Taormina, Patanè si dimette da segretario del Pd: "Serve nuova linfa all'azione politica"
di Redazione | oggi | POLITICA
di Redazione | oggi | POLITICA
64 Lettori unici
Filippo Patanè
Serve nuovo slancio all’azione del Partito democratico di Taormina. Così il coordinatore del Circolo, Filippo Patanè, ha deciso di rassegnare le dimissioni e convocare l’assemblea degli iscritti per lunedì 12, per agevolare i passaggi tecnici di avvicendamento all’interno dell’attuale direttivo. «Mi pregio aver potuto ricoprire dal 2020 la carica di coordinatore del nostro circolo, storica rappresentanza della sinistra taorminese, testimone dei passaggi politici storici di questo Paese, dal Pci fino all’attuale struttura del Partito democratico - ha esordito nella sua lettera agli iscritti -testimoni e testimonianze che, in questi oltre cinque anni, hanno forgiato le mie personali competenze, a stretto contatto con chi è custode di quella ricchezza umana, professionale e politica, patrimonio unico e irripetibile di esperienze e di cultura, propria solo dei militanti storici. Anni trascorsi, questi, densi di complessità e trasformazioni: dal Covid-19 all’affermazione nazionale della destra storica, fino alla sconfitta inflittaci dal populismo locale, contro il quale non abbiamo saputo - o potuto - opporre adeguata resistenza. È vero: aver costruito dal 2018 un percorso di centralità del partito locale all’interno degli schemi politici tradizionali e di governo della città, non ha giovato contro il presunto “cambiamento”; viceversa è servito solo da parafulmine a frustrazione e disinformazione, scientificamente cavalcata ed alimentata dai soliti “sempreverdi”, nonostante gli sforzi di buona amministrazione pagati invece a caro prezzo con l’isolamento». Secondo il coordinatore dimissionario, il Pd taorminese mantiene una insostituibile centralità per qualsiasi forma di progettualità politica che guardi oltre gli schemi precedenti e quelli attuali, ma è mancato negli ultimi mesi, per ragioni di compatibilità dei ruoli e di impegno privato, un suo personale e diretto apporto al dibattito pubblico, fatto che ha certamente rallentato l’attività esterna del partito, ma non certo quella di opinione, di persuasione morale, di costruzione del pensiero e di sintesi tra le forze attualmente, sparutamente e disordinatamente, in campo. «È necessario tornare a garantire uno spazio di dibattito sereno e lavorare per proporre un modello di amministrazione “leggera” e “disinteressata” - afferma Patanè - che non addossi al cittadino scelte autoreferenziali, slegate dai veri interessi della comunità amministrata. Ma per fare questo è necessario dirigere l’attività dei democratici su più fronti: quello della interlocuzione istituzionale tra gli schieramenti, quello della costruzione del progetto amministrativo alternativo, quello della militanza e della partecipazione attiva. Fronti che oggi, contro sistemi di propaganda organizzata, non possono essere delegati ai singoli, ma devono essere coordinati, strutturando la segreteria nel modo più efficace possibile, per allargare quanto più possibile lo spazio di manovra e la presenza pubblica del partito. Ho, per questo motivo, chiesto e raccolto la disponibilità dei componenti del coordinamento a dare nuova linfa all’azione politica, coniugando alle mie personali attitudini, maggiore capacità organizzativa e di mobilitazione, al fine di dare alla segreteria completezza e forza in vista della prossima rincorsa a Palazzo dei Giurati».













