Roccalumera, il Consiglio evita lo scioglimento per un voto. Garufi e Basile dicono addio
di Andrea Rifatto | oggi | POLITICA
di Andrea Rifatto | oggi | POLITICA
684 Lettori unici
La seduta consiliare durata oltre cinque ore
Mancavano cinque minuti alle 23 quando il destino del Consiglio comunale di Roccalumera era appeso ad un... voto. Un sì o un no che avrebbero deciso le sorti dell’aula. La scelta è stata la prima e così l’organo di rappresentanza dei cittadini è rimasto in piedi. Un solo voto ha infatti evitato lo scioglimento al culmine della discussione sul bilancio stabilmente riequilibrato 2024-2028, durata oltre cinque ore. Il documento finalizzato a risanare l’ente dopo il dissesto finanziario dichiarato ad aprile 2024, che per legge andava adottato entro tre mesi dalla nomina dell’organismo straordinario di liquidazione, avvenuta a giugno di due anni fa, è stato infatti approvato con un margine risicato che consente però al Consiglio comunale di restare in carica. I consiglieri erano stati diffidati dal commissario ad acta Francesco Riela ad approvare la delibera entro cinque giorni, altrimenti il funzionario regionale avrebbe agito in via sostitutiva, con la conseguente applicazione della sanzione ossia la decadenza dell’organo consiliare. La delibera ha ottenuto i quattro voti dei consiglieri “superstiti” del gruppo di maggioranza, mentre le tre indipendenti Simona Saccà, Antonella Garufi e Claudia Gugliotta, che hanno abbandonato la compagine di governo il mese scorso, si sono astenute; contrari i due consiglieri di minoranza Massimo Bellomo e Tiziana Maggio, mentre hanno votato sì i colleghi del gruppo Maria Rosaria Sparacino e Francesco Santisi, che ha espresso il voto per ultimo alla votazione per chiamata nominale, dopo che il segretario comunale ha fatto presente la situazione di parità (5-5) fino a quel momento. Così la “partita” si è chiusa sul 6-5, con la minoranza che ha assunto due posizioni diverse. Votazione identica si era registrata sul Documento unico di programmazione 2024-2028. Al termine della seduta il vicesindaco Antonio Garufi e l’assessora Natia Basile, transitati a dicembre da Sud chiama Nord a Fratelli d'Italia, hanno comunicato le loro dimissioni, annunciando di protocollarle oggi in municipio, dopo mesi di contrasti con il sindaco Giuseppe Lombardo, accusato anche ieri sera di averli depotenziati nel loro operato e invitato nuovamente a dimettersi. La consigliera Claudia Gugliotta si è invece dimessa da vicepresidente del Consiglio comunale, contestando il mancato coinvolgimento nelle scelte adottate dall’Amministrazione comunale nonostante le reiterate richieste di incontro, spiegando inoltre che «il venir meno della fiducia che mi ha portato a distaccarmi dal gruppo di maggioranza mi porta per correttezza a rassegnare le dimissioni consentendo la conseguente elezione di persona scelta dalla maggioranza - ha spiegato - anche se tale decisione politica-istituzionale sottende ovviamente a ragioni propedeutiche che non mi consentono più di svolgere tale mandato, sebbene di fatto non lo abbia mai svolto non essendo stata mai coinvolta dal presidente del Consiglio nella predisposizione di qualsivoglia atto amministrativo di sua competenza». «Al di là degli aspetti politici, i rapporti personali devono restare uguali - ha esordito il sindaco Lombardo ad inizio seduta - è una proposta di bilancio sostenibile che adesso sarà esaminata dal Ministero dell’Interno e averla approvata due anni dopo il dissesto significa essere stati rapidi, ci sono Comuni che dopo 3-4 anni non hanno ancora predisposto il bilancio riequilibrato. Abbiamo una disponibilità di cassa di 2.154.175 euro e a livello contabile e finanziario il dissesto finanziario è chiuso, anche se non dal punto di vista amministrativo - ha sottolineato - perché possiamo trasferire più di quanto serve all’Osl, che ha rilevato una massa passiva di quasi 4 milioni di euro di crediti offrendo il pagamento di una somma variabile tra il 40% e il 60% dell'intero debito, e abbiamo la capacità di pagare i crediti anche per il 100%. Inoltre il Comune di Furci Siculo ci deve 383.975 euro per la gestione del depuratore, altre somme da considerare. Il bilancio stabilmente riequilibrato rappresenta il punto di ripartenza dell’ente, con i conti in ordine, e siamo diventati un comune virtuoso grazie ai sacrifici di tutti, perché è stato fatto un lavoro di squadra dal Consiglio, non da me in maniera monocratica, io ho la sola responsabilità di aver presentato le proposte». Il sindaco ha ripercorso tutti i passaggi e le misure adottate per incrementare le entrate dell’ente e far pagare chi non pagava imposte e tributi e ribadito come dichiarare il dissesto finanziario fosse purtroppo l’unica strada possibile, «con un disavanzo di 6.961.655 al 31 dicembre 2023 dinanzi al quale tutta la giunta e la maggioranza si sono assunti la responsabilità di dire che il Piano di riequilibrio pluriennale non era affrontabile», sottolineando di aver lavorato per «scoperchiare la polvere da sotto il tappeto, riportando alla luce ciò che non poteva più essere ignorato: un percorso non semplice sul piano politico, tecnico e amministrativo, guardando la situazione ereditata senza occultare criticità pregresse, anche se adesso sto pagando un costo politico che pochi hanno pagato prima di me, ma tra la politica e l’interesse pubblico quest’ultimo ha precedenza». Alla seduta consiliare erano presenti anche Alfio Spinella e Fabio Sciuto della società “Centro Studi Area Sud Srl”, che ha assistito il Comune nella redazione del bilancio riequilibrato, oltre alla responsabile dell’Area Finanziaria Rossella Rigano e al revisore dei conti Giuseppe Spartà. «Dopo giorni di confronto democratico - ha detto nel suo intervento il consigliere di minoranza Francesco Santisi, smentendo ogni voce di possibile accordo con la maggioranza - abbiamo avuto dai nostri sostenitori ampio mandato e libertà di scelta in maniera incondizionata. A prescindere dal risultato complessivo della votazione che dipenderà pure da noi ma non solo da noi, perché non abbiamo la presunzione di dire che saremo noi a decidere, sarebbe un banco di prova e di maturità in cui il Consiglio comunale, nella sua interezza, dovrebbe fare uno sforzo per mantenersi in vita, in linea con le posizioni assunte in precedenza, le cui conseguenze resteranno ormai in maniera irreversibile, non con giochetti di palazzo che allontanano sempre più i cittadini dalle istituzioni ma con scelte chiare e forti alla luce del sole. La maggioranza poteva decidere ma se si è spaccata, è un problema vostro - ha detto rivolgendosi ai banchi opposti - abbiamo pensato di venire e votare conseguentemente al vostro voto, con assunzione di responsabilità». Nessuna dichiarazione di voto, dunque, prima della chiamata nominale, chiusa con il sì dello stesso Santisi che ha salvato il Consiglio comunale roccalumerese.













