Se Cateno De Luca vince anche quando perde...: ad Alì Terme sale sul carro di Triolo
di Andrea Rifatto | oggi | POLITICA
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De Luca parlerà oggi sul risultato di Puccio
Se su Messina e altri comuni siciliani l’analisi post voto è stata più approfondita, sui centri della zona jonica il leader di Sud chiama Nord e sindaco di Taormina, Cateno De Luca, non è entrato finora nel dettaglio. Nel quadro di sintesi sugli eletti del partito (e con il sostegno dello stesso), sono stati inseriti i sindaci (tesserati) di Alì Terme, Limina e Graniti, mentre a Giardini Naxos è arrivata la sconfitta per Salvo Puccio, a Malvagna non ce l’ha fatta la candidata Rita Mungiovino sostenuta da Sud chiama Nord e a Savoca il partito non è sceso in campo. Il risultato più deludente è arrivato nella cittadina naxiota, dove la “macchina elettorale” messa in campo con la strategia delle tre liste per aggirare il sistema maggioritario e cercare di raccogliere maggiori consensi a sostegno di Puccio è stata… sorpassata dalla lista di Agatino Bosco. «È stata condotta una campagna elettorale strana - commenta il leader del partito - mi dispiace che ne abbia fatte le spese Salvo Puccio, al quale va un grande applauso». Poche parole, il resto sarà spiegato in un comizio in piazza previsto domani sera, alle 19 in piazza Abate Cacciola, durante il quale il sindaco di Taormina farà la sua analisi e si soffermerà su quella che ha definito una “sindrome anti De Luca”, scattata anche in candidati di Sud chiama Nord, compreso Puccio. Se a Limina e Graniti i rieletti sindaci Filippo Ricciardi e Carmelo Lo Monte sono tesserati “doc”, anche se le rispettive amministrazioni non possono definirsi monocolore, a far discutere è l’aver classificato come vittoria di Sud chiama Nord quella di Alì Terme. Se è pur vero che il nuovo sindaco Alessandro Triolo è tesserato con il partito, De Luca sosteneva ufficialmente la compagine di Tommaso Micalizzi, suo legale di fiducia caduto con la sfiducia a novembre, che aveva anche il simbolo inserito in quello della lista civica. Il tentativo del leader di salire sul carro del vincitore ha irritato non poco i componenti della squadra del sindaco Triolo, dopo una campagna elettorale in cui si è speso a favore di Micalizzi, che non accettano “intrusioni” e presenze “ingombranti” nell’attività di governo, ma soprattutto che si faccia passare il messaggio che il progetto è risultato vincente con il sostegno di Sud chiama Nord. «Le liti in famiglia fanno male a tutti - aveva detto Cateno De Luca il 14 maggio ad Alì Terme in un comizio-siparietto - siamo qui per ribadire che Sud chiama Nord è con Tommaso Micalizzi. Se l’Amministrazione uscente ha lavorato bene c’è un dovere e un interesse a garantire continuità amministrativa, che significa votare per chi ha lavorato bene, se ha lavorato bene, e non interrompere un percorso per evitare che un azzeramento rallenti l’azione amministrativa». Un chiaro endorsement a sostegno di Micalizzi, mentre a Triolo è stato rimproverato di non aver voluto ricomporre il quadro e di non aver inserito il simbolo all’interno di quello della compagine civica. Ma adesso la “bandierina" è stata messa anche su Alì Terme, si vedrà con quali conseguenze. 














