Giovedì 01 Gennaio 2026
Progetto Ricostruzione Taormina contesta l'affidamento dell'immobile e chiede chiarezza


Taormina, cena-spettacolo di Capodanno al Palacongressi: "Basta alla gestione tracotante"

di Andrea Rifatto | ieri | POLITICA

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Il Palazzo dei Congressi può essere concesso dal Comune

Fa discutere a Taormina la scelta del Comune di concedere l’utilizzo del Palazzo dei Congressi ad un’associazione sportiva per organizzare una cena di fine anno in programma questa sera. Ad accendere i riflettori sul caso è il gruppo “Progetto Ricostruzione Taormina”, che interviene con il consigliere di minoranza Luca Manuli e con il membro del sodalizio Marco Rao. Una cena-spettacolo organizzata dall’Asd Football Club Taormina, che il 15 dicembre ha chiesto e ottenuto (lo stesso giorno) la concessione a titolo oneroso della sala polifunzionale al quarto piano per organizzare un evento per 120 persone: «cena-spettacolo privata riservata a sostenitori, amici e simpatizzanti della squadra - viene riportato nell’istanza presentata a Palazzo dei Giurati dal presidente Candaloro Muscolino - con i partecipanti che accederanno tramite prevendita finalizzata sia alla copertura delle spese organizzative sia alla raccolta fondi per la società». Ieri il sindaco Cateno De Luca ha rilasciato la licenza ai sensi del Tulps per lo svolgimento dell’intrattenimento musicale con musica dal vivo, ad esclusione del ballo, per un numero di partecipanti salito a 150 rispetto ai 120 previsti nella richiesta iniziali, mentre non risulta rilasciata la licenza per l’accensione di fuochi d’artificio, citati negli annunci pubblicitari dell’evento. «Gli atti comunali parlano chiaramente di evento privato “su inviti - rileva Prt - la promozione, invece, lo presenta come una Festa di Capodanno aperta al pubblico, con post dedicati, pagina su piattaforma di biglietteria online con prezzi e biglietti. Pubblico o privato? Con inviti o con vendita? La coerenza qui non è forma: è sostanza. Negli atti la finalità è raccolta fondi di un’associazione sportiva. Nelle locandine e nei testi diffusi online, però, la raccolta fondi non compare: si legge “cena spettacolo-Capodanno” - aggiunge il gruppo politico - il risultato concreto è che l’evento appare come un’iniziativa in concorrenza diretta con ristoranti, alberghi e locali di Taormina che programmano il Capodanno da mesi. Se si intende aprire il Palazzo dei Congressi a serate di questo tipo, occorre dirlo con trasparenza e fissare regole uguali per tutti, non trasformare un uso “su inviti” in un Capodanno per chiunque trovi il link o venga raggiunto dalla promozione della serata». 

I numeri che non tornano
Secondo “Progetto Ricostruzione Taormina” «in città si parla addirittura di 350 avventori complessivi, stima che sembra credibile visto che per l’evento si vendono anche biglietti per dopo cena a 30 euro e tavoli (privé) a 400 euro. Il tutto appare fortemente in contrasto con il tipo di concessione fatta, con la finalità dichiarata dal richiedente e con il limite di persone fissato. Inoltre, con la determina sindacale 43 del 30 dicembre viene espressamente vietato “il ballo”, cosa che ci si chiede se sia stata chiarita ai partecipanti, visto il tipo di comunicazione fatta e la possibilità di biglietti e tavoli per il dopo cena. Ora, senza discutere i prezzi, facciamo un ordine di grandezza dell’evento: la sola cena (120 × 150 euro) vale 18.000 euro, se altre 230 persone accedessero dopo cena al costo di 30 euro, si aggiungerebbero 6.900 euro e non consideriamo i tavoli a 400 euro e l’eventuale somministrazione di bevande. Parliamo dunque di almeno 24.900 euro di incasso potenziale tra cena e dopo cena, a fronte di un canone di 3.227,82 euro». Per Manuli «le voci che circolano restano voci, ma il tipo di promozione adottato con la presenza su Eventbrite, Ticket Events e i riferimenti al dopo cena solleva più di un dubbio sulla reale natura di questo evento». Dubbi vengono sollevati sul canone di locazione. La delibera di Consiglio comunale n. 7/2024 ha stabilito l’incremento del 50% dei canoni basati sulla delibera di giunta 69/2010 per il Palazzo dei Congressi: per la sala richiesta è indicato un canone giornaliero di 4.491,94 euro e applicando l’incremento del 50% si arriva a 6.737,91 euro al giorno.Poiché la richiesta riguarda due giornate (31 dicembre e 1 gennaio), il canone base diventerebbe 13.475,82 euro - prosegue Manuli - considerato inoltre che la richiesta è stata presentata entro i 20 giorni (con sovrapprezzo del 10%), l’importo teorico salirebbe a 7.411,70 euro al giorno, cioè 14.823,40 euro per due giorni. Come si spiega allora la concessione a 3.227,82 euro? Sono stati applicati sconti? La delibera di Giunta che autorizza la concessione non ne fa menzione, l’evento non risulta patrocinato dal Comune e, alla luce dell’art. 4 del Regolamento approvato dalla delibera di Consiglio comunale n. 7/2024, non sembrano ricorrere gli estremi per riduzioni o agevolazioni. Su questi punti serve una spiegazione puntuale: allo stato, i conti non tornano. 

«Un’amministrazione a due velocità»
«Anche le tempistiche adottate confermano l’immagine di un’Amministrazione a due velocità: quando interessa decidere, sa essere fulminea; quando serve spiegare, arriva tardi o confonde – prosegue Manuli – in pochi giorni si è passati dalla richiesta alla concessione per una serata di Capodanno, mentre per altre questioni, come gli accertamenti sbagliati e le richieste delle associazioni sportive, i tempi si dilatano. È una velocità selettiva che non appare trasparente né imparziale: non diciamo che si favorisca qualcuno, diciamo che così si alimenta il sospetto e si indebolisce la fiducia, forse già ai minimi termini, in chi ci amministra e ricopre ruoli istituzionali» Prt non condivide questa impostazione del Palazzo dei Congressi: «È un bene identitario della città, nato per attività culturali e congressuali, da gestire con criteri pubblici, chiari e stabili. Se l’Amministrazione vuole davvero utilizzare il Palazzo anche come luogo per “serate”, lo dichiari senza giri di parole e informi tutte le associazioni e gli operatori del territorio che è possibile organizzare lì eventi di questo genere». «Non condividiamo la scelta di usare il Palazzo dei Congressi per cene e spettacoli. Quando il sindaco parlava della “nuova vita” del Palazzo dei Congressi, non immaginavamo certo che intendesse questo. La “nuova vita” dovrebbe passare da cultura, congressi, programmazione di qualità e regole chiare, non da serate di capodanno ambiguamente promosse» aggiunge i Marco Rao. «Questa gestione tracotante non ci appartiene: la cosa pubblica finisce per apparire trattata come se fosse proprietà di chi governa oggi e della forza politica che lo sostiene. Non è così che si amministrano i beni comuni: servono regole uguali per tutti, rispetto della città e trasparenza - conclude Luca Manuli - Capodanno passa, il metodo resta. Taormina ha bisogno di un’Amministrazione che non confonda privato e pubblico, inviti e biglietti, raccolte fondi e feste, biodegradabile e commestibile».


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