Giovedì 23 Aprile 2026
Piena crisi politica: Lombardo respinge e va avanti, la minoranza vota ma esclude accordi


Roccalumera, sindaco senza maggioranza dopo la "sfiducia" di tre consigliere: "Si dimetta"

di Andrea Rifatto | oggi | POLITICA

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La consigliera Saccà ha attaccato Lombardo

Un sindaco senza maggioranza, un Comune in dissesto finanziario e un futuro incerto. È lo scenario attuale a Roccalumera, dove la crisi politica nell’Amministrazione comunale del sindaco Giuseppe Lombardo ha raggiunto un punto di non ritorno. Nell’ultima seduta di Consiglio, durante la discussione della ratifica di una variazione di bilancio già approvata dalla giunta per adeguare alcuni capitoli, le consigliere Simona Saccà, Antonella Garufi e Claudia Gugliotta si sono astenute facendo mancare i numeri alla maggioranza, con la delibera approvata con otto voti grazie ai quattro della minoranza, e hanno chiesto le dimissioni del sindaco. «Da troppo tempo assistiamo ad un metodo di governo che esclude, accentra e non condivide - ha detto in aula Saccà anche a nome delle colleghe - noi e l’intero Consiglio veniamo convocati per ratificare decisioni già prese, senza essere messi nelle condizioni di comprenderle, discuterle e modificarle. Un’Amministrazione che procede senza confronto, che si rifugia nell’urgenza, che non costruisce condivisione e che si indebolisce giorno dopo giorno - ha proseguito - la gestione monocratica ha prodotto una paralisi che dura ormai da più di due anni, l’ente versa in una condizione di totale ingessatura, la macchina amministrativa è ferma, priva di guida, ridotta a galleggiare gestendo esclusivamente l’ordinario attraverso la precaria formula dell’urgenza». Un malessere manifestato anche dal vicesindaco Antonio Garufi e dall’assessore Natia Basile, che negli ultimi mesi hanno assunto una posizione distante da quella del sindaco. Le tre consigliere hanno spiegato di non votare a favore per la mancata condivisione del metodo ma neanche contro per non bloccare l’ente, sottolineando che l’astensione non è un gesto “neutro” ma un atto politico: «Prendiamo atto del silenzio del gruppo di minoranza, vogliamo essere chiari e indipendentemente dal voto e dalla posizione che l’opposizione deciderà di assumere, c’è un dato politico oggi cristallizzato e insuperabile: la nostra scelta di non sostenere questo atto certifica ufficialmente che non esiste più una maggioranza politica a sostegno dell’Amministrazione - hanno rimarcato - che non ha più i numeri ed è giunta al capolinea. Il sindaco compia l’unico atto di responsabilità istituzionale rimasto: rassegni le dimissioni, perché il fatto che venga salvato o meno da voti esterni o assenze strategiche non cambia la sostanza politica. La compagine votata dai cittadini di Roccalumera si è frantumata». 

Il sindaco: “Non mi dimetto, ho avuto un mandato dal popolo”
Immediata la replica di Lombardo: «Una variazione di bilancio tecnica senza aspetti politici - ha detto - l’unico metodo che l’Amministrazione ha utilizzato è stato quello di ripianare la situazione finanziaria trovata e da quando ci siamo insediati si è tirata una linea con quello che abbiamo ereditato e abbiamo lavorato tutti per far pagare quello che ci è stato lasciato da pagare. Oggi abbiamo una disponibilità di cassa di 2 milioni di euro, prima c’era invece un passivo con continue anticipazioni di tesoreria, abbiamo fatto pagare a tutti i tributi, lo dimostrano i 1.458 atti di pignoramento. Respingo al mittente la richiesta di dimissioni perché non proviene dalle consigliere ma da chi non ha il coraggio di farlo liberamente - ha risposto Lombardo con un chiaro riferimento al suo vicesindaco Antonio Garufi - ho ricevuto dal popolo il mandato di mettere in ordine il Comune e lo sto facendo e se qualcuno vuole prendersi la responsabilità di bocciare il bilancio riequilibrato, non trincerandosi dietro l’astensione, farà sciogliere il Consiglio comunale. Di certo non sarò io a mandare a casa il Consiglio ma si scioglierà dopo la diffida del commissario: spero non succeda, perché deve restare in carica e bisogna avere il coraggio di bocciare o approvare, nell’interesse della collettività».

La minoranza: “Non abbiamo nessun accordo, si dimettano le tre consigliere”
«Ci coglie di sorpresa questo attacco frontale alla minoranza, definita in silenzio, ma non è un silenzio inoperoso - ha detto dai banchi dell’opposizione il consigliere Francesco Santisi - abbiamo esaminato la variazione, ci sarà occasione per esaminare il bilancio riequilibrato. Negli anni passati abbiamo spesso chiesto spiegazioni e fatto segnalazioni sui bilanci e siamo stati derisi dall’allora maggioranza, nel silenzio delle consigliere Saccà e Garufi, dell’attuale vicesindaco Garufi e dell’assessora Basile. Ora dobbiamo evitare che i cittadini patiscano ancora di più le incertezze di persone che non sono all’altezza di governare e stare in Consiglio comunale, fareste bene a dimettervi voi prima di chiedere le dimissioni del sindaco - ha detto rivolgendosi alle consigliere Saccà, Garufi e Gugliotta - finora siete state in silenzio e appena sono emersi i problemi finanziari,  che voi avete contribuito a creare, avete abbandonato la nave. Noi non saliamo sulla nave ma se è possibile vogliamo dare un contributo, se non è possibile possiamo anche andarcene a casa, ma in questo momento non si può lasciare il paese senza Amministrazione. Il Consiglio comunale è un organo democratico che deve rimanere, il vostro è un atto vile se volete che il Consiglio comunale vada a casa, in quel caso verrebbe un commissario. Vediamo quale bilancio porterà l’Amministrazione in aula. Sulla variazione siamo favorevoli perché riguarda una parte del bilancio 2026 per adeguare i dati. Siamo stati scelti per fare minoranza e qui restiamo, faremo le nostre proposte, non abbiamo accordi o inciuci con nessuno e agiamo alla luce del sole in aula - ha ribadito Santisi - il nostro obiettivo è rendere meno pesante possibile questa fase per Roccalumera, che non meritava il dissesto finanziario».


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