Domenica 11 Aprile 2021
L’attacco di un sommergibile inglese al piroscafo "Eneo" nel mare della Croazia


5 ottobre 1942: l'eroico gesto di un carabiniere di Santa Teresa di Riva durante la guerra

di Fabrizio Sergi | 15/06/2020 | STORIA

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Il piroscafo "Eneo"

La guerra non conosce età e colpisce indistintamente adulti e bambini. Quella vissuta dai nostri nonni, in particolare, continua a conservare storie drammatiche. La mattina del 5 ottobre 1942 il piroscafo “Eneo” parte come di consueto dal porto di Spalato (Croazia) diretto a Sebenico, città costiera poco distante, avendo imbarcato 250 passeggeri tra militari italiani e soprattutto civili. Nel tragitto viene intercettato dal sommergibile inglese “Safari” in navigazione, comandato dall'ammiraglio Benjamin Bryant, il quale dà l’ordine di colpire il piroscafo a colpi di cannone. Due lo centrano uccidendo all'istante una decina di persone e ferendone molte altre. La situazione a bordo ben presto precipita, in molti si gettano in mare e il comandante per evitare l'affondamento si porta sugli scogli nelle vicinanze, incagliandosi di proposito. A bordo della nave, tra gli altri, vi era il maresciallo maggiore dei Carabinieri Reali Ottorino Coglitore di Santa Teresa di Riva, fu Gaetano, classe 1910, della 44a sezione mista carabinieri della 15a divisione “Bergamo” stanziata in Croazia. Il 33enne da subito conserva la calma necessaria per il salvataggio di feriti, donne e bambini. Intanto scorge nel trambusto una piccola barca di un pescatore appena sopraggiunta in soccorso e notata una bambina gravemente ferita sul ponte della nave, la raccoglie in braccio e si cala insieme a lei sulla barchetta - “dimostrando ardimento ed elevati sentimenti umanitari”- come riporta una nota ufficiale ministeriale, per poi ritornare sul luogo del disastro e continuare a fornire aiuto in quel tratto a nord del mare Adriatico.

Nonostante molti dei passeggeri si siano già aggrappati agli scogli, il sommergibile inglese lancia un altro siluro che avrebbe dovuto affondare la nave ma che manca il bersaglio colpendo, verosimilmente per errore, la scogliera con i naufraghi, uccidendone 78 che erano ormai quasi in salvo. Il maresciallo Coglitore sopravvive al disastro. Anni dopo giunge per lui un encomio da parte dello Stato italiano, con una pubblicazione su un supplemento della Gazzetta Ufficiale del 4 settembre 1953. Della sua storia, invece, non se ne parla mai pubblicamente. Il piroscafo non affonda, la manovra del comandante evidentemente era stata efficace, tant'è che viene poi recuperato dalla Marina tedesca e rimesso a nuovo per un altro anno prima di essere dismesso l'8 settembre 1943 e utilizzato solo per scopi bellici. Nel 1944 viene ancora una volta riparato dai tedeschi per essere affondato definitivamente da un bombardamento alleato a largo di Mestre. Il maresciallo Coglitore, a guerra conclusa, rientra in patria. Oggi riposa nella sua terra d'origine mentre noi continuiamo a ricordare il suo nobile gesto che ci permette di riflettere sugli orrori che hanno stravolto gli equilibri mondiali in un tempo non tanto lontano.


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