Sabato 31 Luglio 2021
Ok dal Consiglio al Rendiconto. Visioni opposte tra maggioranza e minoranza


Roccalumera, chiuso tra le polemiche il bilancio 2019: conti in rosso per 216mila euro

di Andrea Rifatto | 31/12/2020 | POLITICA

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il Consiglio si è svolto online (foto archivio)

Cala il sipario con sei mesi di ritardo sul bilancio 2019 del Comune di Roccalumera. Il Consiglio comunale (in seduta online) ha approvato il Rendiconto chiudendo la pratica ed evitando così lo scioglimento, visto il commissariamento in atto già da metà settembre. Il funzionario regionale Francesco Riela non dovrà quindi intervenire in via sostitutiva. Il consuntivo, approvato con gli otto voti favorevoli della maggioranza e i quattro contrari dell’opposizione, si chiude con entrate e uscite per 9,7 milioni di euro ma con un disavanzo di 216mila 466 euro, che fa incrementare il rosso complessivo delle casse che si trascina da alcuni anni, arrivato adesso oltre quota 1,9 milioni da ripianare entro il 2032. “Per il terzo anno consecutivo il rendiconto si approva in ritardo - ha detto il capogruppo di minoranza Rita Corrini spiegando il voto contrario - ed emergono tutte le criticità che avevamo evidenziato in sede di previsione, una pressione fiscale oltremodo elevata che ha finanziato spese spesso inutili e non ha impedito il disavanzo. Vi è un’ulteriore incremento del Fondo crediti di dubbia esigibilità, la cui quantificazione è stata oggetto di contrasti con il precedente responsabile dell’Area Finanziaria al quale si chiedeva di ridurre il fondo, nonostante tale soluzione non fosse percorribile, come attestato a consuntivo, e si continua ad assistere ad un maggiore ricorso all’anticipazione di tesoreria, aumentata di quasi 100mila euro, e all’indebitamento tramite mutui, invece di attingere a finanziamenti regionali, nazionali o europei. Il risultato di amministrazione a nostro avviso non è corretto e dubitiamo della veridicità dello stesso - ha rimarcato Corrini - e la situazione economica del Comune sta peggiorando”. Dalla maggioranza ha replicato il capogruppo Cosimo Cacciola: “Non c’è stato alcun aumento della pressione fiscale ed è falso che il rendiconto non è veritiero, altrimenti il revisore dei conti non avrebbe potuto dare parere favorevole, che attesta la corrispondenza del rendiconto alle risultanze della gestione. In caso contrario - ha evidenziato - saremmo davanti ad un falso in bilancio e i pareri non sarebbero veri, è un’affermazione grave quella della minoranza”. Secondo Cacciola nel 2019 l’attività di riscossione dei tributi è stata più lenta rispetto alle procedura di accertamento, con percentuali di incasso molto basse, ma l’Ente si è comunque attivato a recuperare l’Imu per gli anni 2012-2017 e la Tari dal 2014, tramite ingiunzioni di pagamento. Il disavanzo da 216mila 466 euro dovrà essere ripianato entro il 2023 con un quota di 72mila 155 euro da coprire ogni anno con economie di spesa, maggiori entrate o alienazioni di beni. Nel Rendiconto è inserito anche il riaccertamento dei residui attivi, da cui emerge come il Comune non abbia incassato 9,7 milioni di crediti negli ultimi dieci anni, di cui 5,5 milioni di imposte e tasse nel periodo 2008-2019. Approvati poi all’unanimità otto debiti fuori bilancio per il pagamento di ditte e professionisti.


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