Martedì 23 Luglio 2024
Contestato nuovamente l'affidamento per sollecitare la conclusione della gara rifiuti


Savoca, la minoranza torna alla carica sull'incarico legale: "Non può essere pagato"

di Andrea Rifatto | 24/05/2021 | POLITICA

1029 Lettori unici

I consiglieri di minoranza

Tornano alla carica i consiglieri di minoranza di Savoca sull’incarico legale affidato due mesi fa dal Comune all’avvocato Salvatore Gentile, per sollecitare agli enti competenti la conclusione della gara d’appalto per l’affidamento del nuovo servizio di raccolta rifiuti e scongiurare l’emergenza nel passaggio dalla gestione Ato Me4 e quella Srr. Dopo aver contestato e ritenuto inutile e dispendiosa la nomina del professionista, per una spesa di 2mila 413 euro suddivisa in parti uguali tra i Comuni di Savoca, Sant’Alessio Siculo, Forza d’Agrò, Casalvecchio Siculo e Antillo, adesso l’opposizione ha scritto al responsabile dell’Area Amministrativa, Luciano Saglimbeni, chiedendo di non avviare la procedura di liquidazione del compenso al professionista o di sospenderla immediatamente qualora fosse già stata avviata. In caso contrario, il gruppo si dice pronto ad inviare tutti gli atti alla Corte dei conti.  Secondo i consiglieri Giuseppe Muscolino, Adele Trimarchi e Giuseppe Meesa, le spettanze non possono essere pagate in quanto non è stato stipulato il contratto d’opera intellettuale al momento del conferimento dell’incarico, come messo nero su bianco da Saglimbeni nella risposta alla richiesta di atti inoltrata dal gruppo di minoranza. 

“L’avvocato Gentile ha dato esecuzione all’incarico legale in assenza di un valido titolo contrattuale, stante la mancanza del requisito di forma prescritto dalla legge a pena di nullità assoluta - evidenziano i tre consiglieri - e dall’analisi della documentazione sorge più di una perplessità anche in ordine alla tempistica di affidamento dell’incarico e di esecuzione (senza titolo) dello stesso, posto che l’atto di diffida e messa in mora risulta inviato il giorno stesso (10 marzo) dell’emanazione della determina di affidamento e supponendo che quest’ultima sia stata emanata alle ore 8, orario di apertura dell’Ufficio, l’incarico è stato eseguito con fulminea prontezza a distanza di sole due ore e quaranta minuti, atteso che l’atto di diffida e messa in mora è stato inoltrato dal professionista alle competenti Amministrazioni alle ore 10:40. Se si tiene presente che la delibera di Giunta con la quale sono stati stanziati 2mila 500 euro per l’incarico è stata emanata solo il giorno prima dell’affidamento, non si comprende come il responsabile dell’Area Amministrativa abbia potuto effettuare in così poco tempo l’indagine di mercato di cui dà atto nella determina di affidamento - conclude la minoranza - indagine che deve essere espletata mediante consultazione di altri professionisti, acquisizione dei preventivi di spesa e comparazione degli stessi, così come imposto dalla legge e come ritenuto obbligatorio dal costante orientamento della magistratura contabile”.


COMMENTI

Non ci sono ancora commenti, puoi essere il primo.

Lascia il tuo commento

Dichiaro di aver preso visione dell'informativa privacy ai sensi del D.Lgs. n. 196/2003.