Roccalumera, Amministrazione dimezzata da un mese: chi potrebbe entrare in giunta
di Andrea Rifatto | oggi | POLITICA
di Andrea Rifatto | oggi | POLITICA
339 Lettori unici
Il sindaco Giuseppe Lombardo
È ancora senza due assessori e senza un vicesindaco l’Amministrazione comunale di Roccalumera. Dopo le dimissioni del vicesindaco Antonio Garufi e dell’assessora Natia Basile, presentate il 5 maggio e divenute efficaci quattro giorni dopo, il 7 maggio il sindaco Giuseppe Lombardo aveva annunciato in conferenza stampa che nei giorni immediatamente successivi avrebbe ricomposto la giunta, senza sbilanciarsi sui nomi e sulla “formula”. A distanza di oltre tre settimane, però, l’esecutivo rimane formato dallo stesso cittadino e dagli assessori Ivan Cremente e Angela Puglisi e le altre due caselle continuano a rimanere vuote. Lombardo deve inoltre fare i conti con l’assenza di una maggioranza in Consiglio comunale, visto che può contare solo su quattro consiglieri in quanto Antonella Garufi e Claudia Gugliotta (Fratelli d’Italia) con Simona Saccà (Controcorrente) hanno lasciato il gruppo dichiarandosi indipendenti. «La scelta dei nuovi assessori non sarà legata agli equilibri del Consiglio - ha anticipato Lombardo - perché altrimenti non farei l’interesse della città». Se la minoranza esclude ogni ipotesi di accordi e gli indipendenti non sembrano affatto intenzionati a ricucire i rapporti, Lombardo “pescherà” negli ambienti più vicini per poter contare su persone di fiducia ed evitare altre brutte “sorprese”. Uno dei nomi dei possibili assessori è quello di Cristina Triolo, storica segretaria di Cateno De Luca e segretaria nazionale della Fenapi, che potrebbe ricoprire per la prima volta una carica politica . Garufi e Basile, dimettendosi dalla carica, hanno chiesto al sindaco e agli assessori rimasti al loro posto di ridare la parola agli elettori, visto il venir meno della maggioranza politica uscita dalle urne nel 2023, sostenendo che i due ex assessori e i tre consiglieri indipendenti rappresentano il 60% dei consensi elettorali che hanno permesso la vittoria elettorale di un progetto politico che ormai non esiste più. «Ci si dimette se non si porta avanti il lavoro prefissato - aveva replicato Lombardo - abbiamo risanato le casse del Comune e ottenuto finanziamenti per oltre 10 milioni di euro».













