Venerdì 23 Febbraio 2024
Dopo lo stop in Consiglio, il sindaco prova a riallacciare i fili con la coalizione


Sant’Alessio, Foti alla ricerca della maggioranza perduta: contatti aperti su più fronti

di Andrea Rifatto | 05/10/2020 | POLITICA

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La coalizione vincente del 2017

Sono ormai dieci mesi che l’Amministrazione comunale di Sant’Alessio tira a campare in Consiglio, dopo la crisi del dicembre 2019 seguita da un rimpasto in Giunta che però non ha risolto i problemi interni alla maggioranza del sindaco Giovanni Foti. Lo “choc” dell’ultima seduta consiliare, che ha visto la bocciatura del Rendiconto 2019 con quattro voti favorevoli e quattro contrari, ha dimostrato ancora una volta che il gruppo “Vince Sant’Alessio” non riesca a garantire i numeri, visto che può contare solo su quattro presenze certe, quelle del presidente Domenico Aliberti e dei consiglieri Saro Trischitta, Natale Ferlito e Alessio Fichera, mentre Giovanni Saccà si trova spesso fuori sede per lavoro, Giuseppe Pasquale si è ritirato sull’Aventino dopo l’estromissione dalla Giunta e Nino Lo Monaco da dicembre è indipendente e proprio sul bilancio ha votato contro l’Amministrazione. Il pallino è sempre nelle mani del primo cittadino, che deluso dalla débâcle in Aula si è chiesto se la fuoriuscita di Lo Monaco dalla maggioranza e il voto contrario sul Rendiconto corrispondano alle posizioni del suo gruppo politico, “ViviAmo Sant’Alessio”, che fa capo all’ex vicesindaco Franco Santoro, chiedendo risposte a quest’ultimo per provare a ricostruire la coalizione e recuperare i numeri in Consiglio. Il riscontro che non si è fatto attendere: “A dicembre 2019 il sindaco in piena autonomia ha deciso di sciogliere la giunta di cui facevo parte come vicesindaco e ha nominato la nuova giunta lasciando vacante un posto di assessore con la delega di vicesindaco - ha ricordato Santoro - poi a gennaio ci siamo incontrati e alla sua domanda sulla mia disponibilità a riprendere il ruolo, ho risposto affermativamente senza porre alcuna condizione. Ancor oggi sono in attesa delle sue decisioni - ha spiegato l’ex vicesindaco - é il sindaco ad effettuare le nomine e non un privato cittadino ad autonominarsi. Pertanto Foti non invochi risposte da me o dal gruppo ‘ViviAmo Sant’Alessio’ (con cui ha stretto un patto politico che, a quanto pare, oggi forte della sua maggioranza ripudia). Provi a darsele da solo e in coscienza, se ci riesce”. 

A gettare acqua sul fuoco è il presidente del Consiglio, Domenico Aliberti: “La disponibilità a riprendere il dialogo c’è sempre stata e c’è ancora - ha detto a Santoro - l’unica cosa che ti viene chiesta è un confronto con tutta la maggioranza e non solo con il sindaco, ricordo che l’ultima volta che hai partecipato ad una riunione te ne sei andato sbattendo la porta. Abbiamo cominciato assieme questo mandato e siamo ancora in tempo a riallacciare i fili”. Disponibilità al dialogo confermata anche da Giovanni Foti, che nel frattempo sta provando a recuperare anche Giuseppe Pasquale: venerdì sera il gruppo di maggioranza si è incontrato proprio a tale scopo ma non si è arrivati ad una soluzione. Se Foti e Santoro ricomporranno la frattura, “ViviAmo Sant’Alessio” potrebbe riottenere la vicesindacatura ma non è escluso chieda anche un altro assessorato per avere due pedine in Giunta, come è stato fino allo scorso dicembre fino alle dimissioni dell'assessore Alessandra Marisca, per far completare a Foti gli ultimi 20 mesi di legislatura senza patemi. Sulla vicenda politica si registra anche il commento dell’ex assessore Pina Basile, dimessasi nel 2018 dopo appena un anno dalla nomina: “Avete contribuito con il vostro gruppo a demolire questo paese, vi consiglio un grande ‘mea culpa’ e dopo un bel pianto liberatorio - ha detto rivolgendosi al gruppo ‘ViviAmo Sant’Alessio’ - quanti litigi, quanti bocconi amari, prima delle elezioni fui zittita e ammonita, ovviamente tutti zitti e andiamo avanti per la vittoria, le premesse di poca condivisione già si respiravano ma riusciamo a vincere con appena 40 voti di scarto ma felici del risultato (e con tanti sassolini nelle scarpe). Hanno preteso e pretendevano ruoli che politicamente e parlando con i numeri in mano non gli appartenevano - ha aggiunto - Santoro è stato vicesindaco solo per un accordo politico, non sicuramente per i voti dei cittadini (tutto il gruppo ha preso solo un centinaio di voti) e non hanno mai voluto fare gruppo, loro che si vantavano come sedicenti rappresentanti dell’innovazione, del progresso, di tutto, mentre io definirei i loro atteggiamenti di arrogante ostentazione”.

Più informazioni: crisi politica sant'alessio  


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