Giovedì 23 Maggio 2024
Approvato il Regolamento per la gestione dei beni. Il sindaco tira le orecchie al vice


Taormina, nuove regole e Daspo per gli immobili comunali. E De Luca prepara la partecipata

di Andrea Rifatto | 27/09/2023 | POLITICA

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De Luca ha imposto la modifica delle regole

La gestione degli immobili comunali di Taormina è adesso disciplinata da regole chiare e chi vorrà prendere in affitto un locale dovrà possedere precisi requisiti e superare severi controlli. Il Consiglio comunale di Taormina ha dato il via libera al Regolamento per la gestione del patrimonio immobiliare portato in aula dal vicesindaco Giuseppe Sterrantino, che ha incassato dieci voti favorevoli della maggioranza (assente Luca Manuli) e due contrari dall’opposizione (mancavano Mario Bolognari, Francesca Gullotta e Maria Rita Sabato). “Finora è stata utilizzata una prassi consolidata, a volte anche impropriamente nel rinnovo dei contratti - ha evidenziato il vicesindaco - così vengono disciplinate le tipologie di immobili, le modalità per determinare i canoni e le caratteristiche dei locatari, sopratutto l’obbligo di regolarità contributiva. Abbiamo un patrimonio consistente ma non c’è stata una gestione tale da metterlo pienamente a reddito - ha aggiunto - avrebbe potuto rappresentare un’importante entrata per dare ossigeno e coprire il costo dei servizi e della manutenzione dei beni”. Un votazione preceduta da un siparietto, visto che la maggioranza è stata costretta a formulare rapidamente quattro emendamenti imposti dal sindaco Cateno De Luca, che non aveva letto il regolamento “perchè spero che l’esperienza di questi quattro mesi sia servita da lezione per chi amministra quotidianamente con me”. Così evidentemente non era stato, tra sorpresa e imbarazzo per le parole del primo cittadino. Nel documento è stato inserito il divieto di subentro nella gestione di un bene in caso di debiti del conduttore-cedente con l’ente, con la facoltà del subentrante di adempiere alle obbligazioni pendenti prima della stipula del contratto; il non aver commesso nell’ultimo quinquennio gravi violazioni nella gestione dei beni, definito come “Daspo”; la polizza bancaria che non deve prevedere la preventiva escussione del debitore principale e l’obbligo per il legale rappresentante dell’operatore economico aggiudicatario di produrre garanzie per le obbligazioni giuridiche assunte dalla società nei riguardi del Comune. 

“Finora lo sport praticato è stato quello di truffare l’ente - ha detto De Luca - solo un immobile affittato su dieci è in regola e sono stati autorizzati subentri a finte società e teste di legno. Ci sono soggetti che hanno truffato e hanno avuto assegnati altri beni, non possiamo dare il benvenuto ai pacchisti, le scelte che adottiamo adesso sono frutto delle cattive abitudini ereditate”. Il sindaco ha annunciato la volontà di costituire una società per gestire il patrimonio comunale, sulla scorta di quanto fatto a Messina: “Il patrimonio per Taormina è una miniera, la fonte di rendita più alta d’Europa - ha spiegato - ogni grammo di terra vale oro e bisogna imprimere un’azione che porti allo sfruttamento massimo del patrimonio nel perseguimento delle finalità pubbliche. Stiamo valutando - ha aggiunto De Luca - se nel bilancio 2024-2026 possiamo già prevedere l’accantonamento per il capitale sociale”. Una “Patrimonio Taormina” che potrebbe dunque vedere la luce nel post dissesto. L’opposizione, con Andrea Carpita, ha definito il vicesindaco “in confusione con un regolamento portato in aula non sistemato” e il sindaco ha poi precisato che “oggi è capitato a Sterrantino, domani magari ad un altro, nulla da rimproverare ma con me nessuno campa di rendita, non guarderò gli atti di questioni che non dipendono da me, gli assessori devono stare sempre con le lanterne accese, lo ribadisco affinché non ci siano più sorprese”.


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