Lunedì 20 Febbraio 2017
Un gesto di solidarietà per infondere calore umano a chi è lontano dai propri affetti


I giovani della zona jonica incontrano i profughi ospiti a Sant'Alessio

di Santo Trimarchi | 03/01/2017 | ATTUALITÀ

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I giovani del coro parrocchiale "Santa Maria del Carmelo" di S. Teresa di Riva e la Gioventù francescana della zona jonica, su proposta di don Fabrizio Subba, hanno trascorso una serata insieme a 14 profughi, minori non accompagnati, ospiti della casa per anziani "Villa Solaria" di Sant'Alessio Siculo. I giovani hanno intrattenuto i ragazzi giocando a tombola, con qualche attività di società e soprattutto parlando e chiacchierando, scambiandosi informazioni, guardandosi negli occhi e sorridendo, stringendosi le mani ed abbracciandosi. Infine hanno condiviso il momento della cena consumando una pizza e continuando a socializzare con il piacere di comunicare un attimo di calore umano, familiare e sincero per alleviare in qualche modo l'esperienza di lontananza dagli affetti e dal Paese di provenienza. In questo periodo festivo, quando si pensa di trovare la compagnia giusta per stare in allegria, divertirsi a più non posso e cercare di preoccuparsi delle proprie “cose”. Invece questi giovani sono stati capaci di andare controcorrente e dedicare un po’ del proprio tempo ai ragazzi migranti, da soli in una struttura, privi dell’amore materno e paterno. E' una modalità opportuna per rendersi prossimo rispetto ai bisognosi, per assicurare un momento di sollievo, qualche ora di svago, una goccia di rugiada per chi soffre la lontananza, l'esperienza di estraneità, il distacco dalla terra natia. Un gesto di solidarietà che apre alla speranza ed offre consolazione e conforto a ragazzi in cerca di sostentamento per andare avanti, per essere accompagnati nella crescita e potersi costruire un avvenire in un ambiente accogliente, disponibile e pacifico.


COMMENTI

roberto m moschella | il 04/01/2017 alle 13:30:32

Vada tutta la nostra incondizionata solidarieta' ai bambini, tutti i bambini,vanno senza alcun dubbio accuditi e protetti e la nostra comunita' della riviera e' fra le piu' sensibili e con un innato senso di ''Umanitas''. Nel titolo di questo articolo sono definiti profughi e poi nel corpo migranti. Dalle informazioni raccolte in ambienti informati sembra che questi bimbi in S. Alessio hanno poco a che fare con le famiglie di veri profughi (in Italia i veri profughi da zone di guerra sono pochissimi), ma si inquadrerebbero nell'attuale ricco filone speculativo della immigrazione illegale che sta ingrassando un discreto manipolo di parassiti criminali. Sovente i bambini vengono usati allo scopo come, ad esempio, gli zingari che chiedono l'elemosina davanti a supermercati e chiese.

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