Martedì 24 Febbraio 2026
La consigliera indipendente Cristina Sterrantino evidenzia l'esistenza di anomalie


Savoca, il Prg fa ancora discutere: sollevati conflitti di interesse e incompatibilità

di Andrea Rifatto | oggi | POLITICA

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La nuova pianificazione urbanistica

Continua a far discutere la deliberazione di presa d’atto del Piano regolatore di Savoca, approvata il 26 gennaio dal Consiglio comunale. In aula i consiglieri di minoranza Giuseppe Muscolino, Giuseppe Meesa, Adele Trimarchi e l’indipendente Cristina Sterrantino hanno dichiarato di trovarsi in condizione di incompatibilità-conflitto di interessi e si sono astenuti dal partecipare alla discussione e alla votazione, mentre i sei di maggioranza, tramite una dichiarazione di voto letta dal capogruppo Sergio Trimarchi, hanno affermato di essere compatibili e non hanno ritenuto di presentare dichiarazioni scritte di incompatibilità. La consigliera Sterrantino, però, nell’ultima seduta ha sollevato il caso, contestando innanzitutto l’accusa rivolta dal sindaco Massimo Stracuzzi agli assenti di non essersi voluti assumere la responsabilità di partecipare al voto e rilevando come tra le osservazioni presentate nel 2020 al Prg ve ne sia una di uno stretto familiare della presidente del Consiglio Marica Piazza, accolta dal progettista in quanto chiedeva il mantenimento di una zona B già prevista nel Programma di Fabbricazione. Secondo la consigliera indipendente, però, non sarebbe stato applicato correttamente l’articolo 78 del Testo unico enti locali, che impone agli amministratori di astenersi dal prendere parte alla discussione ed alla votazione di delibere riguardanti interessi propri o di loro parenti o affini sino al quarto grado. «La mia mancata partecipazione alla discussione e alla presa d'atto non è stata una scelta politica né personale - ha esordito in aula Sterrantino - è stata una decisione obbligata, assunta nel pieno rispetto della legge e dei principi che guidano il mio mandato. Nel corso della fase di consultazione degli atti ho rilevato significative criticità procedurali che, indipendentemente dalla mia posizione personale, non mi avrebbero consentito di esprimere voto favorevole. Il ruolo di consigliere impone coerenza, trasparenza e tutela dell'interesse pubblico e quando emergono dubbi sulla correttezza e regolarità di un iter amministrativo, il dovere non è adeguarsi, ma chiedere chiarimenti e se necessario pretendere risposte nell'interesse del cittadino. È paradossale che venga attribuita mancanza di responsabilità a chi ha dichiarato la propria incompatibilità nel rispetto della legge - ha evidenziato - mentre non si rileva analoga assunzione di responsabilità da parte di chi non ha formalizzato la propria posizione prima di votare. La responsabilità istituzionale si esercita con atti formali e trasparenti, non con affermazioni politiche. Quando si interviene sulla pianificazione urbanistica si incide in modo strutturale sul territorio e sulla vita dei cittadini e ogni passaggio deve essere formalmente e sostanzialmente ineccepibile». Il capogruppo Trimarchi ha ribadito che il gruppo di maggioranza non ha compiuto alcun abuso: «Purtroppo si ha difficoltà a comprendere che era una presa atto e pertanto non si approvava il Prg - ha rimarcato - invito la consigliera Sterrantino a guardare le delibere di presa atto anche di altri comuni nonché lo schema di presa atto del Dipartimento regionale competente».

Sterrantino ha poi ritenuto «particolarmente grave che le accuse nei miei confronti e nei confronti di altri consiglieri siano state formulate durante la nostra assenza dall'aula, senza alcuna possibilità di replica - ha proseguito nel suo intervento - siamo stati accusati di irresponsabilità solo per aver rispettato la legge e di ostruzionismo per aver esercitato il nostro mandato di controllo politico-amministrativo, con l'argomentazione che il Piano regolatore rappresenterebbe un atto utile e necessario per la programmazione del territorio. Nessuno mette in discussione l'importanza di uno strumento urbanistico per la pianificazione territoriale; ciò che è in discussione è il rispetto della legge, delle procedure e delle regole che garantiscono la legittimità di quell'atto. Non è accettabile che l'adempimento di un obbligo normativo venga strumentalizzato pubblicamente per delegittimare politicamente chi lo ha rispettato. II confronto può e deve essere anche duro sul piano politico, ma non può trasformarsi in una narrazione pubblica distorta dei fatti». La consigliera comunale ha quindi invitato la presidente del Consiglio, «quale garante del corretto svolgimento dei lavori e nel rispetto del regolamento affinché ciò che è avvenuto durante la seduta del consiglio del 26 gennaio non si verifichi più, in quanto aveva il dovere di richiamare all'ordine e interrompere interventi contenenti accuse personali rivolte a consiglieri non presenti in aula. II mancato intervento ha rappresentato una carenza nell'esercizio della funzione di garanzia che il ruolo impone».


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