Martedì 05 Luglio 2022
Il sindaco potrebbe attuare la strategia di De Luca nel 2017 aggirando la legge elettorale


S. Teresa, Lo Giudice e l'idea della seconda lista: una stortura per tentare il colpaccio

di Andrea Rifatto | 22/01/2022 | POLITICA

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La ricetta deluchiana non ha però finora funzionato

L’idea balena in testa all’attuale sindaco da un po’ di tempo e con l’avvicinarsi della competizione sta divenendo sempre più una soluzione tenuta in considerazione, se non quasi una certezza: creare due liste elettorali anzichè soltanto una. È il progetto che sta studiando il primo cittadino di Santa Teresa di Riva, Danilo Lo Giudice, in vista del ritorno alle urne per il rinnovo degli organi comunali, previsto in primavera a meno di rinvii legati all’emergenza pandemica. Il sindaco sarà in campo per cercare la riconferma dopo il primo mandato, come ammette lui stesso sgombrando il campo da voci che a suo dire non lo vedrebbero ricandidato: “I miei avversari dicono che non mi candido, forse così aggregano di più visto che sono tutti contro di me, Partito democratico, Movimento Cinque Stelle e Lega, decisi a farci fuori in un colpo solo. Noi - commenta - faremo la nostra parte con una, forse due liste, non perchè vogliamo prendere maggioranza e opposizione, ma se abbiamo un numero di persone che si vogliono candidare che ci consente di esprimere due liste, ci sottoporremo al giudizio democratico della gente”. Dunque vi è ufficialmente la possibilità che la compagine di maggioranza si presenti agli elettori “sdoppiata” in due schieramenti elettorali. Una strategia già attuata nel 2012 a Fiumedinisi e nel 2017 a Santa Teresa, ma fallita in entrambi i casi. A distanza di cinque anni quel piano viene tirato nuovamente fuori, nonostante si tratti di una stortura attuata per riuscire ad aggirare la legge elettorale, visto che nella cittadina jonica si va alle urne con il sistema maggioritario e la normativa consente al candidato sindaco di avere una sola lista collegata.

Lo Giudice dovrebbe quindi individuare un altro aspirante primo cittadino che sappia già di non avere chance ma sia disponibile a sacrificarsi (e vi sarebbe un persona a lui vicina pronta a farlo) per una candidatura di facciata: a quel punto agli elettori verrebbero date indicazioni per votare i componenti della seconda lista ma il candidato sindaco della prima, ossia Danilo Lo Giudice, per raccogliere maggiore consenso in paese provando magari a spaccare le opposizioni. La volta scorsa il sindaco uscente Cateno De Luca stabilì di mettere in campo due liste, quella principale con candidato Lo Giudice e un secondo schieramento, denominato “Oltre De Luca”, con lui stesso ricandidato sindaco: il tentativo di conquistare maggioranza e minoranza, però, non andò a buon fine, anche se De Luca con la sua lista ottenne comunque quasi 1.000 voti. A spoglio concluso l’attuale sindaco di Messina si infuriò con alcuni candidati di punta della lista di Lo Giudice per aver cercato il risultato personale anzichè far confluire i 500 voti mancanti all’altra compagine per attuare il colpaccio e occupare l’intero Consiglio comunale: all’opposizione, infatti, andò il gruppo guidato da Antonio Scarcella. Adesso quella sottile ma distorta strategia potrebbe essere riproposta per non correre rischi e allargare la base elettorale ottenendo maggiore consenso in paese.

Più informazioni: elezioni santa teresa 2022  


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