, di esperienze negative, di sopportazione al limite, di un disagio che fa stare male e non fa intravedere vie di uscita, lascia nella rassegnazione e nell'indifferenza, nella sfiducia e nel disimpegno.
Il maltempo, tuttavia, può diventare un'occasione di riflessione per guardare meglio alle condizioni dell'hinterland jonico, per programmare uno sviluppo comprensoriale, per scegliere di tutelare i beni comuni, di potenziare le infrastutture in modo solido, tenendo conto delle fragilità zonali e della vocazione locale. Per questo motivo occorre la collaborazione e la partecipazione, un impegno straordinario di forze al di sopra delle parti per valorizzare al meglio mezzi e capacità a disposizione della comunità jonica.


COMMENTI

romulus chira | il 26/11/2016 alle 07:03:19

si podreva fare meno costoso una galeria sotto fiume, oggi si trovano moduli e cosi la strada rimane aperta anche in pieno diluvio http://prntscr.com/dbxah2 in estate il torente era vuoto

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