Mercoledì 14 Ottobre 2026
I due gruppi chiedono di liquidare le nuove società e garantire più controllo al Comune


Taormina, mozione delle opposizioni: "Chiudere le Partecipate, sono un modello sbagliato"

di Redazione | oggi | POLITICA

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La mozione arriverà in aula

Avviare il percorso di scioglimento e messa in liquidazione di Taormina Social City, Patrimonio Taormina, Equità Urbana Spa e Fondazione Taormina. È la richiesta netta dei gruppi di minoranza consiliare “Rinascimento Taormina” e “Impegno Civico per Taormina”, formalizzata con una mozione al presidente del Consiglio comunale. L’atto, sottoscritto dai capigruppo Luca Manuli e Marcello Passalacqua, chiede di superare il modello delle quattro nuove società partecipate, garantendo la continuità dei servizi e la tutela dei lavoratori. «Abbiamo contestato la scelta di moltiplicare le strutture alle quali affidare attività comunali e denunciato i rischi del trasferimento del personale. Ora chiediamo al Consiglio comunale di pronunciarsi sul superamento di questo modello – dichiarano Manuli e Passalacqua – spostare attività, dipendenti e costi fuori dal bilancio del Comune non dimostra che si stia amministrando meglio. Le risorse restano pubbliche e il conto continua a riguardare i cittadini. L’Amministrazione deve rispondere dei risultati, dei costi complessivi e delle conseguenze delle proprie scelte». La mozione affronta il problema dell’organizzazione dei servizi: funzioni e responsabilità distribuite tra più organismi, mentre il Comune rischia di perdere competenze e capacità operativa. L’obiettivo indicato dai proponenti è ricostruire una gestione più unitaria e un controllo comunale più diretto. «La vicenda dei dipendenti rende evidente dove porta questo percorso – proseguono i due capigruppo – prima si creano le nuove strutture, poi si trasferiscono le attività e infine il personale necessario a farle funzionare. Il rafforzamento delle Partecipate procede così insieme all’indebolimento del Comune. È questa direzione che vogliamo cambiare. I lavoratori devono avere certezze sui propri diritti e sul proprio futuro, anche quando si discute del superamento degli organismi ai quali l’Amministrazione vuole trasferirli». 

La proposta è un atto di indirizzo: se approvata, impegnerebbe sindaco e Giunta ad avviare gli atti necessari alla chiusura, a promuovere le decisioni degli organi competenti e a presentare al Consiglio le proposte sulle quali l’aula è chiamata a deliberare. Lo scioglimento richiede quindi successivi provvedimenti, istruttorie e verifiche, diversi in base alla natura dei quattro organismi. Durante questo percorso dovranno essere garantiti i servizi, tutelati i lavoratori e il patrimonio pubblico e rispettati i rapporti giuridici in essere. La mozione chiede inoltre una prima relazione al Consiglio entro trenta giorni dalla sua approvazione, sugli atti avviati e sui tempi dei passaggi successivi. «Chiediamo un percorso preciso, con responsabilità e tempi da rendere pubblici. La tutela dei dipendenti e la continuità dei servizi devono guidare ogni passaggio – concludono Manuli e Passalacqua – vogliamo che la mozione sia discussa e votata. La maggioranza dovrà assumersi la responsabilità di sostenere o respingere questo indirizzo davanti alla città: continuare a difendere il sistema delle società partecipate significa anche rispondere di ciò che comporta per il Comune, per chi ci lavora e per i cittadini».


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