Martedì 17 Gennaio 2017
Una riflessione sul valore dell'esercizio elettorale previsto dalla Costituzione


Il senso del voto oggi

di Santo Trimarchi | 09/11/2016 | OPINIONI

565 Lettori unici | Commenti 3

La scadenza elettorale del referendum costituzionale e l'approssimarsi delle prossime elezioni per il rinnovo delle amministrazioni locali ci inducono ad una riflessione-esortazione sul valore del voto così come previsto dalla nostra Costituzione. Proprio l' Art. 48 recita che "sono elettori tutti i cittadini, uomini e donne, che hanno raggiunto la maggiore età". Nel secondo comma dello stesso articolo si stabiliscono "i caratteri del voto, definendolo personale, eguale, libero e segreto, e qualificandone l'esercizio come dovere civico".

Il voto, quindi, è espressione della libertà del cittadino per cui è personale, risponde al principio di uguaglianza, è libero da condizionamenti ed è segreto. Oggi, purtroppo, questi caratteri sono altamente a rischio perché il principio della democrazia è fortemente minacciato dalla pervicace comunicazione mediatica a sostegno del potere vigente e scattano una serie di condizionamenti, di ricatti morali, di strumentalizzazioni che impediscono al cittadino di esprimere liberamente la propria scelta. Il fatto che il voto sia personale significa che non si può delegare nessun altro nell'esercizio di questo diritto-dovere e che costituisce la caratteristica della propria cittadinanza, dell'appartenenza ad una comunità e del riconoscimento della propria identità. Il voto è eguale perché ogni voto ha lo stesso valore di tutti gli altri e quindi siamo tutti sullo stesso piano, senza privilegi di sorta, senza differenze di importanza e senza bisogno di guardare come votano quelli che hanno cariche di rilievo e ricoprono ruoli di eminenza, che sono potenti e si credono influenti.

Il voto è libero in modo tale che l'elettore non debba essere costretto nella propria volontà, né debba impegnarsi a votare in una determinata maniera, né debba sottomettersi alle pressioni dei manipolatori di opinione e dei procacciatori di consensi, elementi inquinanti della società democratica e demolitori insistenti del diritto. La tutela della libertà è garantita dalla Costituzione perché è stata scritta col sangue di quanti hanno combattuto ed hanno resistito per sconfiggere la dittatura, che hanno lavorato ed hanno faticato per costruire nuove forme di civiltà, che hanno dedicato il loro tempo con passione e gratuità nella coscienza di perseguire il bene comune.

Il voto è segreto in quanto l'elettore ha diritto di isolarsi al momento di votare e deve mantenere il segreto su quello che sta facendo, anche se prima e dopo il momento materiale del voto si è liberi di dichiarare pubblicamente la scelta che si fa. Il segreto dell'urna è salvaguardato come rispetto della privacy e dell'autonomia del cittadino che non va sottoposto ad alcuna forza esterna. La definizione del voto nella Costituzione è data da parole vive che sono il frutto di una storia comune, di un patrimonio acquisito con dedizione, coraggio e sacrificio di tanti uomini del passato per dare applicazione e continuità sempre alla dignità ed al valore della cittadinanza, per orientare al confronto ed al dialogo, per delineare regole di vita e di edificazione civile in vista della felicità e del benessere. Questa storia è la memoria che alimenta la giustizia, l'unità e la pace nella responsabilità di condividere un percorso solidale, di partecipare in prima persona e di sognare un mondo di tutti e per tutti, a cominciare dal piccolo paese che abitiamo, che amiamo e che vogliamo sempre più bello!


COMMENTI

Pippo Sturiale | il 10/11/2016 alle 07:18:03

... "e qualificandone l'esercizio come dovere civico". Santo, non hai analizzato questa precisazione! Concordo su tutto il resto, ma vorrei fare delle considerazioni che potrebbero sembrare antidemocratiche.

roberto m moschella | il 10/11/2016 alle 16:04:29

Spero che per la prossima scadenza referendaria l'elettore consideri l'attuale deriva fascistoide che sta caratterizzando le decisioni (contro gli interessi della popolazione) di un governo illegittimo e completamente succube di potenze straniere. Quale buona occasione, in tutta liberta' e democrazia, per dare una sonora punizione? votando un grande e deciso NO!!!

Pippo Sturiale | il 10/11/2016 alle 16:08:37

Per un ottimale esercizio del diritto-dovere del voto è necessario che l'elettore si informi, che usi tutta la propria intelligenza ... che pensi! A me appare criminale votare per schieramenti precostituiti, per paura di qualcosa ... o per ottenere qualche favore (il classico piatto di lenticchie!). Oggi, con politici che, invece di essere statisti, sono degli imbonitori, che parlano alla pancia delle persone che fanno leve sui sentimenti peggiori .... è facile lasciarsi abbindolare. E la gente fa di tutta l'erba un fascio, o si lascia irretire da mirabolanti promesse ... si lascia incantare da reboanti discorsi che poi non dicono nulla sul merito. ... Ecco ci vorrebbe una patente per poter votare ... e la patente consiste nell'uso del proprio cervello, nutrito da buona informazione e capacità di critica. L'ignorante, che non si vuole informare, che non vuole sapere .... non dovrebbe essere ammesso al voto. Io PROVOCO ... ma cosa rispondete, cari lettori

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