Lunedì 01 Maggio 2017
Il centro collinare avvia un progetto per ospitare 107 bambini siriani e afghani


Il cuore e la politica di Mandanici

di Santo Trimarchi | 18/12/2016 | OPINIONI

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La notizia di 107 bambini, provenienti dalla Siria e dall'Afganistan, inseriti in un progetto di accoglienza nel comune di Mandanici, ci rende vicina la realtà della guerra. Così, in questo tempo di preparazione per la festa del Natale, un momento di grande gioia per tutto il mondo, fremente di aspettative di ogni genere, ci preme mettere in risalto un velo di profonda tristezza a causa della guerra che imperversa inesorabilmente nella città di Aleppo, in Siria ed in tante altre parti del globo. Fino a quando l'umanità resta colpita in modo orrendo dalle armi micidiali della modernità, dalle violenze perpetrate senza ritegno sui bambini e le donne, dalle miserie e dalle devastazioni della battaglia, dalle paure del domani, la vita sulla terra diventa precaria, angoscia e desolazione.
Oggi occorre parlarne con insistenza perché non si tratta di un conflitto isolato, non riguarda una sola città, non è la condizione di una minoranza ma coinvolge l'esistenza di tutti i cittadini del mondo e dimostra la complicità e la corresponsabilità di tanti uomini indifferenti, inerti, distratti e chiusi in se stessi, che vivono per se stessi, che cercano il meglio per sé a discapito degli altri.

Ormai è evidente l'interesse di potentati economici che provocano e diffondono dappertutto motivi di contesa e di contrapposizione per accrescere gli affari ed incrementare i capitali privati di pochi. Il mondo è diventato una grande piazza di mercato dove si tratta della vita e della morte delle persone in vista di vantaggi commerciali mettendo a repentaglio la salute dei popoli, oggetto di lotta per la supremazia, strumenti di uso e consumo, bersagli inermi di giochi pericolosi ed inquietanti. Pare che stia venendo meno il senso della storia, della costruzione delle città e della stessa convivenza sottomessa all'idolatria del denaro, del potere e dello sfruttamento tout court, quale delinquenza comune che corrompe ed avvelena lentamente la quotidianità e la normalità di tutti i paesi civili, obiettivo di attentati, di crimini, di sequestri, di minacce. Questo clima di terrore incute sofferenza tra la gente preoccupata di perdere la pace e lascia spazi alle forme primitive di difesa, alle rivendicazioni individualistiche, alle marginalizzazioni ed alle esclusioni che logorano le comunità, perfino nei piccoli centri in cui c'è necessità di aprirsi, rendersi disponibili all'ospitalità ed alla ricerca di cooperazione e di contributi anche insieme agli estranei, i migranti, i rifugiati, i perseguitati.

In questa prospettiva va considerato fortemente positivo il segnale attivato dalla comunità di Mandanici, come possibile via di uscita dalla chiusura che blocca il futuro, azione di coraggio che dà fiducia e gesto di speranza che alimenta la solidarietà e l'amicizia tra i popoli.


COMMENTI

alessio | il 19/12/2016 alle 17:24:56

Mandanici da lezioni di civiltà, davvero complimenti di cuore alla piccola comunità.

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