Taormina, la maggioranza boccia la mozione per il controllo delle società partecipate
di Andrea Rifatto | oggi | POLITICA
di Andrea Rifatto | oggi | POLITICA
169 Lettori unici
I consiglieri Corvaia, Manuli e Sabato
Monitorare l’attività delle società partecipate del Comune, esercitando un controllo tramite un organo legato al Consiglio comunale. È la proposta avanzata all’amministrazione comunale di Taormina, con una mozione per istituire il controllo analogo presentata dal consigliere Luca Manuli, capogruppo di "Rinascimento Taormina”, che però è stata bocciata dall’aula con otto voti contrari della maggioranza, incassando solo tre voti favorevoli dello stesso Manuli e dei colleghi del gruppo Nunzio Corvaia e Maria Rita Sabato. «L’Amministrazione ha scelto di creare le partecipate ed è fondamentale monitorarle - ha evidenziato Manuli - non è una richiesta politica ma tecnica, supportata da direttive europee, normative statali e dall’Anac. La stessa Corte dei conti, esprimendosi su Equità Urbana Spa, ha indicato la necessità di istituire il controllo analogo - ha aggiunto - non è una volontà mia o dell’opposizione ma è previsto anche da statuti e atti costitutivi delle aziende speciali». Dai banchi del governo cittadino ha risposto l’assessore con delega alle Partecipate, Giuseppe Sterrantino: «Il lavoro di Manuli è pregevole e mi trova concorde - ha esordito - ma abbiamo già avviato un percorso con una prima riunione su una bozza di regolamento per il controllo analogo e vogliamo condividerlo e discuterlo con la minoranza. Abbiamo rallentato la procedura per attendere che anche Equità Urbana diventi operativa - ha spiegato Sterrantino - dunque chiedo di ritirare la mozione e prendiamo l’impegno di redigere e portare un regolamento condiviso in Consiglio comunale entro 60 giorni, perché riconosciamo l’importanza del controllo analogo». Proposta non accolta al mittente da Manuli, che ha chiesto di andare al voto con l’esito finale che ha bocciato la mozione. «Siamo fiduciosi nell’operato dell’assessore Sterrantino, siamo maggioranza, siamo di più e votiamo no - ha detto la consigliera Carmelina Bambara - se il tema è già in lavorazione, perché dovremmo votare favorevolmente la mozione?». Tesi non condivisa dall’opposizione. «Lo spirito di collaborazione non è chiedere di ritirare una mozione - ha contestato il capogruppo alla maggioranza - ma consultarci già il giorno in cui si inizia a lavorare su un tema, in questo caso il controllo analogo, per fare qualcosa di condiviso. Quando ci sarà questo tipo di approccio non faremo più mozioni. L’Amministrazione ci ha chiuso le porte sulle partecipate e la gestione continua a farci vedere criticità - ha evidenziato Manuli - e con la bocciatura della mozione non ho la serenità di pensare che queste società lavorino nell’interesse dei cittadini taorminesi, piuttosto mi chiedo nell’interesse di chi lavorino e se abbiano la funzione di dare servizi o garantire nomine. Se la maggioranza dice che è una cosa condivisibile e “ci sta lavorando”, allora la domanda è semplice: perché bocciarla invece di votarla? Oggi - ha concluso Luca Manuli - il Consiglio comunale viene trattato come un fastidio, non come un’istituzione». La mozione proponeva di istituire un organismo di controllo analogo o altra funzione che più si ritenesse opportuna (Comitato, Ufficio o Funzione dedicata) che possa garantire il rispetto della normativa; definire, sentito sull’argomento il Consiglio comunale, la tipologia di supporto richiesto all’Organismo e la reportistica periodica che il Consiglio ritenesse necessario ed indispensabile per poter garantire la sua funzione di Indirizzo e Controllo (reportistica trimestrale ed analisi di scostamento, atti fondamentali); predisposizione di un Regolamento interno del Controllo (o altro atto/atti ritenuti efficaci) per normare tali funzioni. Manuli proponeva a titolo esplicativo e non esaustivo di definire ruoli e responsabilità del controllo analogo; definire le modalità di attuazione del controllo analogo (ex-ante, concomitante, consuntivo); definire i flussi informativi tra la Partecipata e l’Ente, le modalità di verifica dei Kpi e la conformità delle prestazioni con rispetto al contratto di servizio; definire la facoltà di spesa autonoma per singola spesa/investimento, nonché l’autonomia di scostamento rispetto al budget (variazioni di bilancio, approvazione preventiva, etc.…), nonché i diversi poteri autorizzativi. Inoltre si proponeva di rivedere eventualmente gli atti societari (ad esempio per Asm) per normare il controllo analogo e prevedere la possibilità di accessi diretti/audit e verifiche periodiche da parte del Comune, per garantire la trasparenza amministrativa delle società partecipate.













