Giovedì 20 Settembre 2018
Parla il tecnico della squadra di B1: dal nuovo roster ai tifosi della curva persi


Santa Teresa Volley, Jimenez: "Sbagliato dividersi, potevamo giocare in Serie A"

di Andrea Rifatto | 02/01/2018 | SPORT

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Antonio Jimenez (Foto da altri campi)

Dalla promozione in Serie A2 alla permanenza in B1 per la rinuncia della società alla partecipazione alla terza serie nazionale, il tecnico del Santa Teresa Volley, Antonio Jimenez, è uno dei pochi rimasti al loro posto nonostante le vicissitudini societarie che hanno portato alla “scissione” e alla nascita di un nuovo sodalizio di B2. Un inizio di campionato tutto in salita per lui, in un torneo che ha mostrato subito le sue difficoltà, che dopo la decima giornata vede il Santa Teresa Volley al nono posto in classifica con 11 punti, frutto di sei sconfitte e quattro vittorie.

Jimenez: la promozione sul campo, il ritorno in B1, la scissione. Perché è rimasto?
“Sono rimasto qui principalmente perché l’età avanza e non mi andava più di girare: a S. Teresa mi trovo bene, ho vinto un campionato e ho deciso di continuare in questa società. È vero ci sono stati problemi, ma tutte le società ne hanno, è normale. Posso dire che secondo me è stato sbagliato dividersi, si poteva rimanere uniti per tentare di giocare in Serie A, è stato un peccato. Ma non voglio dire altro, si vedrà più avanti chi ha scelto bene e chi no. Tra l’altro alcuni passaggi di ciò che è successo non li conosco neanche io.

Un gruppo vincente che si è dissolto e la necessità di ricostruire da zero la squadra. Che difficoltà ha avuto?
“Non è stato semplice allestire la squadra, anche perché non è facile far venire gente in Sicilia. Poi da noi c’era una situazione particolare, anche per via dei debiti. Ma pian piano siamo riusciti a costruire un gruppo che a mio avviso è competitivo, anche se sicuramente non è tra i più forti del girone e del campionato. Non dimentichiamoci che abbiamo un’atleta di 16 anni che non ha mai giocato neanche in C (Giulia De Luca, ndr) e che in attacco può fare 6-7 punti, non sicuramente 15-18, oppure una Mazzulla che gioca al centro fuori ruolo. Ma ce la siamo giocata con tutti, con le più forti non abbiamo perso in malo modo: penso ad esempio alla gara in trasferta con il Volley Roma, dove abbiamo perso i primi due set a 24 e 21 giocando bene. Se avessimo avuto un opposto e un centrale di ruolo adesso potevamo forse essere a 15-16 punti in classifica”.

Nei giorni scorsi l’arrivo a S. Teresa di Marlene e Raquel Ascensao. Il roster adesso è completo?
“Non sono due giocatrici di altissima qualità ma giocano bene e quantomeno nel loro ruolo, centrale e opposto. Per quanto riguarda le giocatrici titolari direi che adesso siamo messi meglio. Ora serve qualche innesto per la panchina, al momento corta: questo perché ad esempio una come Sara Casale, che sta bene fisicamente e sta giocando bene, ha pur sempre 35 anni e ha bisogno di riposo. Il campionato è lungo e devo gestire bene queste situazioni”.

Al Palabucalo mancano i tifosi organizzati, gli Eagles, “emigrati” in B2. Vi manca il loro supporto?"
I tifosi della curva hanno fatto la loro scelta, giusta o sbagliata che sia. Certamente se ne sente la mancanza, ma sta iniziando a organizzarsi un gruppo di giovani e pian piano si faranno sentire”.

Adesso la gara esterna contro Isernia, penultima in classifica
“Ci stiamo preparando al meglio perché non possiamo sbagliare: a Isernia servono i tre punti”.


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