Taormina, De Luca assente e manca il vicesindaco: la città non ha votato un sindaco ombra
di Andrea Rifatto | oggi | POLITICA
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Le decisioni strategiche assunte da Brocato
Con un sindaco “part time”, senza un vicesindaco e senza un assessore. L’Amministrazione comunale di Taormina sembra navigare a vista nell’ultimo periodo, tra addii e impegni extra municipali dei suoi componenti. Alle dimissioni del vicesindaco Jonathan Sferra, costretto a lasciare dopo lo “scivolone” di Capodanno sulla cena-spettacolo al Palazzo dei Congressi, non hanno fatto seguito reazioni del primo cittadino Cateno De Luca, indaffarato in questi giorni con gli impegni di partito e gli appuntamenti del centro studi “Ti Amo Sicilia”. Dimissioni apparse inevitabili, nonostante Sferra sia uno dei soci fondatori di Sicilia Vera e riferimento di De Luca a Taormina sin dal 2007, che però non chiudono la vicenda. Se è pur vero che l’ormai ex assessore sia stato coerente con il modello amministrativo deluchiano, secondo il quale chi governa deve sempre dare l’esempio, alla festa (con discoteca non autorizzata) erano presenti però anche altri amministratori che devono dare conto del loro comportamento ai cittadini, che non meritano silenzi ma hanno il diritto di conoscere la verità. Al vertice del Comune, in assenza del sindaco, formalmente dovrebbe esserci l’assessore anziano Antonio Lo Monaco, anche se a Taormina governa sin dall’inizio del mandato un “sindaco ombra”, Massimo Brocato, che dal maggio dello scorso anno non ricopre più l’incarico di esperto di Cateno De Luca visto che si è dimesso per ricoprire il ruolo di presidente della Patrimonio Taormina. Di fatto, però, tutte le decisioni di Palazzo dei Giurati passano dalle sue mani ed è lui il numero due (o uno?) dell’Amministrazione, al punto che nel verbale dell’incontro dell’11 dicembre a Palermo sul raddoppio ferroviario viene indicato come esperto del sindaco di Taormina, senza in realtà esserlo. I taorminesi, subissati in queste settimane da migliaia di avvisi di accertamento “pazzi” per tributi già pagati e costretti ad interminabili ed estenuanti file all’Ufficio Tributi del Comune, si chiedono chi sostituirà Jonathan Sferra nella giunta comunale ma soprattutto se sia opportuno che il sindaco trascuri la città anteponendo i suoi interessi politico-personali, senza riuscire molto spesso a seguire e gestire tutte le vicende taorminesi. «Il sindaco è il primo servitore della comunità, non un trampolino di lancio per carriere personali, partiti da fondare, movimenti da costruire o visibilità da inseguire - commenta l’ex vicesindaco Andrea Raneri - amministrare una città richiede tempo pieno, presenza costante, dedizione esclusiva. Quando un sindaco ha la testa altrove - aggiunge - la città diventa secondaria, i problemi quotidiani vengono rinviati, le decisioni non rispondono ai cittadini ma a strategie personali, il Comune si trasforma in uno strumento, non in una missione». Taormina, dunque, non può permettersi un sindaco a metà nè un “sindaco ombra” che siede nel palazzo senza essere stato votato dai cittadini e senza avere alcuna carica, ma merita un primo cittadino che governa e risponde senza distrazioni.












