Sabato 11 Aprile 2026
L'aula vota compatta dopo le dimissioni ritirate dal primo cittadino in carica dal 2017


Passa la mozione di sfiducia a Francavilla, cade definivamente il sindaco Pulizzi

di Andrea Rifatto | oggi | POLITICA

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Pulizzi era stato eletto nel 2017

Cala definitivamente il sipario sull’Amministrazione comunale di Francavilla di Sicilia. Il Consiglio comunale ha votato all’unanimità la mozione di sfiducia al sindaco Vincenzo Pulizzi, presentata il 12 marzo dal gruppo di maggioranza poche ore prima che il primo cittadino rassegnasse le dimissioni, poi revocate il 2 aprile. Favorevoli i consiglieri di maggioranza Melania Silvestro, Gianfranco D’Aprile, Carmela Nuzzo, Stefania Russo e Antonino Di Francesco e i colleghi di opposizione Pasquale Monea, Elisabetta Di Natale, Martina Dibella e Laura Vaccaro. Nove voti che sanciscono la decadenza di sindaco e assessori e lo scioglimento del Consiglio comunale. Adesso verrà nominato dalla Regione un commissario straordinario che sostituirà tutti gli organi fino al 2027. Oltre due ore e mezza di discussione nel corso della quale la maggioranza ha ricordato come fosse stato chiesto di approvare il bilancio riequilibrato entro i 90 giorni dalla dichiarazione di dissesto (1 dicembre): «È una giornata triste per noi e per Francavilla di Sicilia - ha detto il consigliere D’Aprile - non c’è nulla da festeggiare o di cui essere orgogliosi. Siamo arrivati al capolinea, dal 2017 siamo stati una bellissima lavatrice che ha raccolto tutto lo sporco del paese e lo ha messo in lavaggio, ma senza poter avere risultati. È giunta l’ora di dare un taglio, si poteva fare prima con la mozione di sfiducia della minoranza dopo il dissesto, ma coerentemente abbiamo atteso e adesso questa è la decisione finale. Si è rovinato un gruppo per un tarlo del sindaco, convinto sulla mia volontà di prendere il suo posto». «Abbiamo le nostre colpe e ce le prendiamo tutte - ha aggiunto il consigliere di Francesco - ma se il sindaco non si fosse dimesso avremmo approvato prima la mozione». «Per noi come gruppo non è un bel traguardo - ha commentato la presidente Silvestro in merito alla sfiducia al sindaco - il progetto iniziato nove anni fa ha gettato basi solide su molti aspetti ma ha peccato su altri, abbiamo tante responsabilità positive e negative».

Pulizzi: «Chiederò audizione alla Corte dei conti»
«Il 13 marzo non volevo dare la soddisfazione di mandarmi a casa e ho deciso di andarmene io - ha detto Pulizzi intervenendo per 30 minuti prima di abbandonare l’aula - fino al 19esimo giorno ero convinto delle dimissioni, ma negli ultimi giorni ho ricevuto tante sollecitazioni e ho deciso di restare per senso di umiltà e responsabilità. I 90 giorni citati dalla maggioranza scadrebbero l’11 giugno, visto che si calcolano a partire dall’insediamento dell’Osl avvenuto l’11 marzo, e il Consiglio comunale che mi manda a casa non ha ancora votato l’attivazione delle entrate proprie». Sul punto la presidente Silvestro ha ricordato come la prima proposta per le entrate proprie le sia arrivata il 14 gennaio, il 2 febbraio è giunto il parere revisore dei conti e il Consiglio ha approvato la proposta nella prima data utile del 9 febbraio. «Mi hanno detto che allontano e non aggrego ma respingo al mittente queste accuse e mi assumo tutte le responsabilità del mio operato - ha proseguito Pulizzi - si poteva sicuramente fare meglio ma c’è sempre stata massima dedizione, disponibilità e attaccamento alla cosa pubblica. Ho cercato di dare spazio e possibilità ai componenti del gruppo. Devo difendere la mia dignità e la mia famiglia e se oggi tutti compatti puntate il dito contro una sola persona mi assumo tutte le mie responsabilità delle cose non fatte o fatte male, ma di quella compagine ci sono componenti, come il vicesindaco e il presidente del Consiglio, presenti anche nella prima legislatura, pensavo di avere a che fare con persone mature e che volevano bene alla comunità. Lasciare il Comune in una lunga fase di commissariamento è una grande assunzione di responsabilità da parte di tutti - ha concluso Vincenzo Pulizzi- ci saranno grandi difficoltà per il completamento degli interventi Pnrr. Chiedo scusa umilmente ai cittadini, ma non mi posso accollare le colpe e le responsabilità di tutti, mi assumo le mie ma ognuno deve assumersi le proprie. Chiederò un’audizione alla Corte dei conti per fare chiarezza e se ci sono mie responsabilità voglio che siano accertate».

Le opposizioni: «Sipario su nove anni di fallimenti»
«Tanto tuonò che piovve - ha esordito in aula il consigliere di minoranza Monea - siamo arrivati alla fine del temporale e piove a dirotto sul nostro Comune, ma è da nove anni che piove. Nessuno di noi è felice, è un fallimento di tutti, una giornata triste, speriamo sia un momento di vera svolta, bisogna ridare dignità alle istituzioni e al paese. Tra errori e inefficienza in questi nove anni è stato fatto un danno inimmaginabile al Comune, se la situazione era così drammatica nel 2017 perchè non è stato dichiarato subito il dissesto? Il sindaco si è meritato questa mozione di sfiducia, per uscire di scena in maniera meno traumatica e mortificante avrebbe dovuto non presentare le dimissioni e far votare la mozione di sfiducia, se la maggioranza avesse votato la nostra mozione a dicembre non ci sarebbe stato il commissariamento per un anno e saremmo già stati in campagna elettorale. Bisogna cambiare direzione e ridare speranze al paese». Per la collega Dibella «una giornata triste per la nostra comunità, che non lo meritava. Tutto questo si poteva evitare, la responsabilità è del sindaco e del gruppo di maggioranza - ha detto rivolgendosi ai colleghi dello schieramento opposto - se aveste firmato la nostra mozione a gennaio avremmo già concluso la lunga agonia e saremmo andati subito al voto, invece si è continuata l’agonia e il sindaco ha impedito di tornare al voto, la sfiducia è frutto di nove anni di amministrazione inefficiente. Rimarremo nell’agonia con un commissario, con le dimissioni del sindaco sarebbe rimasto in carica il Consiglio, così invece siamo senza organo di controllo». Per Vaccaro «Un fallimento politico-amministrativo di una coalizione, già certificato con il dissesto finanziario. Se si fosse votata la prima mozione saremmo andati al voto. Un’amministrazione che non ha saputo programma e governare. Un atto di coraggio porre fine a questa esperienza, non possiamo lasciare a capo della cittadina colui che l’ha portata al dissesto, 14 mesi di commissariamento saranno pesanti ma serve un cambio di rotta».


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