Venerdì 21 Febbraio 2020
Da un manoscritto inedito di Padre Giampietro emergono nuovi particolari


La nascita del Comune di Pagliara

di Salvatore Coglitore | 26/08/2013 | STORIA

3772 Lettori unici

Una foto d'epoca del fabbricato con annessa la Torre dei Saraceni

Il cappuccino Padre Giampietro da Santa Teresa, ovvero Giuseppe Rigano (1881-1950), in uno dei suoi manoscritti inediti ci parla di un documento che riguarda la nascita del Comune di Pagliara che interessa direttamente Santa Teresa. Ma ricostruiamo con ordine tutta la storia. Le informazioni storiche su Pagliara risalenti agli anni antichi sono andate in parte perdute. Dei pastori, probabilmente provenienti dall’antica Nisi (Fiumedinisi), in cerca di un luogo dal clima più mite, si stabilirono nei pressi dell’alveo del torrente Santa Caterina, dove cominciarono a costruire “ i pagghiari”, cioè casupole fatte di paglia e rami. Da qui il nome: Casale Tuguriorum (casupole di paglia). Le prime “pagghìare” risalgono al 1130, epoca in cui Ruggero II d’Altavilla, Re di Sicilia, nominò Archimandrita di Savoca, l’abate basiliano S. Luca, conferendogli il titolo di “Barone di Savoca” e assegnandogli il castello di Pentefur ed i casali appartenenti ad esso, fra i quali: Misserio, Casalvecchio, Locadi, Antillo, Palmonio e Pagliara. Dopo secoli di recriminazioni, finalmente, con atto del 12 agosto del 1695, Pagliara ottenne la tanto sospirata autonomia e la separazione dalla baronia di Savoca.
Ecco come inizia l’atto di separazione ”In marittima terrae Sabucae, in contrada nominata Bucolo, fuit provisum et mandatum ad Spectabilem V.P.Doctorem Don Vincentium Greco, Iudicem Regiae Audientiaie, nobilis civitabilis Messanae...”.
E cioè: nella Marina di Savoca e precisamente a Bucolo in presenza del Regio Giudice, don Vincenzo Greco di Messina venne stipulato l’atto di separazione e quindi la nascita del Casale di Pagliara. Il territorio nella Marina che toccò al nuovo Comune si dipartiva dall’odierna via Madonna delle Grazie (oggi Furci Siculo) e arrivava fino all’odierno Piccolo Torrente Pagliara, vicino la Torre Saracena (oggi territorio di  Roccalumera). L’atto continua con la descrizione dettagliata degli altri confini a monte, dove erano stati realizzati dei pilastri in muratura che servivano come punti di riferimento per la delimitazione dei confini.
Su dove sia stato fisicamente stipulato l’atto di divisione Padre Giampietro non si pronuncia. Ma possiamo formulare una plausibile ipotesi. A quel tempo nel quartiere Bucalo, l’unico edificio degno di essere preso in considerazione era la chiesa del Sacro Cuore di Gesù (dal 1863 dedicata alla Madonna del Carmelo) con annesso fabbricato adiacente alla Torre dei Saraceni, di proprietà allora dei fratelli sacerdote Benedetto e Paolo Bucalo (nel 1708 tutta la loro proprietà passò ai Padri Gesuiti). Tale fabbricato era adibito a azienda agricola e venivano svolti gli esercizi spirituali per i pochi abitanti del quartiere. Tenendo conto dell’influenza che aveva allora la famiglia Bucalo e tenuto presente che non esistevano nel quartiere altri edifici di rilievo, sicuramente l’atto di costituzione del Casale Tuguriorum venne stipulato proprio nel suddetto fabbricato (gravemente danneggiato dalle truppe borboniche nel 1849 e ricostruito dall’ing. Giuseppe Pellèri nel 1895), oggi villa Pellèri. 

Più informazioni: salvatore coglitore  storia  


COMMENTI

Non ci sono ancora commenti, puoi essere il primo.

Lascia il tuo commento

Dichiaro di aver preso visione dell'informativa privacy ai sensi del D.Lgs. n. 196/2003.