Mercoledì 28 Ottobre 2020
Il Consiglio rinvia l'approvazione del Regolamento. La minoranza: 'Troppe lacune'


S. Teresa di Riva. Lavori di utilità collettiva, tutto da rifare

di Andrea Rifatto | 10/06/2015 | POLITICA

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Il Consiglio comunale riunitosi ieri

Slitta alla prossima seduta l’approvazione da parte del Consiglio comunale di S. Teresa di Riva del Regolamento per le prestazioni di lavori di utilità collettiva (Luc) finalizzate all’esenzione parziale o totale dei tributi e delle tariffe comunali. Il civico consesso (assenti Naccari, Rigano e Ferraro tra la maggioranza, Trimarchi e Brancato per la minoranza), riunitosi nei locali dell'ex municipio, ha deciso di rinviare il via al libera al documento su proposta del gruppo “Citta Libera”, che ha mosso diversi appunti al Regolamento approdato in aula, composto da 14 articoli finalizzati a regolare le modalità di accesso ai benefici previsti dal Comune in favore di soggetti e nuclei familiari in situazioni di disagio economico tali da impedire il pagamento dei tributi. “Rileviamo troppe carenze nella stesura attuale – ha evidenziato il capogruppo di minoranza Antonio Di Ciuccio – e considerato che finalmente dopo tre anni questa amministrazione ha accolto il nostro invito a aiutare le fasce più deboli della popolazione, non vorremmo essere costretti ad esprimere voto contrario sull’argomento”. Anche il sindaco Cateno De Luca, che ha sottolineato come l’idea dei lavori di utilità collettiva sia stata apprezzata da professionisti nazionali e che la facoltà di Economia e Commercio dell’Università di Messina ha chiesto di poter studiare l’iniziativa, ha rilevato diverse incongruenze rispetto a quanto da lui redatto: “Il testo da me predisposto non corrisponde a quello su cui stiamo discutendo – ha dichiarato in aula rivolgendosi stizzito alla segretaria comunale Rossana Giorgianni – e confermo che diversi passaggi vanno modificati e alcun articoli cancellati”. In particolare i consiglieri Sebastiano Pinto e Antonio Di Ciuccio hanno fatto notare come nella bozza sottoposta al Consiglio non fosse specificato un tetto massimo al reddito Isee per poter accedere ai lavori di utilità pubblica, né i singoli settori comunali dovrà potranno essere svolti e se tutte le imposte e le tariffe comunali potranno essere soggette ad esenzione totale o parziale. Dubbi anche sulla possibilità che i benefici possano essere estesi ai soggetti non residenti a S. Teresa di Riva ma proprietari di immobili: “Non possiamo farci carico del disagio di chi non risiede nel nostro comune – ha rilevato Di Ciuccio - per cui propongo di eliminare questo articolo”. Giudicata non attuabile, invece, la proposta del consigliere indipendente Santino Veri, che suggeriva di concedere a quanti aderiranno ai Luc anche un contributo economico. Il civico consesso ha così approvato all’unanimità la proposta dell’opposizione di ritirare il Regolamento per le prestazioni di lavori di utilità collettiva così come arrivato in aula, decidendo di riproporlo nella prossima seduta con le dovute modifiche.


COMMENTI

G.Massimo Cicala | il 11/06/2015 alle 17:19:00

Fatta salva la libertà di cronaca, è bello cominciare a "rifare" un po' di politica a S.Teresa perchè la controparte di "Città Libera" vorremmo considerarla da sempre l'altra metà del cielo. Ultimamente ridotto a un quarto. Con gli amici Pinto e Di Ciuccio, non senza l'apporto di Santino Veri, Indipendente, ieri avrà notato, Andrea, una decina di persone "normali" a lavorare gomito a gomito ad una iniziativa di vero e concreto welfare "made in S.Teresa", e apprezzato anche fuori, indipendentemente dal colore della genesi. Ogni regolamento ha i suoi vulnus, e le oneste aperture ai consigli di Città libera non vorrebbero sminuire l'opera di volontà amministrativa e politica che c'è stata dietro, e che mai nessun altro ci aveva sinora pensato, scusi ma c'è da dirlo. Il nostro Sindaco, infine, non credo sia mai stato "stizzito" nei confronti di chicchessìa, negli scambi di martedì sera. Il limite per l'accesso, il veto ai "rimborsi", i dimoranti più che i residenti, il certificato di sana e robusta costituzione, il buttare sul piatto le "simulazioni" nel prossimo incontro, è stato un sereno, pacato effetto di una delle poche concertazioni politiche di questa legislatura. Sempre imho.

Pippo Sturiale | il 12/06/2015 alle 15:49:31

Concordo con Massimo. Le campagne elettorali durano 45 giorni, per il resto si amministra tutti insieme, nel proprio ruolo, per i bene del paese. Questo vuole il cittadino che non ama il "teatro comunale", ma l'altro teatro.

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