Mercoledì 13 Dicembre 2017
Accusati di aver favorito privati. L'inchiesta partì da un blitz dei Carabinieri


Multe "aggiustate" ad Alì Terme: assolti due vigili e una dipendente comunale

di Andrea Rifatto | 07/12/2017 | CRONACA

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Il Municipio di Alì Terme

Si chiude con tre assoluzioni il processo di primo grado che vedeva imputati due vigili urbani e una dipendente del Comune di Alì Terme, accusati di “aggiustare” i verbali di contravvenzione per violazioni al Codice della strada allo scopo di favorire amici e conoscenti ed evitando loro di pagare le sanzioni. Nella tarda serata di ieri il collegio della Seconda sezione penale del Tribunale di Messina (presidente Mario Samperi, a latere Rosa Calabrò e Valeria Curatolo) ha pronunciato la sentenza nei confronti dell’ex comandante dei Vigili urbani Fortunato Pistone, dell’ispettore Rosaria Toscano (entrambi residenti nella cittadina termale) e della dipendente comunale Giovanna Ferrara, residente a Furci, impiegata del Comando di Polizia municipale. I tre erano accusati a vario titolo di abuso d’ufficio, truffa, falsità ideologica commessa da pubblico ufficiale in atti pubblici, falsità materiale commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici, soppressione, distruzione e occultamento di atti, per fatti avvenuti tra il 2008 e il 2011 che hanno portato la Procura peloritana a formulare 36 capi di imputazione per altrettanti verbali di sanzione. Ieri i giudici hanno disposto il non doversi procedere per intervenuta prescrizione nei confronti di Pistone, Toscano e Ferrara per cinque capi d’accusa, mentre li hanno assolti per non aver commesso il fatto per quindici capi, in altri dieci perché il fatto non sussiste e per sei capi d’imputazione perché il fatto non costituisce reato. Ferraro è stata assolta per non aver commesso il fatto per altri tre capi d’accusa a lei addebitati.

La Procura della Repubblica aveva chiesto per Pistone la pena di quattro anni e cinque mesi per dodici capi, l’assoluzione per non aver commesso il fatto per quindici e perché il fatto non sussiste per altri quattro; per Toscano la condanna a cinque anni per dodici capi di reato, l’assoluzione per non aver commesso il fatto per tredici e perché il fatto non sussiste per quattro, mentre per Ferrara era stata chiesta l’assoluzione per non aver commesso il fatto su tutte le accuse. Fortunato Pistone è stato difeso dagli avvocati Giovanni Mannuccia e Pietro Pollicino, Rosaria Toscano dall’avvocato Enrico Ricevuto e Giovanna Ferrara dall’avvocato Candeloro Olivo. Il Comune di Alì Terme si era costituito parte civile con l’avvocato Massimo Brigandì. I tre dipendenti potranno adesso chiedere al Comune il rimborso delle spese legali.

L’inchiesta prese il via nel 2012 in seguito a un blitz effettuato a luglio di quell’anno dai carabinieri della Stazione di Alì Terme all’interno del Comando della Polizia municipale, dove vennero sequestrati il registro dei verbali di accertamento delle infrazioni al Codice della strada dal 2008 al 2011, il registro protocollo interno dei Vigili e alcuni bollettari delle contestazioni. L’attività partì dalla segnalazione di una fonte confidenziale che indicava irregolarità nei verbali di illeciti amministrativi, “aggiustati” per favorire i privati che erano stati sanzionati. L’Accusa contestava al comandante Pistone e alla sua vice Toscano di aver annullato senza alcuna ragione o falsificato materialmente diversi verbali di contestazione per divieti di sosta, alterandoli ritoccando i numeri e le lettere delle targhe (una F poteva essere trasformata in P, una T in D) e rendendo così difficile risalire al vero proprietario dell’auto, portando all’annullamento della multa. In un episodio Pistone e Toscano attestarono che una vettura sanzionata era stata utilizzata per un servizio di polizia giudiziaria, circostanza che secondo le indagini non era corrispondente al vero. In alcuni casi veniva contestato l’aver lasciato i verbali nei cassetti dell’Ufficio dei Vigili senza notificarli in tempo ai trasgressori, così come confermato anche da altri dipendenti comunali in sede di interrogatorio. Alla Ferrara veniva contestato il non aver provveduto ad annotare i verbali nel registro né procedere agli adempimenti relativi alle notificazioni. Il tutto, secondo la Procura, cagionando un danno patrimoniale al Comune di Alì Terme e un ingiusto vantaggio ai privati.


COMMENTI

ge | il 09/12/2017 alle 09:53:27

IL Corpo dei Viglili Urbani dovrebbe adottare lo stesso sistema delle FF AA rotazione degli incarichi e spostamento del personale, onde evitare queste inevitabili situazioni non è possibile che un V.U. nei paesini si comporti in modo teutonico con i compaesani........

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