Martedì 20 Ottobre 2020
I terreni (tra cui due di fronte casa del sindaco) non sarebbero gestibili dall'Ente


S. Teresa, il Comune vuole vendere aree di verde pubblico ai privati: il Consiglio dice no

di Andrea Rifatto | 04/07/2020 | POLITICA

1305 Lettori unici

Alcune particelle di terreno nel complesso "Glauco"

Vendere alcune aree pubbliche destinate a verde, cedute in passato al Comune dopo la realizzazione di piani di lottizzazione, perchè l’Ente non riuscirebbe a curarle e mantenerle sicure. È ciò che aveva pianificato l’Amministrazione comunale di Santa Teresa all’interno del piano delle alienazioni e valorizzazioni del patrimonio immobiliare, giunto in Consiglio per il via libera definitivo. L’Aula, dopo le perplessità di alcuni consiglieri, ha però stoppato l’operazione e con il voto favorevole della maggioranza assente (Rosario Pasquale) ha stralciato questi terreni dalla delibera, con l’astensione del consigliere Antonio Scarcella di minoranza (assente nell'opposizione Lucia Sansone e Carmelo Casablanca) che ha poi votato contrario sull’intero atto. Nel documento, oltre agli alloggi popolari ex Iacp di via Fiorentino e via Coletta, la Giunta aveva inserito su proposta del sindaco Danilo Lo Giudice anche due particelle di terreno ricadenti all’interno della cooperativa “Massarenti” per un totale di 819 metri quadrati e otto particelle nella cooperativa “Glauco”, sulla Panoramica, per 1.584 mq, di cui due di fronte l’abitazione del sindaco. Aree cedute al Comune dopo la realizzazione dei complessi di edilizia convenzionata per essere destinate alla collettività ma che secondo l’Ufficio tecnico, come relazionato dall’arch. Natale Coppolino, “risultano incolte e durante il periodo estivo creano uno stato di pericolo per incendi e per la presenza di animali”. Nella delibera si specificava che “la vendita, da attuare con procedura pubblica, è stata richiesta dai soci delle cooperative allo scopo di valorizzare le aree circostanti i loro edifici”. Una procedura che non ha convinto tutti i consiglieri, soprattutto quelli di opposizione.

“Le aree consegnate al Comune dopo le lottizzazioni hanno destinazione di pubblica utilità - ha detto il consigliere di minoranza Scarcella - ma a mio parere qui facciamo gli interessi dei privati e dunque questa alienazione non può essere fatta. Avrei gradito comunque che ci fosse in aula qualcuno dell’Ufficio tecnico per illustrate la proposta”. Perplessità sulla modifica della destinazione di verde pubblico sono state espresse anche dalla collega di maggioranza Anna Dominici, mentre dall’opposizione Giuseppe Migliastro, che al momento del voto è uscito all’aula in quanto un familiare è proprietario di un alloggio popolare che il Comune ha messo in vendita, ha evidenziato come “si tratta di aree cedute per pubblica utilità che tutti i cittadini hanno diritto di fruire ed è compito del Comune tenerle sicure e fruibili”, sotolineando anche come sarebbe stato il caso che la proposta non fosse firmata dal sindaco visto che è proprietario di immobile nella cooperativa “Glauco” e per questo motivo portatore di interessi. “Sgombro subito il campo da equivoci - ha replicato Danilo Lo Giudice - non sono interessato a quelle aree e non ho fatto richiesta di acquistarle. Si trovano comunque in assoluto degrado e il Comune deve spendere dei soldi per mantenerle sicure e anche se vendute ai privati rimarrebbero destinate a verde”. Per adesso, invece, rimarranno di proprietà comunale, anche se per il capogruppo di maggioranza Dario Miano, che dopo una sospensione di alcuni minuti della seduta ha proposto lo stralcio delle particella della "Massarenti" e della "Glauco" della delibera poi votato dalla maggioranza, “sono un danno per il Comune e vendendole si può fare cassa realizzando altre opere”. Nel frattempo basterebbe organizzarsi e mantenerle fruibili in sicurezza per tutta la collettività.

Più informazioni: terreni occupati s. teresa  


COMMENTI

Non ci sono ancora commenti, puoi essere il primo.

Lascia il tuo commento

Dichiaro di aver preso visione dell'informativa privacy ai sensi del D.Lgs. n. 196/2003.