Scuole chiuse in extremis a Santa Teresa, è scontro al vetriolo tra Veri e Lo Giudice
di Andrea Rifatto | oggi | POLITICA
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Lo Giudice e Veri in aula
Non si placa lo scontro politico sul caso della chiusura della scuole di Santa Teresa di Riva, ordinata mercoledì scorso dal sindaco Danilo Lo Giudice, a causa del maltempo, pochi minuti prima dell’ingresso in aula. La questione è arrivata in Consiglio comunale, sollevata dal consigliere indipendente Santino Veri. «A Furci Siculo il sindaco ha comunicato la chiusura delle scuole la sera prima intorno alle 23.30 - ha esordito - cos’è un indovino? Il colonnello Giuliacci? No. Non è un indovino e non è nemmeno un meteorologo. E un sindaco che si è dotato di un sistema di supporto professionale, con persone competenti in grado di monitorare l'evoluzione del maltempo in tempo reale, valutare le caratteristiche del territorio e fornire indicazioni utili per decidere come intervenire. Se e vero che la circolare del Dipartimento regionale della Protezione civile prevede determinate procedure in base ai livelli di allerta, è altrettanto vero che il codice colore non può diventare una scusa per ignorare quello che sta succedendo sul territorio. Le procedure devono essere applicate tenendo conto delle condizioni effettive e delle criticità locali. Ed è in questo passaggio che conoscere il territorio fa la differenza. Davanti una situazione meteorologica potenzialmente pericolosa, non basta leggere un bollettino e mettersi l'anima in pace - ha contestato Veri al primo cittadino - ma bisogna seguire l'evoluzione dei fenomeni, controllare le zone più a rischio, coinvolgere le strutture operative e, quando necessario, attivare il Centro operativo comunale. Anche con l’allerta meteo gialla. La chiusura delle scuole dovrebbe proteggere gli studenti, non esporli a nuovi rischi a causa di una comunicazione tardiva. Il sindaco è l'autorità locale di protezione civile e il ruolo di protezione e allertamento non si può esaurire con un post sui social all'ultimo minuto, solo per dimostrare di aver fatto qualcosa - ha proseguito Veri - è necessario valutare un sistema di monitoraggio più efficace, avvalersi di competenze meteorologiche specialistiche e migliorare le procedure di comunicazione con le scuole e le famiglie, affinché episodi simili non si ripetano. La sicurezza non si improvvisa e amministrare non significa aspettare che succeda il caos per poi correre ai ripari. I ragazzi non sono pacchi da lasciare in giro e le famiglie non sono comparse. Ci vogliono competenza, organizzazione e un'amministrazione presente. Il resto sono scuse». Immediata la replica di Lo Giudice: «Lei si è calato troppo nel ruolo di candidato sindaco e la sua è una speculazione politica - ha ribattuto il sindaco al consigliere - non agisce nell’interesse dei cittadini e degli studenti, ma per accaparrarsi il consenso della gente. A Furci Siculo le scuole sono state chiuse la sera prima perché c’era il lungomare totalmente allagato e si era verificata una frana a Grotte, una situazione potenzialmente pericolosa che ha portato il sindaco ad assumere una scelta legittima. Io ho fatto quello che ho ritenuto più opportuno, ho monitorato le telecamere e chiesto informazioni fino a mezzanotte e non c’erano situazioni di pericolo. Se lei è così attento e conoscitore del territorio, perchè ad esempio non mi ha telefonato la sera per chiedere se stessi valutando di chiudere le scuole o di assumere altre decisioni? Perchè pubblica il post su Facebook alle 9 del mattino quando non c’è più nulla da fare? La dimostrazione che fa speculazione politica è il fatto che abbia attaccato la vicesindaca che non ha competenza sulla chiusura delle scuole. Ero fuori, alle 5.45 mi sono svegliato e ho presto atto la situazione - ha proseguito il primo cittadino - e seppur con l’allerta gialla non fossi tenuto a chiudere le scuole, che chiudiamo sempre con allerta arancione, ho assunto la decisione alle 7.30 quando è arrivato il cataclisma. Mi è dispiaciuto farlo a quell’ora, è chiaro che c’è stato un disagio ma ho ritenuto fosse la soluzione giusta. I licei hanno consentito comunque agli studenti di entrare e ripararsi. È vergognoso fare campagna elettorale davanti queste situazioni».













