Venerdì 24 Novembre 2017
Inseguendo i miti della modernità si corre il rischio di non godere del giorno


La notte nella riviera jonica: l'euforia fa sparire il colore della vita

di Santo Trimarchi | 25/08/2017 | OPINIONI

1507 Lettori unici | Commenti 8

Divertimento su una spiaggia jonica

La notte è fatta per dormire dicevano i nostri genitori, la notte è fatta per amare recita una vecchia canzone, la notte è fatta per sognare scrivono i romantici. Ma oggi sembra che nella nostra riviera jonica, soprattutto d'estate, la notte sia arrivata la "movida", spazio giovanile per divertimento, allegria e festa continuata, tempo giovane per ritrovarsi insieme, agitarsi a più non posso e trascorrere le piccole ore. Secondo questa moda notturna tutto si anima perchè la vita diviene fremente appena si fa buio, si riempiono i locali di ristorazione, si sorseggiano drink al lido, si passeggia sul lungomare, si fanno i giochi in spiaggia sotto l'illuminazione artificiale, si aggregano le persone in piazza secondo le manifestazioni in programma, si va a ballare dove c'è musica fino a notte fonda. C'è un movimento effervescente ed anche ingombrante quando culmina nella cosiddetta “notte bianca” con traffico intasato ed un via vai incessante di tanta gente eccitata, presa dalle cose da vedere e da fare, dentro e fuori allo spettacolo, in stato di ebbrezza, come marionette telecomandate senza luoghi per fermarsi e parlare, per riconoscersi e salutarsi, in euforica distrazione. Certo ancora non siamo ai livelli intensi e preoccupanti di tante realtà rinomate ma la tendenza a occupare la notte dei nostri piccoli paesi, a dare visibilità all'oscurità, ad inseguire il costume della vacanza a tutto tondo, deve farci riflettere e rientrare nei limiti della convenienza civile e del godimento plausibile. In verità, inseguendo i miti della modernità a tutti i costi, si corre il rischio di perdere il tempo del meritato riposo, di trascurare la bellezza della luce del giorno, di curarsi della visione naturale, di gustare le meraviglie dell'aurora, l'azzurro del cielo, l'acqua del mare, il calore del sole, il fresco dell'ombra, l'incanto del paesaggio, l'attività quotidiana.

Nel buio della notte scompare il colore della vita, non si distingue il bello dal brutto, il buono dal cattivo, il giusto dall’iniquo, non si riconosce il bene comune, si disperde la bontà della relazione, subentra il piacere della trasgressione, il divertimento tenebroso, il desiderio di consumare l'attimo che viene, di attendere l'alba, di non pensare e cadere nello stordimento di estraneazione. La supremazia della notte non consente di ascoltare le ragioni degli altri, di vedere i punti di vista diversi, di considerare le necessità primarie dei cittadini, residenti e vacanzieri, di accettare gli stranieri, di aprire il cuore e tenere conto della realtà che ci circonda, nonostante l'evidenza della buona accoglienza. La gestione notturna e nottambula dimentica i nostri giovani migranti in Italia e all’estero, i rimanenti a rischio di sbandamenti e svuotamenti a causa della paura del domani e delle offerte mondane, anziani minacciati dalla solitudine e dalla sofferenza, bambini senza più spazi per giocare e donne costrette a lavori sgradevoli e stressanti. La minaccia di questo tipo di notte ci spinge a cercare una nuova cittadinanza alla luce del sole per custodire e tutelare l'ambiente in cui viviamo senza perseguire l'esclusione e l'emarginazione ma con la scelta della pace, della giustizia e della solidarietà attraverso la comunicazione dell'attenzione e dell'amicizia nella trasparenza.


COMMENTI

Pippo | il 25/08/2017 alle 16:27:46

Mamma mia che mentalità medioevale, Stati attenti alle tenebre che il lupo vi mangia, ma chiudetevi nei conventi va,

Pippo Sturiale | il 25/08/2017 alle 20:00:46

Da Pippo a Pippo. Non ritengo questa mentalità medioevale, anzi! Intanto vorrei sapere se tutti i giorni per una persona normale che lavora sia possibile fare le ore piccole ... una volta ogni tanto, credo. Se avviene tutti i giorni vuol dire che si è moderni ... perché si vive alle spalle degli altri! ... e poi non lo si vuole riconoscere: sembra che tutto sia dovuto. ... ma a me non piacciono le prediche, penso che ciascuno debba cercare la propria strada ... ma la luce del sole è necessaria, indispensabile ... senza non si fissa la vitamina D e le ossa si disgregano ...

marco | il 25/08/2017 alle 23:56:32

Esistono persone che lavorano di notte. Lo Stigma della Notte in questa riviera è divenuto il sintomo più evidente dell'arretratezza che la renda abietta. Di notte Mykonos, di notte a Manatthan, di notte a Vienna, è tutto un altro vivere. Inoltre bastano 10 Min di Sole per fissare tutto il fabbisogno di vitamina D. La Notte era notte anche per i Romani che amavano tirar tardi. È provato scientificamente che i nottambuli di natura hanno Qi elevati. Non bisogna fracassarsi a cocktails ogni notte, si può anche lavorare al computer, leggere un bel libro (fantasy o horror), fare "altro". Gli esseri umani che sono Creature della Notte vivono in modo molto più enigmatico e intenso di chi sul fare del giorno vuol vedere gente. La notte si aiutano i mici silenziosi in difficoltà, si ascoltano gli ululati dei cani sui monti! E, perché no, si beve e ci si diverte. Senza pesare su nessuno! Se si lavora. La cultura che se fai notte non sai far nulla è di un vecchio assurdo. Di un provinciale stucchevole e paternalistico. Dormi Pippo, dormi, che intanto mi osservo silenzio il ragno fare la ragnatela. C'è l'eternità per dormire.Mi alzo tardi e arrotondo (di notte!) col forex! Buongiorno!

Santo Trimarchi | il 26/08/2017 alle 11:09:23

Intanto vorrei ringraziare quanti hanno avuto il coraggio di esprimere la propria idea in merito alla notte perchè hanno colto la necessità di confrontarsi con una realtà dei nostri giorni. In particolare voglio dire al Sig Pippo che sono fiero di avere una mentalità medievale perchè recenti studi storici, ormai molto accreditati ed accettati sul piano internazionale, hanno rivisto il pregiudizio ed il concetto di Medioevo come arretratezza, anzi è stata riconosciuta come l'età che ha preparato il rinascimento, che ha fatto fiorire il nuovo umanesimo, che ha ricostruito la società in senso moderno dal punto di vista politico, culturale, religioso, sociale ed economico, e , se vogliamo ha gettato i semi del tempo che stiamo vivendo. in definitiva si è trattato di un tempo profetico di cui bisogna apprezzare il valore globale. Per quanto riguarda il convento si sappia che si tratta di un modello di vita comunitaria di grande rilievo perchè attorno ad i frati conventuali sono maturate le relazioni pacifiche, si è preso cura dell'ambiente in cui si stava, si è sviluppata l'economia e valorizzato il bene comune, oltre ai benefici spirituali. A Marco vorrei dire soltanto che l'uso delle

Santo Trimarchi | il 26/08/2017 alle 11:30:35

...l'uso delle ore del giorno o della notte andrebbe assecondato nel rispetto della natura, per come siamo stati fatti. Niente vieta tuttavia di impiegare in modo edificante anche il tempo notturno secondo i propri ritmi ed i propri sentimenti perchè si possono trarre benefici a tanti livelli. L'articolo ha voluto sottolineare l'aspetto consumistico, euforico e trasgressivo della notte, ma c'è quello creativo e spirituale, di sacrificio e di lavoro, di bellezza e di relazione. Sul giudizio finale conosco la storiella morale del ragno che resta impigliato nella sua stessa ragnatela ed il detto di un vecchio saggio che a furia di arrotondare assottiglia solo se stesso, la propria vita, mentre l'eternità è fatta di luce senza notte, è fatta di vita senza assicucurazione di verità!!

Marco | il 26/08/2017 alle 15:09:25

Grazie del commento costruttivo; concordo assolutamente con lei e non col primo commento sull'uso discrimantorio del Medioevo che è stata un'epoca che ha dato molto alla Cultura Occidentale. Per approfondire e sdoganare la falsa credenza che tratta il Medioevo come un periodo lugubre esistono tanti libri ma in breve anche un famoso documentario a puntate da poco uscito su History: "Ve lo do io il Medioevo". Ecco un'altra delle mie preferite attività notturne, guardare Documentari. Sul consumismo non concordo, abbiamo visioni diverse ma è sempre piacevole osservare e constatare commenti di chi la Storia la conosce.

Carlo Barbera | il 27/08/2017 alle 08:17:23

Condivido, professore, sono anni che scrivo queste cose, anche se partendo da un punto di vista diverso.

Pippo | il 30/08/2017 alle 00:07:08

Finitela di uscire la notte giovani peccatori la notte è fatta per dormire, la luce deve trionfare sulle tenebre, se no l'enel fallisce

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