Lunedì 18 Giugno 2018
Entro il 31 maggio dovevano raggiungere il 35% per non pagare il trasporto fuori regione


Differenziata, rischio stangata per i Comuni jonici inadempienti

di Andrea Rifatto | 04/06/2018 | AMBIENTE

2408 Lettori unici | Commenti 1

Rischiano la stangata numerosi comuni jonici e alcantarini che al 31 maggio non hanno raggiunto la percentuale minima del 35% di raccolta differenziata dei rifiuti. Secondo quanto previsto dall’avviso pubblico esplorativo finalizzato all'acquisizione di manifestazioni di interesse per il trasporto, il recupero e/o lo smaltimento dei rifiuti al di fuori della Sicilia, le amministrazioni inadempienti dovranno sobbarcarsi i costi di trasferimento fuori regione dei rifiuti che non potranno essere conferiti nelle discariche siciliane. Il costo aggiuntivo che bisognerà reperire per trasferire gli scarti (circa 20 milioni di euro l’anno) verrà infatti spalmato dalla Regione sui Comuni non virtuosi, cioè quelli che non sono arrivati alla soglia minima del 35% entro la fine del mese appena passato e che saranno autorizzati a conferire nei siti di stoccaggio dell’Isola una quantità di rifiuti non superiore al 70%. La causa primaria della attuale situazione emergenziale, conclamata dallo stato di emergenza, è essenzialmente dovuta alle notevoli quantità di rifiuto indifferenziato che gran parte dei Comuni conferiscono in discarica in ragione della inefficiente raccolta differenziata. Pertanto, in Sicilia, il ricorso alle discariche è notevole e abnorme in quanto oltre l’80% del rifiuto prodotto annualmente (2.350.000 tonnellate) vi finisce dentro provocando il rapido esaurimento delle stesse.

Nella zona jonica, in base ai dati dell’Ufficio speciale per la raccolta differenziata fino al mese di marzo, aggiornati al 24 maggio, la situazione è critica in molte realtà. A partire da Taormina, che nel 2018 non ha comunicato nessun dato e risulta ferma al 20,9% di dicembre; idem Giardini Naxos, il cui ultimo dato è il 22,5% di novembre, mentre nell’ultimo mese del 2017 Letojanni è arrivata appena al 9,9% ma non si conoscono le percentuali del 2018; Castelmola era addirittura all’1,6% a dicembre. Nessun problema per S. Teresa di Riva (76% a febbraio), bene Limina (80,9%) e Casalvecchio (40,2%). Roccafiorita a dicembre 2017 (ultimo dato noto) ha raggiunto il 100%. Sant’Alessio a marzo è arrivato al 20,6%; Savoca al 22,6%, Forza d’Agrò al 9,4% (febbraio), Itala al 34,1% a dicembre 2017, Scaletta al 30,1% sempre a dicembre. Nessun dato da oltre un anno viene comunicato da Roccalumera, ferma al 18,7% di febbraio 2017; Nizza al 5,3% (novembre), a Furci differenziata totalmente assente. Tra gli altri comuni jonici, a marzo Alì allo 0,2%; Antillo al 30,1%; Fiumedinisi allo 0,6%; Mongiuffi Melia al 4,6%. Poi Gallodoro al 24,1% (ottobre); Mandanici 17,6% (febbraio); Alì Terme 6,6% (gennaio); Pagliara 1,9% (gennaio). Nella valle dell’Alcantara Gaggi era al 19,9% a febbraio, Graniti al 13,3% a marzo, l’ultimo dato di Francavilla è il 4,6% di dicembre.


COMMENTI

MASSIMO | il 04/06/2018 alle 20:12:18

BISOGNA FARE UNA LEGGE , SE NON ESISTE O NON VENGA APPLICATA , A PAGARE NON SIANO SEMPRE LE COMUNITA' , MA I NOSTRI BRAVISSIMI AMMINISTRATORI. E TUTTO CAMBIEREBBE DALLE PICCOLE COSE COME QUESTO ALLE SPECULAZIONI PIU' ONEROSI SENZA UTILE X I CITTADINI.

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