Martedì 21 Novembre 2017
Dal suo profilo Facebook respinge le accuse e chiede la vicinanza dei sostenitori


De Luca si difende: "Sapevo dell'arresto, non vogliono che faccia il sindaco a Messina"

di Redazione | 08/11/2017 | CRONACA

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Cateno De Luca

“Sapevo che mi avrebbero arrestato, non vogliono che io faccia il sindaco di Messina”. Si difende così Cateno De Luca dopo l’arresto che questa mattina lo ha portato ai domiciliari con l’accusa di associazione a delinquere ed evasione fiscale. Dopo la notifica dell’ordine di custodia cautelare De Luca ha pubblicato sulla propria pagina Facebook personale un lungo post corredato di foto mentre prende il caffè e un video in cui fornisce le proprie ragioni sull'inchiesta che lo riguarda. "Basandoci sui principi di carattere generale per quanto riguarda l’ordinanza di arresti domiciliari, abbiamo consigliato all’onorevole De Luca di non usare più i social" ha detto però l’avvocato Tommaso Micalizzi, uno dei difensori del neo deputato regionale Cateno De Luca ai domiciliari per evasione fiscale. Gli utenti si dividono con commenti offensivi o di invito ad "andare avanti".

“Lo sapevo già perché già certi ambienti mi avevano avvertito! – ha scritto De Luca sul suo profilo Facebook – ed oggi più di ieri vi dico che anche questo procedimento finirà come gli altri quattordici: archiviati o con sentenza di assoluzione. Nei prossimi giorni saprete il perché non vogliono che io faccia il sindaco di Messina. Ringrazio i militari che stamattina alle ore 7:25 hanno suonato alla mia porta per arrestarmi in quanto sono stati un esempio di professionalità, gentilezza e riservatezza. Io li aspettavo da qualche giorno. Io sto bene. Ora sono agli arresti domiciliari a Fiumedinisi e penso solo a preservare mia moglie, i miei figli, la mia famiglia dall'ulteriore calvario giudiziario che li attende. Chiedo scusa ai miei sostenitori ed elettori per ciò che subiranno nei prossimi giorni. Posso solo dirvi che i fatti contestati risalgono al periodo 2007-2012 per i quali risulta pendente presso la commissione tributaria regionale un procedimento: mi contestano che io avrei agevolato il Caf Fenapi ad evadere il fisco e quindi non sarei io l'evasione ma il Caf Fenapi di proprietà della Fenapi che ha oltre 300 mila soci. Dedico questa ulteriore battaglia ai perseguitati dell'ingiustizia che non hanno avuto la forza ed i mezzi per ottenere giustizia. State sereni io non mollo! Preservate il nostro meritatissimo ed onestissimo successo elettorale dagli attacchi dei medesimi ambienti che già sapevano del mio arresto. Tale richiesta risale al 10 gennaio 2017 ed il gip per motivi a noi non troppo ignoti ha firmato l'ordinanza di arresto il 3 novembre 2017. Io avevo annunciato la mia candidatura a sindaco di Messina nel comizio del 1 gennaio 2017 in piazza Municipio a Santa Teresa di Riva a dicembre 2016 avevamo depositato l'ennesima denunzia nei confronti di una parte della magistratura di Messina ed alcuni organi inquirenti che avevano commesso troppi ‘errori’ nei procedimenti penali aperti a carico di Cateno De Luca: ben 15 procedimenti penali di cui già chiusi 14 con sentenze di assoluzione perché il fatto non sussiste e varie archiviazioni per l'inconsistenza delle accuse. Pregate per me e per la mia famiglia e per gli altri indagati che nulla c'entrano in questa storia – ha concluso De Luca – beati i perseguitati a causa della giustizia, perché di essi è il regno dei cieli. Vi saluto offrendovi virtualmente il caffè del galeotto”.

Più informazioni: inchiesta fenapi  


COMMENTI

fausto parra | il 08/11/2017 alle 19:04:15

e la gente che è costretta a rubare per un tozzo di pane....no dico...quella non la ricordate?...possono fare proclami o dichiarazioni via facebook ai propri adepti così come in questo caso?.....povera italia e povera giustizia cieca...anche in questo!!!!!

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