Lunedì 27 Luglio 2026
Il gruppo contesta la modifica al Regolamento della tassa rifiuti e chiede correttivi


Tari sugli affitti brevi a Taormina, Prt: "Non è uno sconto, aumenti anche oltre il 50%”

di Redazione | oggi | POLITICA

163 Lettori unici

Locazioni brevi come utenze non domestiche

Piovono critiche anche dal gruppo politico “Progetto Ricostruzione Taormina” sulla modifica al Regolamento della tassa rifiuti, che ha introdotto una nuova categoria per gli affitti brevi turistici non imprenditoriali. Nel 2025 tali utenze erano state inserite tra quelle non domestiche, modificando le tabelle del Piano economico finanziario senza però adeguare il Regolamento, mentre adesso è stata introdotta una categoria specifica e una tariffa inferiore di circa il 40-50% rispetto quella non domestica applicata lo scorso ani. «Prt rivendica di avere contribuito concretamente a far rivedere quella scelta - esordisce il gruppo - ma la tariffa del 2025, introdotta senza una preventiva base regolamentare, non può essere utilizzata per presentare la nuova disciplina come uno sconto. Confrontando la Tari che verrà applicata agli immobili classificati nella nuova categoria con quella che gli stessi immobili pagherebbero se fossero invece classificati come normali utenze domestiche, emerge un aumento molto rilevante del tributo». “Progetto Ricostruzione Taormina” calcola che per un immobile di 80 mq il rincaro varia dal 25% al 106% (a seconda che il nucleo familiare di riferimento sia composto da 4 o da 1 persona); per un immobile di 100 mq varia dal 41% al 128%; per un immobile di 120 mq varia dal 55% al 145%. Le simulazioni riguardano la tariffa Tari di base, prima del tributo provinciale e di eventuali riduzioni o agevolazioni. «Le nostre iniziative hanno contribuito a far abbandonare la tariffa molto più onerosa applicata nel 2025 - evidenzia Luca Manuli, membro di Prt e consigliere di minoranza - ma non accettiamo che oggi quella tariffa venga utilizzata per parlare di uno sconto. Il confronto corretto è con quanto i cittadini come utenze domestiche ed è, rispetto a quella tariffa, che emergono aumenti anche superiori al 50%». 

Il principio sostenuto dal gruppo è che la Tari rifiuti non tassa il reddito prodotto dalla locazione, ma deve essere collegata alla quantità e alla potenzialità di produzione dei rifiuti e prima di classificare automaticamente una civile abitazione come utenza non domestica, il Comune avrebbe dovuto valutare i potenziali tempi effettivi di utilizzo, il numero medio degli ospiti, la stagionalità e la produzione annuale rispetto a quella di una famiglia residente. Manca, in sostanza, uno studio specifico che dimostri perché una casa utilizzata a fini turistici debba produrre più rifiuti di una normale abitazione e restano dubbi sul trattamento delle pertinenze, sul caso di chi affitta soltanto una stanza, sulle riduzioni applicabili e sugli obblighi dichiarativi. «Anche la modulistica è carente e continua a richiedere elementi tipici delle imprese, come partita IVA e codice Ateco, non necessariamente compatibili con le locazioni non imprenditoriali - prosegue Prt - una disciplina poco chiara espone i cittadini a errori formali in buona fede, ad accertamenti incoerenti che daranno luogo a contenziosi, oltre a interessi e sanzioni. Chiediamo che il Comune pubblichi un vademecum ufficiale, con modulistica aggiornata ed esempi concreti, che chiarisca chi deve presentare la dichiarazione, come trattare pertinenze e immobili utilizzati solo in parte, quali riduzioni siano applicabili e da quando decorra il nuovo regime. Il problema riguarda una platea potenzialmente molto ampia: il Pef considera soltanto 46 utenze N8.2, mentre nel portale dell’imposta di soggiorno risultano già oltre 800 posizioni complessive. Non tutte sono necessariamente locazioni non imprenditoriali, ma la distanza tra i due dati conferma che manca ancora una ricostruzione trasparente delle utenze da riclassificare. Non si può chiedere ai cittadini di interpretare da soli un Regolamento tributario incompleto e poi considerarli evasori quando sbagliano (in buona fede). L’Amministrazione deve spiegare con chiarezza cosa cambia, aggiornare la modulistica e garantire regole uniformi per tutti. “Progetto Ricostruzione Taormina” riconosce il risultato ottenuto - conclude il gruppo - la tariffa molto più elevata applicata nel 2025 è stata rivista. Tuttavia, la nuova disciplina continua a prevedere aumenti significativi rispetto alla tariffa domestica, senza che sia stata resa nota un'istruttoria tecnica capace di dimostrare una maggiore produzione media di rifiuti. Prima si dimostra la diversa produzione di rifiuti; poi, eventualmente, si applica una tariffa diversa. Non il contrario».


COMMENTI

Non ci sono ancora commenti, puoi essere il primo.

Lascia il tuo commento

Dichiaro di aver preso visione dell'informativa privacy ai sensi del D.Lgs. n. 196/2003.