Mercoledì 01 Aprile 2020
Respinto dal Cga il ricorso presentato da Barbagallo per la riammissione della lista


Zafferana Etnea. Alfio Russo sarà l'unico candidato sindaco

di Andrea Rifatto | 13/05/2014 | POLITICA

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Alfio Russo, sindaco uscente di Zafferana Etnea

A Zafferana Etnea, cittadina alle pendici dell'Etna, alle amministrative del 25 maggio prossimo, il primo cittadino uscente, Alfio Russo, sfiderà… se stesso. Il Consiglio di Giustizia Amministrativa della Regione Siciliana ha infatti respinto ieri il ricorso presentato dall’altro candidato alla poltrona di sindaco, Alfio Barbagallo, la cui lista, "Zafferana nel cuore", lo scorso 1 maggio era stata esclusa dalla competizione dalla Sottocommissione elettorale circondariale di Trecastagni poiché le 83 firme dei presentatori non risultavano autenticate, requisito sostanziale necessario ai fini della presentazione delle candidature. La decisione era stata poi confermata dalla stessa Sottocommissione in sede di rigetto del reclamo in autotutela proposto contro la prima deliberazione: in seguito a tale decisione il candidato sindaco Barbagallo, il delegato alla presentazione della lista Giuseppe Moschetti ed il candidato al Consiglio comunale Paolo Crupi avevano presentato ricorso al Tar di Catania, evidenziando come l’irregolarità rilevata dall’Ufficio nella documentazione prodotta non costituisse causa tipica di esclusione della lista dalla competizione elettorale, lamentando come non fosse stata loro consentita la successiva regolarizzazione del vizio formale riscontrato, da emendare attraverso la produzione di un successivo atto di autenticazione delle sottoscrizioni apposte dai promotori della lista, e che l’ufficio comunale avesse illegittimamente escluso la possibilità, prontamente offerta dal consigliere comunale in carica Giuseppe Fresta, di procedere all’autenticazione delle sottoscrizioni nella sede ed al momento della presentazione della lista. I giudici amministrativi etnei avevano però respinto il ricorso, e la lista esclusa si era rivolta al Cga.

Con la sentenza depositata ieri i giudici della Prima sezione Marco Lipari, Presidente, Antonino Anastasi, Consigliere, Vincenzo Neri, Consigliere Estensore, Giuseppe Mineo, Consigliere e Alessandro Corbino, Consigliere, hanno ribadito la decisione di primo grado: secondo il Cga infatti " [...] l’autenticazione della sottoscrizione, lungi dall’essere un mero (e vuoto) adempimento di carattere formale, si traduce in un requisito sostanziale in quanto assicura la genuinità delle firme dei presentatori di lista, impedendo abusi e contraffazioni […] di conseguenza l’omessa autenticazione delle sottoscrizioni non è integrabile aliunde perché si traduce nella sostanziale assenza delle sottoscrizioni e impone l’esclusione della lista rispondendo all’interesse della collettività evitare che vengano presentate liste di cui non è certa, sotto un profilo giuridico, la genuinità delle firme dei presentatori. L’esclusione è legittima – scrivono i giudici - perché la lista con le sottoscrizioni non autenticate equivale ad una lista carente delle richieste sottoscrizioni perché invalide”.

In merito al secondo motivo di appello, cioè la possibilità di regolarizzare la documentazione entro le successive 24 ore con l’applicazione del c.d. soccorso istruttorio, il Cga ha stabilito che “la previsione del soccorso istruttorio […] non può trasformarsi, come invece voluto dagli appellanti, in un generalizzato ‘termine di grazia’ o in uno spostamento generalizzato ‘di ventiquattro ore’ del termine di presentazione di documenti o dichiarazioni. La peculiare previsione normativa – si legge nella sentenza- può giustificare regolarizzazioni o integrazioni di carenze formali ma giammai ammettere l’autenticazione postuma della sottoscrizione perché significherebbe integrare in ritardo un requisito/documento ab origine mancante". Ritenuta dunque corretta la decisione della Commissione elettorale nella parte in cui ha escluso la possibilità di un autentica successiva, seppure nel termine di 24 ore, da parte del consigliere comunale, perché una decisione in senso contrario si sarebbe tradotta nell’autorizzazione a certificare ora l’identità dei sottoscrittori di allora.
Dichiarato quindi infondato anche il terzo motivo di appello, con il quale i ricorrenti addicevano l’illegittimità dell’operato dell’amministrazione nella parte in cui ha subordinato l’autentica delle sottoscrizioni da parte del consigliere comunale, dichiaratosi disponibile, all’inoltro della comunicazione al Sindaco: secondo i giudici amministrativi “ciò che al momento della presentazione della lista non poteva comunque essere fatto era, per le ragioni prima dette, proprio l’autenticazione poiché questa attività certificativa sarebbe avvenuta in un momento successivo a quello di presentazione delle liste e in assenza dei firmatari”.

Confermata dunque l’esclusione della lista di Alfio Barbagallo dalle elezioni amministrative a Zafferana Etnea: gli appellanti sono stati condannati al pagamento delle spese del grado di giudizio nella misura complessiva di 4.000 euro, oltre IVA e CP, se dovute.

Rimane in corsa il sindaco uscente Alfio Russo. A Zafferana Etnea si andrà al voto con il sistema maggioritario: Russo dovrà quindi superare il 50% + 1 dei consensi per poter essere rieletto sindaco. La lista "Zafferana in Comune" è composta da Sergio Alampo, Rosaria Barbagallo, Mario Bonaiuto, Ignazio Giovanni Coco, Angela Maria Di Bella , Giovanni Di Prima, Chiara Guglielmino, Vera Leonardi, Alfio Nicotra, Salvatore Russo (assessore designato), Giuseppe  Privitera, Salvatore Sapuppo, Torrisi Carmelo, Graziella Torrisi, Vincenzo Tropea (assessore designato).

Clicca qui per visualizzare la sentenza del Cga

 

I componenti della lista "Zafferana in Comune"

 

Più informazioni: zafferana etnea  alfio russo  alfio barbagallo  


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