Venerdì 23 Ottobre 2026
Bocciata la mozione per chiuderle. Contestato il trasferimento del personale comunale


Taormina, De Luca tira dritto sulle Partecipate: "Farò scuola". E il Consiglio le conferma

di Andrea Rifatto | oggi | POLITICA

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L'intervento di De Luca in aula

«Le mie società partecipate sono esempio di efficienza, efficacia ed economicità, quelle del passato erano bancomat della politica, anche a Taormina». Il sindaco Cateno De Luca tira dritto e bolla come pregiudizi politici le contestazioni delle opposizioni sulla costituzione dei nuovi organismi, ribadendo di avere l’ambizione di lasciare un’organizzazione innovativa che farà scuola. Il Consiglio comunale ha così bocciato con 10 voti contrari della maggioranza la mozione presentata dai due gruppi di minoranza per liquidare e chiudere le quattro partecipate, che ha incassato quattro voti favorevoli dai consiglieri Luca Manuli, Nunzio Corvaia, Marcello Passalacqua e Lucia Gaberscek (assenti Maria Rita Sabato e Andrea Carpita). Tra il pubblico numerosi dipendenti comunali, preoccupati del loro destino vista la volontà dell’Amministrazione di trasferirne una parte alle partecipate. «Il trasferimento definitivo è un salto nel buio per uomini e donne che da anni tengono in piedi il Comune e i servizi - ha affermato nel suo intervento Corvaia - se una società viene riorganizzata o chiusa a farne le spese sono i lavoratori e il rientro al Comune non è così scontato. Per noi la soluzione migliore è il distacco, non possono essere le persone sbagliate a pagare il conto e non si può chiedere un atto di fede ai dipendenti, a chi ha un mutuo da pagare, a chi è monoreddito». Il collega Passalacqua ha sottolineato come i dipendenti e la città in generale non siano contenti di quanto stia accadendo e la serenità dei lavoratori e le garanzie sul loro impiego siano la priorità: «È mancato il dialogo con i lavoratori - ha sottolineato - la soddisfazione degli impiegati dovrebbe essere tenuta in considerazione. È una manovra politica per ampliare i poteri dell’Amministrazione e queste partecipate nascono come stipendifici, mi auguro che non siano un peso quando le casse comunali saranno in difficoltà». Per Manuli «la mozione era una provocazione per sollevare e affrontare il tema della Partecipate - ha spiegato - un modello sul quale siamo contrari e abbiamo contestato da subito la sostenibilità dei piani economici delle società, nate male e nella confusione, con consulenze affidate a padre e figlio e nomine fortemente politiche. Per noi serve un Comune forte dove vanno potenziate le competenze - ha ribadito - non altri enti e società che sfuggono al controllo del Consiglio comunale. La partecipata può essere uno strumento utile ma abbiamo enormi perplessità su come viene utilizzato, riteniamo possa essere pericoloso per la città per l’esplosione dei costi e la frammentazione della spesa, senza un adeguato controllo. I servizi non li vediamo ma gli indizi portano a chiederci a chi servano queste società, per noi non fanno gli interessi della città e non è un modello sostenibile. Il trasferimento del personale è il primo effetti che emerge, la maggioranza valuti soluzioni alternative. Lo studio iniziale parlava di distacco, adesso si attua il trasferimento».

De Luca ha replicato che gli impiegati non hanno nulla da temere, perchè la norma (articolo 19 comma 8 de Decreto Legislativo 175/2016) prevede il riassorbimento delle unità di personale già dipendenti a tempo indeterminato da amministrazioni pubbliche e transitate alle dipendenze della società e che non è stato scelto il comando-distacco perchè le partecipate dovrebbero pagare l’Iva al 24% al Comune e nascono per agire nel tempo, mentre i due istituti sono temporanei, non possono eccedere la durata di un anno (sono rinnovabili) e comunque non possono essere utilizzati oltre il 31 dicembre 2027. «La fase di start up dura tra 3 e 5 anni e ogni giudizio espresso adesso sono parole in libertà, immotivate e pretestuose - ha ribattuto alle opposizioni - facciamo un salto di qualità, non bisogna fare terrorismo e non ci sarà nessun mutuo che salterà per i dipendenti, non capisco quale sia la preoccupazione del trasferimento». Il consigliere Corvaia ha chiesto al sindaco perché il prefetto non abbia ritenuto opportuno convocare le parti dopo l’avvio della procedura di raffreddamento da parte dei sindacati: «Avrà visto le carte e ritenuto di non doverci convocare - ha risposto De Luca - se anche dovesse farlo, non potrà entrare nel merito nelle mie scelte per una questione di competenze. Se mi chiamerà daremo le spiegazioni». Il segretario comunale Giuseppe Bartorilla ha spiegato che per gli ex Asu non si corre il rischio di perdere il contributo regionale previsto fino al 2045, in quanto è stata presentata all’Ars una norma di interpretazione autentica per riconoscere i fondi anche ai Comuni che cedono funzioni e personale alle società partecipate, e che tutti i lavoratori trasferiti potranno rientrare in ogni caso al Comune, anche in deroga. Ma la preoccupazione tra i dipendenti resta alta.


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