Giovedì 08 Gennaio 2026
Botta e risposta in Consiglio comunale sulle accuse di aver disposto lavori irregolari


Strada abusiva nel torrente a Scifì, l'Amministrazione tace ma l'asfalto sparisce

di Andrea Rifatto | ieri | POLITICA

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La strada con l'asfalto rimosso

L’ordine era stato chiaro: quella pista abusiva in asfalto realizzata all’interno del demanio fluviale del torrente Scifì deve essere rimossa. Ad impartirlo era stata il 20 ottobre l’Autorità di Bacino, assegnando un termine di 30 giorni, intervenuta dopo la segnalazione dei consiglieri di minoranza di Forza d’Agrò sulla posa di un manto di asfalto su un tratto di pista carrabile, lungo circa 30 metri e largo 4, ai margini del torrente nella frazione. Alla prima interrogazione dell’opposizione il Comune aveva risposto che il lavoro era stato eseguito dalla ditta che ha asfaltato la Strada provinciale agricola 63, «alla quale avanzava dell’asfalto e credendo di fare una cosa buona - si era giustificato il responsabile dell’Ufficio tecnico, Salvatore Lombardo - di sua spontanea iniziativa è andata a metterlo lì». La minoranza ha presentato un’altra interrogazione, discussa in Consiglio comunale proprio mentre la stessa ditta stava provvedendo a rimuovere l’asfalto scarificando il tratto incriminato, per sapere soprattutto chi, all’interno dell’Amministrazione, abbia impartito le indicazioni all’impresa per procedere con la posa del conglomerato bituminoso. 

«Ho dato disposizioni al responsabile dell’Ufficio tecnico affinché le prescrizioni dell’Autorità di Bacino siano attuate - ha detto il sindaco Bruno Miliadò rivolgendosi all’opposizione - il  Consiglio comunale non è una Stazione dei Carabinieri dove ponete domande, vi risponde l’Ufficio tecnico». Toni accesi con un botta e risposta in aula: «C’è un abuso da parte dell’Amministrazione per cui vogliamo chiarezza e soprattutto la chiedono i cittadini - ha replicato il consigliere di minoranza Carmelo Lombardo - il sindaco deve rispondere, se è in grado di farlo, altrimenti va via e non fa il sindaco. L’interrogazione è rivolta a lui e deve rispondere se è capace, altrimenti delega». Il tecnico comunale ha sostenuto che asfaltare quella pista demaniale «è stata probabilmente un’azione svolta dalla ditta in buona fede, non so che dire e non voglio entrare nel merito, ma ci sono varie ipotesi che uno può fare, come che sia partita dall’Amministrazione o che sia partita da un cittadino qualsiasi». Per la consigliera di minoranza Giulietta Verzino «la realtà è che il dirigente dell’Ufficio Tecnico cerca di coprire, ma ci stiamo arrampicando sugli specchi perchè non può dire qual è la verità ossia che l’ordine è partito dall’Amministrazione, perchè la ditta non avrebbe preso l’asfalto e lo avrebbe posato il, il tecnico probabilmente non ne sapeva nulla come in tante altre situazioni». «Ci sarebbero state indicazioni da parte di qualche amministratore e voci di corridoio indicherebbero il presidente del Consiglio comunale - ha aggiunto il consigliere di opposizione Lombardo - bisognava pagare forse qualche cambiale elettorale? Parole che il presidente Carmelo Lombardo ha bollato come continue accuse rivolte alla sua persona. L’Autorità di Bacino ha invitato il Comune di Forza d’Agrò anche a segnalare i responsabili della realizzazione della strada all’Autorità giudiziaria e a provvedere con immediatezza, attraverso opportune opere fisse, all’interdizione all’area demaniale che favorisce un utilizzo improprio del torrente come viabilità.


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