Taormina, Sterrantino ribatte a Manuli: "Riscuotere non è lucrare sulla morosità"
di Andrea Rifatto | oggi | POLITICA
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L'assessore Sterrantino
«Il commento del consigliere Luca Manuli scivola nel più classico e sterile populismo, trasformando una questione complessa come quella dell’equità tributaria in una semplicistica contrapposizione tra “cittadini vittime” e “società partecipate cattive”». A dirlo è l’assessore a Bilancio e Tributi di Taormina, Giuseppe Sterrantino, replicando alle affermazioni dell’esponente di opposizione che pur votando l’adesione alla Rottamazione quinquies ha rilevato l’esistenza di una contraddizione politica che riguarda Equità Urbana Spa, i cui introiti derivano dagli aggi derivanti dalla riscossione, soprattutto coattiva, dunque ricavi generati dall’esistenza di contribuenti morosi sui quali avviare attività di recupero. «A chi deve servire la politica tributaria del Comune - aveva chiesto Manuli - ai cittadini che vogliono regolarizzarsi o alla partecipata che guadagna dalla loro morosità?». L’assessore Sterrantino replica che «sostenere indistintamente chi non paga le tasse significa, in realtà, penalizzare proprio quei cittadini onesti che, anche tra mille difficoltà e sacrifici, rispettano i propri obblighi e contribuiscono ogni giorno a garantire i servizi pubblici di cui beneficia l’intera comunità. L’aiuto, il sostegno e la comprensione delle istituzioni devono essere rivolti a chi si trova, o si è trovato, in una reale e documentata condizione di difficoltà economica. Altra cosa è giustificare chi, per anni, ha scelto deliberatamente di non pagare quanto dovuto. Confondere queste due situazioni significa trasformare una legittima esigenza di tutela sociale in un pericoloso lasciapassare per l’evasione». Secondo l’assessore un colpo di spugna generalizzato sarebbe politicamente irresponsabile: «Difendere un sistema di riscossione serio ed efficace non significa voler “lucrare” sulla morosità, ma tutelare la legalità e impedire che le somme non versate da chi sceglie di fare il furbo finiscano, inevitabilmente, per ricadere sulle spalle di chi ha sempre pagato fino all’ultimo centesimo. La vera politica tributaria al servizio dei cittadini è quella che distingue le difficoltà reali dai comportamenti opportunistici, sostiene chi ha davvero bisogno e garantisce equità. - conclude - non quella che, in nome di un facile consenso, finisce per strizzare l’occhio all’evasione strategica».













