Sabato 28 Marzo 2026
Approvato il Previsionale 2026-2028. La minoranza chiede di "restituire" le tasse


Sant'Alessio verso l’uscita dal predissesto, sì al bilancio per aprire un nuovo corso

di Andrea Rifatto | oggi | POLITICA

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La seduta consiliare

Via libera dal Consiglio comunale di Sant’Alessio Siculo al bilancio di previsione 2026-2028. Lo strumento finanziario, che nell’anno in corso prevede entrate e uscite per 24,9 milioni di euro, ha incassato cinque voti favorevoli dalla maggioranza e due astensioni dall’opposizione, con l’assenza dei capigruppo Giovanni Saccà e Tina Cannavò. «Per la prima volta approviamo il bilancio nei termini di legge - ha evidenziato il sindaco Domenico Aliberti - e per il nostro comune è un segno importante. Questo Previsionale, ma in particolare il Consuntivo 2025 che quanto prima porteremo in Consiglio, rappresentano di fatto la chiusura del Piano di riequilibrio che per dieci anni ha bloccato il nostro ente. L’opera di risanamento è stata avviata dalla precedente Amministrazione, noi l’abbiamo continuata e portata a termine - ha proseguito - e uscendo dal predissesto il Comune si libererà da numerosi vincoli e si potrà amministrare e guardare al futuro in modo più sereno». Il primo cittadino, che detiene la delega al Bilancio e ricopre anche il ruolo di responsabile dell’Area Economico-Finanziaria, oltre che dell’Ufficio tecnico, ha ringraziato il consulente Giuseppe Sapienza per l’immane lavoro svolto che ha consentito di approvare quattro bilanci in nove mesi: «Come criticità abbiamo un Fondo crediti dubbia esigibilità alto - ha ricordato - c’è un ritardo nella riscossione del canone idrico ma agiremo quanto prima perchè così non possiamo continuare, bisogna cambiare la bollettazione prevedendo almeno un acconto. L’opera di recupero dell’evasione è in atto, molte criticità passate sono state superate e siamo nelle condizioni di operare serenamente». Per la Corte dei conti «il Comune «sarebbe riuscito comunque a ridurre la massa passiva mantenendo una situazione finanziaria stabile, comprovata da un saldo di parte disponibile del risultato di amministrazione di segno positivo dal 2017 in poi».

Dalla minoranza il consigliere Giuseppe Riggio ha chiesto all’Amministrazione comunale di restituire ai cittadini le somme in più che hanno pagato in questi dieci anni, senza spenderle per altre attività ma usandole per abbassare la tassa rifiuti e il canone idrico: «Il Comune ha sostenuto i costi dei servizi attingendo dalle risorse dei cittadini virtuosi - ha detto - che hanno pagato anche per coloro che non l’hanno fatto, mentre perde in media 200.000 euro l’anno di incasso Imu a causa delle residenze fittizie, visto che ci sono 180 abitazioni esonerate come prima casa: è un danno che il Comune fa a sè stesso e all’Erario». Il vicesindaco Giovanni Foti ha condiviso la necessità di alleviare la pressione fiscale sui cittadini che in questi anni si sono sobbarcati costi aggiuntivi e in merito all’evasione del canone idrico ha suggerito di procedere con la chiusura dei contatori delle utenze non commerciali, operazione che era iniziata durante la sua legislatura da sindaci, perchè le somme si prescrivono in due anni. «Con il consuntivo 2025 chiuderemo il Piano di riequilibrio - ha ricordato Foti - e potremo aprire il nuovo corso dell’Amministrazione».


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